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| 10 mar 2020 | 09:53

Coronavirus, Degasperi: “Nella rianimazione di Rovereto riscontrate alcune mancanze, sicuri che la situazione sia sotto controllo?”

Nel reparto di Rianimazione di Rovereto saranno trasferiti i casi urgenti di contagiati da coronavirus, ma per il consigliere Degasperi: “Ci potrebbero essere delle carenze a livello strutturale ed organizzativo, è doveroso accertarsi che siano state prese tutte le misure necessarie al contenimento di questa grave epidemia e che al contempo personale e pazienti siano tutelati”

Coronavirus, Degasperi: “Nella rianimazione di Rovereto riscontrate alcune mancanze
foto di Di Lungoleno - Wikipedia
di Redazione

TRENTO. Com’è noto l’emergenza da coronavirus ha assunto dimensioni importanti anche in Italia, attraverso un decreto l’intera penisola è diventata zona arancione dopo la decisione del Governo di uniformare le misure per arginare il diffondersi del coronavirus a livello nazionale. Così stop a tutti gli spostamenti che non sono strettamente necessari (QUI articolo). Misure che valgono anche per il Trentino ovviamente.

 

Al contempo, per affrontare l’emergenza, anche le strutture sanitarie si stanno adeguando introducendo nuovi protocolli di sicurezza, il 6 marzo ad esempio la direzione dell’azienda sanitaria sembrerebbe avere individuato nella Rianimazione di Rovereto il Centro cui indirizzare tutti i casi urgenti di contagiati da Coronavirus, ovvero quelli che necessitassero di terapia.

 

Il consigliere provinciale Filippo Degasperi però ha sollevato dei dubbi sul fatto che tutto sia stato fatto a regola d’arte:la Rianimazione di Rovereto disporrebbe infatti di 8 posti letto di terapia intensiva di cui solo uno sarebbe un box separato rispetto agli altri posti letto, ma questo sarebbe privo della areazione regolarmente prevista per i casi di contagio, nonché privo di anticamera e di “stanza filtro”. Inoltre, al momento, non ci sarebbero nemmeno né una sala di vestizione/svestizione, né una vera e propria “sala filtro” attraverso la quale il personale sanitario possa indossare o togliere i Dispositivi Individuali di Protezione senza contaminare il resto della Rianimazione.

 

“Non mi risulta – continua Degasperi – che al personale medico, infermieristico e sanitario che opera nella Rianimazione di Rovereto siano state concesse, al momento attuale, le tute isolanti bianche integrali”. Ovvero le speciali tute in grado di garantire un adeguato e assoluto isolamento tra l’operatore sanitario e il paziente infetto. Sempre secondo Degasperi queste sarebbero già state richieste alla Direzione Sanitaria dell’Ospedale di Rovereto e a quella di Apss, ma non sarebbero ancora disponibili. “Questo nonostante il personale medico e infermieristico debba fare quotidianamente manovre invasive sui pazienti”, afferma il consigliere.

 

Alla luce di queste ipotesi il consigliere ha prodotto un’interrogazione per far luce su questi e altri interrogativi, ad esempio si chiede agli assessori competenti e al Direttore Generale di Apss se siano al corrente della “gravissima situazione” e “cosa abbiano fatto per garantire e migliorare le possibilità di isolamento in Rianimazione a Rovereto in questa straordinaria situazione”.

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