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Coronavirus, Segnana: ''Il tasso di occupazione delle terapie intensive al 10%''. Ma il ministero segna il 40%. Fugatti: ''Aumentiamo i posti letto''. E l'appello a evitare gli incidenti

Una criticità è legata alla traumatologia. La primavera scorsa è stata caratterizzata dal lockdown e gli incidenti si sono praticamente azzerati. Ora il personale sanitario affronta la recrudescenza dell'epidemia e ci sono tutti gli altri interventi da gestire. Intanto il sistema ospedaliero prosegue la riorganizzazione per fronteggiare la seconda ondata

Di Luca Andreazza - 09 novembre 2020 - 21:50

TRENTO. "L'ultimo report degli inizi di novembre vede l'Rt del Trentino a 1,6". Così l'assessora Stefania Segnana, che aggiunge: "L'occupazione dei posti letto posti letto per il Covid è al 14%, la soglia d’allerta è al 40%. Il tasso di occupazione delle terapie intensive è al 10% mentre la soglia di allerta è stata fissata al 30%".

Sono attualmente 299 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 24 pazienti sono in terapia intensiva 28 in alta intensità. L'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali segna, però, per il Trentino una percentuale del 39% (media italiana del 34%) per quanto riguarda le terapie intensive e del 49% dell'area non critica, quest'ultimo perfettamente in linea con l'Italia.

 

E quindi nel corso di un punto stampa è intervenuto il presidente Maurizio Fugatti per una precisazione. "L'assessora - spiega il governatore - ha fornito i dati dell'ultimo monitoraggio di quanto comunicato al ministero. L'Apss si riorganizza per implementare la disponibilità dei posti letto: dai 51 si passa ai 66 nei prossimi giorni. Se dovesse essere necessario possiamo arrivare a 90 posti letto. Si può arrivare a 100/110 posti come nella fase iniziale. Questa implementazione permetterà all'indicatore di ritornare a un livello più gestibile". 

Si procede per passi. "Seguiamo l'andamento del contagio - commenta Pier Paolo Benetollo, direttore generale pro tempore dell'Apss - per non interrompere anzitempo le altre attività". Una criticità è legata alla traumatologia. La primavera scorsa è stata caratterizzata dal lockdown e gli incidenti si sono praticamente azzerati. Ora il personale sanitario affronta la recrudescenza dell'epidemia e ci sono tutti gli altri interventi da gestire. Da qui l'appello a fare attenzione della Provincia. Un concetto ribadito dall'Azienda provinciale per i servizi sanitari.

 

"L'impegno è massimo e molto forte. Un passaggio in terapia intensiva - dice Benetollo - così come in pronto soccorso per patologie traumatiche o politraumatiche comporta un ulteriore impegno in un contesto già molto complesso. I pazienti Covid devono essere seguiti fin da subito, anche gli incidenti. Questo genera impatti sulle linee di lavoro perché occupano intensità assistenziale, operatori e posti letto: le prime attività a saltare per fronteggiare tutto sono quelle programmatica differibili. Un infortunio ha riflessi sull'intera collettività".

 

In generale, ha spiegato Segnana nel corso del Consiglio provinciale, sono state sospese le visite specialistiche, tranne quelle in Rao A. La strategia è quella di recuperare risorse e personale per gestire i ricoveri Covid e quelli dei malati di altre patologie. Successivamente verrà potenziato il servizio di teleconsulto e televisita.

 

Capitolo riorganizzazione del sistema ospedaliero: Rovereto è Covid hospital e accoglie i pazienti affetti da coronavirus in terapia intensiva, alta e media intensità, l’attività operatoria è quella di urgenza e emergenza, ostetrica e classe A nei limiti consentiti da anestesia, la chirurgia ambulatoriale e specialistica per Rao A e B.

 

Il S. Chiara è destinato alla alta e media intensità Covid nei reparti di malattie infettive, pneumologia, geriatria, medicina e dialisi. Attività operatoria d’urgenza e emergenza e ostetricia classe A e B in relazione al carico di anestesia, chirurgia ambulatoriale e visite specialistiche solo Rao A e B.

 

Poi media intensità Covid a Tione, sospesa la chirurgia, quella ambulatoriale solo se non richiede posti letto o trasferimenti; attività ambulatoriale solo in Rao A e B. Anche a Cles accoglienza pazienti media intensità Covid e ventilazione non invasiva. Sospesa chirurgia, consentito l’attività ambulatoriale che non richieda posti letto e specialistica solo Rao A.

 

A Borgo media intensità Covid, sospesi gli interventi operatori, chirurgia ambulatoriale e attività specialistica solo per Rao A e B. All’ospedale di Cavalese cure di media intensità Covid, sospesa chirurgia, continua traumatologia e visite specialistiche ambulatoriali solo per Rao A e B.

 

Anche a Arco sospesa chirurgia, ambulatori in Rao A. Per la struttura di Mezzolombardo è in corso la riconversione in struttura intermedia Covid. Infine la Provincia ricorda che a Trento sud sono stati potenziati i drive through con quella del personale dell’Esercito.

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