Sanità, aumentano i posti letto e le terapie intensive negli ospedali. Segnana: "Non c'è difficoltà a reperire personale se hai apparecchiature di valore"
La delibera approvata dall'Apss stabilisce che l'offerta complessiva nelle 7 strutture ospedaliere del territorio è di 1.715 di posto letto, 71 in più rispetto al 2020. Aumentano i "letti tecnici" per osservazione breve e di terapia intensiva. Segnana e Apss: "Cambiamento organizzativo profondo nella rete ospedaliera trentina che garantisce maggiore specializzazione per il personale"

TRENTO. Sono in aumento nel 2023 i posti letto nelle strutture sanitarie: in totale 1.715 distribuiti sulle 7 strutture (Trento, Rovereto, Arco, Borgo, Cavalese, Cles e Tione) rispetto ai 1.644 del 2020. Ma soprattutto viene incrementato il numero di "letti tecnici" per osservazione breve e di terapia intensiva, che rispetto al 2020 passano da 212 a 288. E' questo quanto annunciato dall'assessora alla salute Stefania Segnana, dal direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Antonio Ferro, dal direttore sanitario Giuliano Mariotti, dal direttore del servizio ospedaliero Pier Paolo Benetollo e dal direttore del Servizio di governance clinica Emanuele Torri.
Il grande punto di domanda rimane però sempre lo stesso anche in questo caso, come si concilia questo incremento con la carenza di personale che attualmente affligge il sistema sanitario. Ma su questo i vertici dichiarano: "Ci stiamo lavorando".
E' stata presentata proprio oggi (13 febbraio), nella sala stampa della Provincia autonoma di Trento in piazza Dante, la delibera annuale per la ricognizione dei posti letto assegnati alle strutture del Servizio ospedaliero provinciale dopo la sospensione di due anni dovuta all’emergenza Covid.
"Sappiamo che la pandemia ha messo a dura prova i sistemi sanitari dei singoli paesi, ma il nostro territorio ha saputo mettere in campo una risposta efficace, lo vediamo ad esempio dai posti letto - commenta l'assessora -: dal 2020 ad oggi vi sono una settantina di posti in più a disposizione del Servizio ospedaliero provinciale. Si tratta in particolare di posti letto dedicati alla terapia intensiva o tecnici, cioè per degenze brevi, frutto di una riorganizzazione, che la pandemia ha accelerato".
POSTI LETTO
La delibera approvata dalla direzione generale dell’Apss stabilisce che l'offerta complessiva nelle 7 strutture ospedaliere di Trento, Rovereto, Arco, Borgo, Cavalese, Cles e Tione, è di 1.715 di posto letto (era di 1644 nel 2020), dei quali 1.264 di ricovero ordinario per acuti e riabilitazione (erano 1242 nel 2020), 163 in day hospital e day surgery. Aumentano in maniera significativa i "letti tecnici" per osservazione breve e di terapia intensiva, che rispetto al 2020 passano da 212 a 288.
Riguardo all'evoluzione dell'intensità assistenziale "ad aumentare sono i posti letto di alta intensità e di terapia intensiva - dichiara Benetollo - gli ospedali sono sempre più luoghi ad alta tecnologia e competenza. Questa evoluzione avviene in tutta la rete ospedaliera; Trento e Rovereto aumentano soprattutto quelli di terapia intensiva, gli ospedali di valle quelli di alta intensità: tutti si sono attrezzati per assicurare le più evolute possibilità di cura ai sanitari e ai loro pazienti".
Rispetto al passato, aggiunge il direttore del servizio ospedaliero, "termina l’andamento di riduzione complessiva dei posti letto, in secondo luogo che gli ospedali diventano sempre più ospedali per acuti, ossia per pazienti con criticità più severe, quindi aumentano i posti letto di terapia intensiva e alta intensità. D’altro lato aumentano in maniera marcata i 'letti tecnici', come quelli per l’osservazione breve al pronto soccorso, per la chirurgia ambulatoriale, per le prestazioni ambulatoriali complesse".
Questo sarebbe frutto "dello sforzo di rendere il meno invasive possibile le procedure sanitarie: tutta una serie di patologie - conclude Benetollo -, che fino a qualche tempo fa erano pesanti per i pazienti e richiedevano lunghi ricoveri in ospedale, oggi grazie allo sviluppo delle tecnologie e soprattutto grazie alle competenze di chirurghi, anestesisti e infermieri, sono risolte con tecniche sempre meno invasive, quindi attraverso il day surgery e l'accesso ambulatoriale".
CARENZA DI PERSONALE
La provincia e i vertici Apss sostengono quindi che sia in atto "un cambiamento organizzativo profondo nella rete ospedaliera trentina che garantisce maggiore specializzazione per il personale, migliori risultati di salute per i cittadini e più efficienza per il sistema". Peccato però che rimanga una forte carenza di personale nel sistema sanitario provinciale, un problema lamentato da mesi ormai da quasi tutte le categorie di professionisti sanitari ma per cui ancora non è stata trovata una soluzione.
Alla precisa domanda, su questo fronte sia i vertici dell'Apss che l'assessora ammettono che sia "necessario creare le condizioni per attrarre professionisti e cercare di trattenere quelli che già abbiamo" e che su questo quindi "si sta lavorando". Come? "Mi è bastato vedere l'acceleratore lineare che è stato installato nell’Unità operativa di radioterapia oncologica dell’ospedale Santa Chiara di Trento da circa 2 milioni e 250mila euro di valore, per capire che quando hai apparecchiature e un reparto ad alto valore formativo non c'è difficoltà a reperire personale. Noi puntiamo su questo: avere strumenti all'avanguardia per essere attrattivi".













