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Coronavirus, spostamenti solo per necessità e niente cena fuori: ecco come cambiano le nostre vite da oggi

Sono entrate in vigore questa mattina le disposizioni del nuovo decreto firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte che ha esteso a tutta Italia le misure per contrastare il coronavirus. Il nuovo decreto, chiamato “Io resto a casa”, prevede prima di tutto il divieto sull'intero territorio nazionale ad ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico

Pubblicato il - 10 marzo 2020 - 08:07

TRENTO. Sono entrate in vigore questa mattina (10 marzo) anche in Trentino le misure contenute del decreto firmato nella tarda serata di ieri e subito pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Interventi per evitare la diffusione del nuovo coronavirus (Sars – CoV-2) che sabato erano state imposte alla Lombardia e in altre 14 province dell'Italia del nord.

 

Un intervento legislativo che si è reso necessario, ha spiegato ieri il premier Conte, visto l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale. I dati dimostrano un aumento dei casi di coronavirus anche in Trentino che conta (alle 18 di ieri sera) 38 persone positive e con un'età, ha spiegato il virologo Ferro dell'ospedale Santa Chiara, più bassa rispetto i pazienti delle regioni limitrofe. Di questi, tre pazienti si trovano in rianimazione, tredici ricoverati nel reparto infettivi mentre i restanti si trovano in casa.

 

 

Il nuovo decreto, chiamato “Io resto a casa”, prevede prima di tutto il divieto sull'intero territorio nazionale ad ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

 

Occorre limitare gli spostamenti da casa. Questi saranno possibili solo per tre motivi: lavoro, necessità o salute

 

Il ministro dell'Interno Lamorgese, in una direttiva ai Prefetti, ha spiegato che gli spostamenti potranno avvenire solo se motivati da esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute da attestare mediante autodichiarazione (QUI IL MODULO), che potrà essere resa anche seduta stante attraverso la compilazione di moduli forniti dalle forze di polizia. Un divieto assoluto, che non ammette eccezioni, è previsto per le persone sottoposte alla misura della quarantena o che sono risultate positive al virus.  I controlli sul rispetto delle limitazioni della mobilità, viene inoltre spiegato,  avverranno lungo le linee di comunicazione e le grandi infrastrutture del sistema dei trasporti. Per quanto riguarda la rete autostradale e la viabilità principale, la polizia stradale procederà ad effettuare i controlli acquisendo le prescritte autodichiarazioni. Analoghi servizi saranno svolti lungo la viabilità ordinaria anche dall’Arma dei carabinieri e dalle polizie municipali.

 

Le nuove norme prevedono anche il blocco della “movida”. A partire dalle 18, infatti, devono chiudere bar, ristoranti e luoghi di svago.

 

Con il nuovo decreto è stata estesa a tutta l'Italia anche la chiusura fino al 3 di aprile di scuole e università.

 

Per quanto riguarda il mondo dello sport, sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali.

 

Resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, oppure all'aperto senza la presenza di pubblico.

 

L'Italia è il primo Paese in Europa che, in una situazione del genere, ha adottato provvedimenti simili. Le misure che estendono a tutto il territorio nazionale le restrizioni finora applicate solo nelle 'zone rosse' sono diventate immediatamente breaking news in tutto il mondo con un forte richiamo nei mass media internazionali dalla Bbs, il Washington Post fino ad arrivare al Guardian.

 

Qui sintetizzati i principali provvedimenti presi per la ''zona arancione'':

 

- Vietati gli spostamenti in entrata e uscita. Ci si può muovere solo per emergenze o "comprovate" esigenze lavorative, che dovranno però essere autorizzate dal prefetto. Divieto assoluto di mobilità per chi sia stato in quarantena.

L'attività didattica per le scuole di ogni ordine e grado, atenei e accademie è sospesa fino al 3 aprile.

- I bar e i ristoranti possono restare aperti solo dalle 6 alle 18 sempreché il gestore sia in grado di rispettare "l'obbligo" di assicurare la distanza di sicurezza interpersonale nei locali.

Chiuse palestre e piscine, spa e centri benessere. Le competizioni sportive all'aperto sono ammesse solo se giocate a porte chiuse.

- Chiusi musei, centri sculturali e stazioni sciistiche.

- Sono sospese cerimonie civili e religiose come tutte le manifestazioni organizzate, nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, come grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati.

- Se possibile si raccomanda ai datori di lavoro di favorire la fruizione di periodo di congedo ordinario o di ferie.

 

 

 

Di seguito il testo del decreto:

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l'art. 3;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull'intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'8 marzo 2020;

Considerato che l'Organizzazione mondiale della sanita' il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l'epidemia da COVID-19 un'emergenza di sanita' pubblica di rilevanza internazionale; Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale e' stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerati l'evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento dei casi sul territorio nazionale; Ritenuto necessario estendere all'intero territorio nazionale le misure gia' previste dall'art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020;

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l'interessamento di piu' ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformita' nell'attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;

Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, nonche' i Ministri dell'istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei trasporti, dell'universita' e della ricerca, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, per le politiche giovanili e lo sport e per gli affari regionali e le autonomie, nonche' sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni;

Decreta:

Art. 1
Misure urgenti di contenimento del contagio sull'intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 le misure di cui all'art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio nazionale.

2. Sull'intero territorio nazionale e' vietata ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

3. La lettera d) dell'art. 1 decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e' sostituita dalla seguente: «d) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le societa' sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano; lo sport e le attivita' motorie svolti all'aperto sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della distanza interpersonale di un metro;».

Art. 2
Disposizioni finali

1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020.

2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti le misure di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ove incompatibili con la disposizione dell'art. 1 del presente decreto.

Roma, 9 marzo 2020

Il Presidente del Consiglio dei ministri Conte

Il Ministro della salute Speranza

Registrato alla Corte dei conti il 9 marzo 2020 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri della giustizia e degli affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne n. 421

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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