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Gilet Arancioni, arriva in Trentino l'ex generale Pappalardo. Il coordinatore regionale: ''Dialoghiamo per le amministrative'' e su Covid-19: ''Una cosa soprannaturale''

L'appuntamento del movimento è fissato per il 24 giugno ad Acquaviva. Il coordinatore provinciale Calcari: "Covid-19? Una cosa soprannaturale. Vogliono imporci ora il vaccino ma noi siamo contrari" e sulle prossime elezioni amministrative? "Siamo pronti, al momento dialoghiamo''

Di G.Fin - 21 giugno 2020 - 12:45

TRENTO. L'ex generale Antonio Pappalardo, fondatore dei “Gilet Arancioni” è pronto a sbarcare in Trentino. Mercoledì prossimo, 24 giugno, attorno alle 15 sarà presente ad un incontro dal titolo ''Il concerto adesso lo suoniamo noi" che il neo movimento ha annunciato di aver organizzato ad Acquaviva, al Fly Music Arena.

 

Il movimento Gilet Arancioni si è fatto conoscere alle manifestazioni del 30 maggio 2020. Tra le idee di base c’è l’azzeramento del governo e del Parlamento in quanto “abusivi”. Ma non solo. C'è poi la contrarietà all'Europa, la volontà di stampare nuova lira e numerose idee sono accostabili al quelle del movimento no-vax.

 

In Trentino il movimento si sta organizzando da circa 20 giorni. E' nata una pagina su Facebook dal nome “Gilet Arancioni Trentino Alto Adige" con una immagine di copertina che vede in primo piano l'immagine dell'ex generale Pappalardo e sono circa 600 gli iscritti. Un gruppo privato come tanti altri che sono stati organizzati in altre zone d'Italia al cui interno ribolle la rabbia di tanti militanti.


Renato Calcari è il coordinatore regionale del movimento e proprio in queste settimane è indaffarato a organizzare l'appuntamento del 24 giugno ma anche soprattutto a tessere i rapporti in vista delle prossime amministrative. Il Movimento dei Gilet Aranciani, infatti, “non esclude di candidarsi in alcuni comuni” ci spiega Calcari.

 

Come vi state muovendo per le prossime amministrative? Ci sono diversi comuni importanti in Trentino che andranno al  voto.

Al momento stiamo dialogando in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, vedremo non escludiamo nulla ma siamo pronti. Ci siamo organizzati venti giorni fa e nel gruppo creato su Facebook siamo già quasi 600”.

 

Ma perché esiste il Movimento dei Gilet Arancioni?

Noi siamo nati perché c'è tantissima gente insoddisfatta, che ha problemi e che nessuno ascolta anche sul nostro territorio. Noi ci stiamo battendo anche perché c'è una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 1 del 2014, che ha sancito chiaramente che il 'porcellum' era illegittimo. E praticamente nessuno ha fatto nulla. Noi vogliamo un'assemblea costituente per una nuova legge elettorale e che poi si vada a votare”.

 

Quali sono altri vostri cavalli di battaglia che intendete portare avanti anche in Trentino Alto Adige?

Come già detto dall'ex generale Pappalardo, vogliamo stampare moneta Lira italica che avrà lo stesso valore dell'euro. Vogliamo stampare 750 miliardi per poi distribuirli a imprese e famiglie senza aver bisogno di appoggiarci ad altri, senza aver bisogno del Mes.

 

E la politica in Trentino come la giudicate?

In questi mesi ha avuto un momento di rilassamento. Poi si sono trovati in questo caos generalizzato creato dal Covid. Trovandosi in questa situazione nuova non hanno avuto idee chiare su cosa fare. Ma quello che io vado a dire in giro è che almeno qui sono stati votati dal popolo.

 

Il Movimento dei Gilet Arancioni è considerato anche vicino alle rivendicazioni dei no-vax, e l'ex generale Pappalardo ha anche dichiarato che il Covid-19 non esiste.

Il nostro è un chiaro no ai vaccini. Io personalmente, ma credo sia poi l'idea del Movimento, non mi farò vaccinare quando ci sarà quello contro il coronavirus. Poi è sotto l'occhio ormai di tutti che il covid19 sia qualcosa di soprannaturale. Abbiamo la sensazione che le multinazionali si siano messe assieme per creare qualcosa. Lo sapremo però chissà fra quanto tempo. D'altronde si vede il sistema speculativo che sta dietro a questa situazione. E' vero che sono morti in tanti ma non si sa se sono effettivamente deceduti a causa del coronavirus o altro.

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