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Il Comitato tecnico scientifico nazionale: ''Si voti i primi di settembre''. Tutti d'accordo tranne la Lega in Trentino: per loro più tardi si va alle urne, meglio è

Mentre Zaia e la Lega in Veneto spingevano addirittura per votare in estate, forti dell'ottima gestione nell'affrontare l'epidemia, e anche in Alto Adige l'intenzione è quella di non andare oltre settembre (Bolzano è a contagio zero da settimane) in Trentino la maggioranza leghista provinciale si è messa in luce negativamente in ogni settore e quindi punta a far slittare il più possibile il voto anche se il Cts invita ad evitare l'arrivo dell'autunno perché ''la circolazione dei coronavirus nella popolazione è osservata in aumento durante i periodi dell'anno caratterizzati dalle basse temperature

Di Luca Pianesi - 26 maggio 2020 - 12:53

TRENTO. ''Il Comitato tecnico scientifico indica, quale scelta più plausibile tra le diverse opzioni rappresentate dai Ministri, l'effettuazione delle consultazioni elettorali all'inizio del mese di settembre p.v., eventualmente organizzate su 2 giornate di voto al fine di distribuire in maniera più omogenea la fruizione dei seggi elettorali ed evitare, in questo modo, eventuali picchi di affluenza''. Così recita il verbale della riunione tenuta il 19 maggio al dipartimento della Protezione civile nazionale durante la quale si è affrontato il tema delle prossime elezioni regionali ed amministrative. Elezioni che, com'è noto, ci saranno anche in Trentino e in Alto Adige (amministrative) e in Veneto (regionali).

 

Ebbene se a Bolzano e Venezia si spinge per votare il prima possibile, visto anche come è stata gestita l'emergenza coronavirus da chi guida quei territori (Svp-Lega) mettendo in campo capacità e competenze che hanno portato risultati positivi e posto sia l'Alto Adige che il Veneto tra quelli che meglio si sono comportati durante la pandemia, a Trento la situazione è diametralmente opposta. Il Trentino, abituato da decenni a primeggiare nelle classifiche nazionali, purtroppo è stato uno dei territori più colpiti dal Covid-19 e le scelte della maggioranza leghista (prese spesso contro il parere di esperti e parti sociali) non sono certo servite ad aiutare la comunità ma, se possibile, hanno complicato ulteriormente le cose. 

 

E il disastro è stato generale, in ogni campo, non solo in ambito sanitario dove da più parti si chiedono le dimissioni dell'assessora Segnana. C'è il mondo della scuola con insegnanti, genitori e studenti che non si sono mai sentiti tanto abbandonati dall'assessorato provinciale (e le decine di lettere che abbiamo pubblicato in queste settimane lo dimostrano), c'è quello del turismo, con un assessore che pensa ai regolamenti di conti interni e a riformare le Apt mentre il mondo cerca strategie per convertire strutture, impianti e rivoluzionare i propri modelli per tentare di non affondare.

 

Ci sono le manovre economiche per far ''ripartire il Trentino'' tardive e dal basso profilo economico (per incapacità nel reperire risorse) fondate su un errore strutturale quello di ridurre tutto a un riaprire il prima possibile e a un generico ''sosteniamo le imprese'' buono a breve termine per riguadagnare un po' di consenso ma dimentico del fatto che se la domanda crolla (e quindi se le famiglie e i cittadini non hanno soldi da spendere o hanno paura a farlo) l'offerta resta lì, invenduta nei magazzini, e quindi negozi e ristoranti, nell'immediato, e aziende e fabbriche, a medio termine, rischieranno di non trovare mercato. 

 

E allora la risposta trentina, in termini elettorali, in questo momento non poteva che essere questa: votare il più tardi possibile (se si pensa anche al caos che in questo momento regna nella destra per le elezioni comunali a Trento con il candidato sindaco Baracetti che dopo aver perso Pt e i centristi ha perso anche Agire negli scorsi giorni). Così mentre il Comitato tecnico scientifico nazionale specifica che si dovrebbe votare a settembre, mentre in tutta Italia si discute su quelle date, mentre la Lega in Veneto con Zaia voleva andare alle urne già in estate e l'Svp comunque punta di non andare oltre settembre il segretario della Lega Bisesti e l'assessore regionale competente in materia Cia spingono per spostare le elezioni trentine (e altoatesine di conseguenza) a fine ottobre (si parla del 25).

 

Il tutto nonostante il Comitato tecnico scientifico nel suo documento dichiari: ''La circolazione dei coronavirus nella popolazione è osservata in aumento durante i periodi dell'anno caratterizzati dalle basse temperature rispetto alla riduzione dell'incidenza delle affezioni registrata a carico delle vie aeree nella stagione calda. Sebbene le conoscenze scientifiche del virus Sars-CoV-2 non forniscano al momento, chiare indicazioni sulle modalità di contagio nei periodi estivi, analogamente a quanto osservato per gli altri coronavirus e nel rispetto del principio di massima precauzione, il Cts indica, quale scelta più, plausibile tra le diverse opzioni rappresentate dai Ministri, l'effettuazione delle consultazioni elettorali all'inizio del mese di settembre''. E ancora: ''La data indicata dei c.d. ballottaggi per le elezioni amministrative dei sindaci potrebbe avvenire, compatibilmente con le modalità organizzative del Ministero dell'Interno, comunque entro il mese di settembre, anche queste organizzate su 2 giornate di voto''.

 

 

 
 

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