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L'Oipa chiede il sequestro del Casteller e anche il Guardian si occupa di M49. Per gli inglesi Fugatti è ''a member of the far-right League party''

Esponente di estrema destra: così viene definito il presidente della Provincia da uno dei principali e più stimati organi d'informazione internazionali che spiega anche come, purtroppo, nessuna risposta sia arrivata alla loro richieste di commento

Di Luca Pianesi - 05 ottobre 2020 - 12:46

TRENTO. Mentre l'Oipa in queste ore ha presentato istanza di sequestro preventivo del Casteller ''per inidoneità della struttura a ospitare gli orsi attualmente detenuti e gli altri che si prevede di catturare'' il Trentino, Fugatti e la storia di M49 hanno conquistato un lungo articolo sul The Guardian. Gli aspetti politici del servizio di quello che è uno dei principali quotidiani inglesi e del mondo che emergono sono che Fugatti vieni definito ''a member of the far-right League party'' (un membro della Lega partito di estrema destra) e che, a confermare il non buon rapporto con la stampa della Giunta Fugatti che se c'è da far parlare qualcuno manda sempre avanti tecnici e dirigenti (cosa mai vista prima e che non si vede in altri territori) ''Fugatti and the authorities in Trento did not respond to requests for comment from the Guardian''  (Fugatti e le autorità di Trento non hanno risposto alle richieste di commento del Guardian).

 

Per il resto il quotidiano britannico spiega racconta di M49 spiegando che ''il prigioniero si trova in una gabbia di due metri per sei, circondata da tre recinzioni elettriche da 7.000 volt, una barriera alta quattro metri, telecamere a circuito chiuso e un certo numero di ranger. Da lontano, la struttura ricorda una prigione di massima sicurezza o anche il recinto del T-rex in Jurassic Park. Il detenuto non è, tuttavia, un rettile di grandi dimensioni o un boss della mafia siciliana, ma un orso. Il suo nome in codice è M49, Papillon, e fino alla sua cattura il mese scorso, era l'animale selvatico più ricercato d'Europa, accusato di aver massacrato dozzine di mucche e pecore sulle montagne del nord Italia''.

 

Il servizio riporta l'opinione di Osvaldo Negra, ''uno zoologo e rappresentante del World Wide Fund for Nature a Trento'' che dopo aver ricostruito un po' la storia degli orsi in Trentino (anche per il giornale inglese è stato facile capire come ''Gli orsi sono al centro della cultura e della storia del Trentino-Alto Adige'' andando a riportare come esempio la vicenda di San Romedio) aggiunge come "tra un M49 rinchiuso per tutta la vita e un M49 morto, come zoologo preferisco l'eutanasia", aggiungendo che "la considero una soluzione più adatta per un animale selvatico". Poi sono state ascoltate le voci di Mauro Varesco allevatore della Val di Fiemme che ha riportato il suo pensiero e ha raccontato delle predazioni di Papillon durante la sua fuga, e Ornella Dorigatti rappresentante di Trento per l'Oipa che aveva cominciato anche uno sciopero della fame dopo la terza cattura di M49. Il suo gesto aveva messo in moto una serie reazioni tra le quali quella del ministro Costa che, preoccupato, aveva dato il via all'ispezione dei carabinieri al Casteller con tutto quello che di sconvolgente vi abbiamo raccontato negli scorsi giorni.

 

Proprio da questa relazione è scattata la denuncia per maltrattamento di animali per Fugatti da parte di alcune sigle animaliste e ora anche l'Oipa ha fatto istanza di sequestro della struttura di detenzione di M49, Dj3 e M57. ''La nostra richiesta vuole scongiurare l’ipotesi di ulteriori catture e reclusioni di plantigradi - spiegano - date le ordinanze di captivazione permanente emanate dal presidente della Pat l’11 e il 27 agosto scorso, e chiede la liberazione di tre orsi attualmente detenuti nelle cosiddette “tane”: cubicoli di cemento di pochi metri quadrati (v. foto in calce, ndr)''. Il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto aggiunge: ''Le conclusioni della relazione della delegazione inviata al Casteller dal Ministero dell’Ambiente parla chiaro quando afferma che la cattura e captivazione di ulteriori individui metterebbe in difficoltà l’intero sistema di gestione del centro di detenzione''.

 

L’istanza di sequestro presentata dall’Oipa si basa inoltre sugli ulteriori e importanti dettagli emersi dalla relazione della delegazione (v. il documento più sotto), che attesterebbero l’inidoneità della struttura a garantire benessere anche degli animali attualmente detenuti: M49, M57 e  DJ3, quest’ultima al Casteller da 9 anni.

 

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