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''M49 continua azione di distruzione dei fili. Non li accetta'', cronaca (dal Casteller) di una fuga annunciata e di un malessere insostenibile

Giorno dopo giorno il veterinario capo della Pat annotava cosa accadeva ai tre orsi rinchiusi nel Casteller. Diventa evidente come anche la presenza di un animale in più crei problemi a Dj3 che si nasconde e non mangia, come M49 dal secondo giorno in gabbia ha sempre fatto di tutto per scappare (addirittura i tronchi per giocare finiscono sotto la saracinesca e stacca la corrente per 14 volte e così si pensa di non riattivarla più) e di come solo gli antidepressivi e gli integratori con effetti inibitori del sistema nervoso centrale possano farli restare lì dentro

Di Luca Pianesi - 03 ottobre 2020 - 05:01

TRENTO. Si potrebbe definire ''cronaca di una fuga annunciata'' quella descritta nella ''Cartella clinica degli orsi del Casteller'' di marzo-settembre. Due giorni dopo il suo secondo ''arresto'', infatti, avvenuto il 28 aprile dopo una prima fuga cominciata nel luglio del 2019 e terminata proprio quel giorno (la seconda comincerà il 27 luglio), M49 (che a tutti gli effetti si merita il nome di Papillon anche per quanto leggerete) aveva già cominciato a distruggere i fili elettrici e a cercare di uscire dalle sbarre. Cinque giorni dopo, il 30 aprile, ''il custode riferisce continua distruzione dell'impianto elettrico - scrive nel report il capo veterinario della Pat - da parte di M49 nella parte interna della gabbia (...)'', tutto questo quando il personale non lo controlla mentre quando era osservato amava gettarsi nella vasca piena d'acqua.

 

Sempre il 30 aprile il report aggiunge che ''in seguito a inserimento di alcuni tronchi nella gabbia come arricchimento si nota attività di manipolazione e trasporto degli stessi dalla gabbia alla tana, creando anche un problema in quanto bloccano la chiusura della saracinesca della tana verso la gabbia''. E ancora il 5 maggio ''azione sul filo ancora presente nelle ore notturne'' e il 7 maggio ''vista l'inefficacia della recinzione elettrica all'interno della tana che è stata disattivata dall'orso per ben 14 volte consecutivamente, dopo essere stato ripristinato si decide di asportarla in 'maniera definitiva'''.

 

Insomma che M49 dentro quella gabbia non riuscisse a starci appare del tutto evidente e che quanto sta vivendo va totalmente contro la sua natura ed è una forzatura insopportabile per l'animale è altrettanto evidente. Fa impressione leggere la relazione redatta dal capo veterinario Grandi Carnivori del Trentino Roberto Guadagnini (e inserita come allegato al report redatto dai carabinieri che si sono recati al Casteller su ordine del ministro Costa per capire cosa sta succedendo in Trentino) che racconta, giorno dopo giorno, le ''prigioni'' dei tre orsi intrappolati al Casteller. Sembra di leggere una sorta di diario dal carcere dove vengono descritte le attività e le condizioni cliniche dei plantigradi in maniera sintetica ma chiarissima.

 

Traspare il malessere di questi straordinari animali, protetti ad ogni livello da leggi e norme internazionali e la complessità di un precario equilibrio all'interno del quale ci si deve ''muovere'' per gestirli. Equilibrio e complessità che sono parole quanto mai lontane dall'operato della Giunta Fugatti che proprio nella gestione dei grandi carnivori ha sublimato tutto il peggio della propria amministrazione: ordinanze improvvisate lanciate nel vuoto e mal costruite (tanto da essere sospese o bloccate dai tribunali); risposte quasi sempre prive di fondamento scientifico e basate essenzialmente su sensazioni ed emozioni; l'assenza di un disegno, anche minimo, e di una progettazione per affrontare i problemi, ma piuttosto la ricerca del titolo e del post su Facebook. 

 

La realtà, invece, è molto più complicata della faciloneria leghista e risulta evidente in questo report dove si dimostra che anche solo aggiungere un orso al Casteller, come è accaduto con M49, ha creato scompensi e problemi a Dj3 che con i suoi 17 anni di età e i suoi 9 anni trascorsi in ''prigione'' in più occasioni ha smesso di alimentarsi non tornando nemmeno nella sua tana per paura. Come noto per Fugatti e la sua Giunta ci sarebbero almeno altri tre orsi da ''arrestare'' e da aggiungere ai tre già imprigionati, tenuti tra sbarre e cavi elettrici e imbottiti di integratori con effetti inibitori del sistema nervoso centrale e all'occorrenza anche di ansiolitici. Un totale di 6 orsi da rinchiudere chissà dove che si troverebbero a stare in queste condizioni. 

 

Grazie a questo report la loro paura, i momenti di gioia legati essenzialmente al gioco, a un tronco ''aggiunto'' per ''arricchimento'' o a un copertone o ancora alla vasca piena d'acqua, traspaiono con tutta la loro forza e spingono a riflettere sull'incapacità di una specie, quella umana, che in Trentino si è affidata a politici che hanno dato la gestione della fauna alla Protezione civile (come se si trattasse di una catastrofe o di un disastro naturale) e non sono in grado di convivere con meno di un centinaio di orsi che, tutti insieme, causano poco più di un centinaio di migliaia di euro di danni (più o meno il costo di un consigliere provinciale che magari non sappiamo nemmeno che voce ha perché effettivamente non ha niente da dire). 

 

Qui alcuni stralci dei più significativi del report del veterinario. In fondo il documento integrale

 

Il 28 aprile ''arrivo di M49 al Casteller''

Il 29 aprile M49 ''Reattivo nei confronti degli umani se si avvicinano. Confinato in tana. Inizio somministrazione di Adaptil in dose di 8 compresse mattina e sera. DJ3 è intimorita dalla presenza del maschio e si mantiene lontana dalla zona tane e non è visibile''

Il 30 aprile ''Cerca di uscire dalla sbarre. Presente limitazione elettrica nel perimetro interno della gabbia. Manifesta curiosità ed in seguito a scossa anche aggressività nei confronti del filo elettrico che distrugge''.

Il 1 maggio ''Continua azione di distruzione dei fili. Non li accetta. Continua la somministrazione di Adaptil che subito sortisce effetto tranquillante nell'arco dei venti minuti successivi alla ingestione​'' 

Il 3 maggio, ''Visita a M49 e DJ3. Nelle giornate precedente costante contatto telefonico con il custode che riferisce continua distruzione dell'impianto elettrico da parte di M49 nella parte interna della gabbia. La distruzione avviene in assenza del personale. Durante la presenza nessuna attività sulla struttura. In seguito a inserimento di alcuni tronchi nella gabbia come arricchimento si nota attività di manipolazione e trasporto degli stessi dalla gabbia alla tana, creando anche un problema in quanto bloccano la chiusura della saracinesca della tana verso la gabbia. DJ3 non visibile''

Il 5 maggio ''Gradisce la vasca con acqua e staziona per molto tempo all'interno. Azione sul filo ancora presente nelle ore notturne''

Il 7 maggio ''Vista l'inefficacia della recinzione elettrica all'interno della tana che è stata disattivata dall'orso per ben 14 volte consecutivamente, dopo essere stato ripristinato si decide di asportarla in 'maniera definitiva''. Passano i giorni ed è sempre più chiaro che M49 predilige frutta e miele alla carne'' ... ''Invece disdegna la carne (proposta carcassa di capriolo) che non viene minimamente consumata. Tolta dopo 48 ore''

Il 18 maggio ''DJ3 ha riacquisito la sua routine, nonostante non si avvicini alla gabbia di M49. Gli orsi hanno la possibilità di vedersi. M49 adotta emissioni sonore tipiche della specie nei diversi contesti. Prosegue con Adaptil. Si decide visto il comportamento di DJ3 praticamente ritornato nella sua normalità di non somministrare integratori cene a M49.​

Il 18 giugno avviene la castrazione.

Il 23 luglio ''si libera M49 nel recinto. DJ3 nella tana per evitare qualsiasi contatto fra i due orsi. M49 abbatte tutte le barriere elettriche che delimitavano i settori interni del Casteller. M49 seguito con fix del radiocollare a intervalli di 15 minuti. Si denota una attività notturna in tutti e tre i settori''.

Per tre giorni M49 risulta ''non visibile ma rintracciabile via fix.

Il 27 avviene la ''fuga di M49 dal Casteller mentre Dj3 è in tana e per giorni vivrà nella struttura senza elettricità (il 5 agosto scrive ''Limiti elettrici dei settori non più attivi'').

Ma nonostante ciò si procede alla cattura di M57 il 22 agosto.

Il 23 agosto ''M57 viene liberato fin da subito in gabbia, quest'ultima senza armatura elettrica''.

Il 27 agosto ''si attuano arricchimenti ambientali nella gabbia, vista la significativa tendenza di M57 al gioco, determinato dalla sua giovane età. Si inseriscono copertoni di gomma appesi e palle di legno. Apprezza il cibo appeso (frutta) e scala la gabbia''.

Il 7 settembre viene ricatturato M49 e il 10 settembre succede quello che abbiamo già letto ieri

 

10 SETTEMBRE: Nell'arco di 48 ore la situazione ha subito un grave peggioramento. Tutti e tre gliorai versano in una situazione di stress peico-fisico molto severa, dovuta in primis alla forzata e stretta convivenza dei tre esemplari, contrariamente a quanto permette la base etologica di specie e alle ridotte dimensioni degli spazi a disposizione. M49 ha smesso di alimentarsi e scarica tutte le sue energie contro la saracinesca della tana Reagisce in maniera nervosa alla presenza umana. M57 si alimenta, ma ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata, prodromo di stereotipia. Presenta anche lesione cutanea nell'avambraccio sinistro, dovuto allo sfregamento nell'attività di cui sopra. DJ3, a causa della presenza e degli atteggiamenti degli altri due esemplari, spaventata, si è nascosta nel boschetto del recinto esterno e non torna in tana per alimentarsi. A questo si aggiunge l'imminente inizio lavori della costruzione delle gabbie di tana 2 e tana 3. Vista la delicata situazione si decide di somministrare per la prima volta dalla loro detenzione al Casteller dell'alprazolam a M49 e M57 per ridurre lo stato di stress, finché si concluderanno i lavori di costruzioni delle gabbie. Si consiglia altresì lo spostamento di almeno un orso maschio in altro luogo, visto lo stress che la sola presenza ravvicinata provoca in tutte e due i soggetti.

 

I farmaci sono l'unico modo per tenere sotto controllo la situazione.

Il 12 settembre ''la situazione dei due maschi appare sotto controllo con l'ausilio dei farmaci. DJ3 non si avvicina alle tane per paura dei due maschi e non si alimenta''.

 

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