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Orsi ''maltrattati'' al Casteller, i veterinari: '' Istituire un Comitato etico per indirizzare la gestione nel massimo rispetto delle caratteristiche etologiche dei plantigradi''

La presa di posizione dell'Ordine dei veterinari che vuole fare la sua parte per seguire gli orsi e il relativo benessere. Marco Ghedina: "Ci rendiamo disponibili a fornire il supporto necessario e ricordiamo che, per definizione, i componenti di un Comitato etico, non percependo alcun rimborso, sono in grado di mantenere a pieno titolo l'autonomia del proprio parere"

Di Luca Andreazza - 05 ottobre 2020 - 13:45

TRENTO. "E' necessario istituire nel breve termine un Comitato etico provinciale in grado di indirizzare la gestione degli orsi nel massimo rispetto delle loro caratteristiche etologiche". Così Marco Ghedina, presidente dell'Ordine dei veterinari, che interviene dopo la diffusione del report sulla situazione dei plantigradi al Casteller. Una relazione che ha portato le associazioni animaliste a presentare una denuncia per maltrattamento di animali contro piazza Dante e in particolare contro il presidente Maurizio Fugatti in merito alle carenze strutturali del recinto.

 

E' chiaro che M49 dentro quella gabbia non riuscisse a starci e che quanto sta vivendo va totalmente contro la sua natura. E' impressionante leggere la relazione redatta dal capo veterinario Grandi Carnivori del Trentino, Roberto Guadagnini (e inserita come allegato al report redatto dai carabinieri che si sono recati al Casteller su ordine del ministro Sergio Costa per capire quanto avviene in Trentino) che racconta, giorno dopo giorno, le ''prigioni'' dei tre orsi intrappolati al Casteller (Qui articolo).

 

Una permanenza degli orsi non facile. Una relazione che riporta le attività e le condizioni cliniche dei plantigradi in maniera sintetica ma molto chiara (Qui approfondimento).

 

''Tutti e tre gli orsi - si legge - versano in una situazione di stress psico-fisico molto severa, dovuta in primis alla forzata e stretta convivenza dei tre esemplari, contrariamente a quanto permette la base etologica di specie e alle ridotte dimensioni degli spazi a disposizione. M49 ha smesso di alimentarsi e scarica tutte le sue energie contro la saracinesca della tana. Reagisce in maniera nervosa alla presenza umana. M57 si alimenta, ma ripete costantemente dei movimenti in maniera ritmata, prodromo di stereotipia. Presenta anche lesione cutanea nell'avambraccio sinistro, dovuto allo sfregamento nell'attività di cui sopra. Dj3, a causa della presenza e degli atteggiamenti degli altri due esemplari, spaventata, si è nascosta nel boschetto del recinto esterno, e non torna in tana per alimentarsi'' (Qui articolo).

 

Questo quanto è riportato nella relazione del sopralluogo effettuato in data 21 settembre 2020 dai Carabinieri Cites organo che tutela le specie di fauna e flora protette, quando si sono recati per ordine del ministro Costa al Casteller per verificare le condizioni in cui versano i tre orsi imprigionati da Fugatti e dalla Giunta leghista (Qui articolo).

 

Il documento è stato reso noto dalla Lega Antivivisezione che ha fatto richiesta di accesso agli atti. E nel documento sono varie le cose che vengono riportate piuttosto inquietanti. ''I contenuti del documento - scrivono i Leal - lasciano allibiti poiché il testo prova inconfutabilmente il grave maltrattamento che subiscono gli orsi M49, M57 e DJ3 presso la struttura''.

 

E arriva la presa di posizione dell'Ordine dei veterinari che vuole fare la sua parte per seguire gli orsi e il relativo benessere. "Ci rendiamo disponibili, come già attuato con il 'tavolo della zootecnia', a fornire il supporto necessario e ricordiamo che, per definizione, i componenti di un Comitato etico, non percependo alcun rimborso, sono in grado di mantenere a pieno titolo l'autonomia del proprio parere", conclude Ghedina.

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