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L'Svp ''scarica'' la Regione. Rossi: ''Fugatti e Kompatscher non dialogano, a rischio l'autonomia''. I sindacati: ''Per Trento sudditanza rispetto a Veneto e Lombardia''

Uscita inaspettata del governatore dell'Alto Adige durante l'ultimo consiglio regionale: "Così non va, siamo di fronte ad un modello superato che comporta solo uno spreco di soldi". Alessio Manica (Pd): "Si stanno costruendo le premesse per un completo svuotamento della Regione e un definitivo allontanamento tra Trento e Bolzano. Ma forse l’obiettivo della Lega trentina, più rivolta al Veneto che al Südtirol, è proprio questo"

Di Lucia Brunello - 14 febbraio 2020 - 05:01

BOLZANO. “Siamo di fronte ad un modello superato, che comporta solo uno spreco di soldi”, queste le parole di Arno Kompatscher durante il consiglio regionale tenutosi lo scorso 12 febbraio. Un agguato inaspettato contro la Regione che l'Svp meditava da tempo ma che, considerati i successivi interventi fatti dagli esponenti presenti in aula, non poi così tanto fuori luogo. “Così come è, la regione non ha un futuro. Se vogliamo difendere l'autonomia, dobbiamo sviluppare una collaborazione tra la Provincia di Bolzano e quella di Trento”, afferma il governatore dell'Alto Adige, supportato da Achammer, segretario dello stesso partito: “La regione va ripensata al più presto, le competenze legislative e amministrative dovrebbero passare alle province, mentre questa dovrebbe diventare il punto di raccordo tra le due autonomie”.

 

A chiudere il cerchio dell'intervento a gamba testa della Svp, è il suo capogruppo Gerhard Lanz: “C'è l'urgente necessità di modernizzare e potenziare il dialogo tra Trento e Bolzano. Chiunque venga a vedere un consiglio regionale si rende conto della sua scarsa efficacia. Le necessità delle due province sono spesso differenti, e non c'è da meravigliarsi se i due esecutivi cerchino di privilegiare i propri interessi”.

 

Considerazione ripresa e appoggiata dal consigliere del Patt, Lorenzo Ossana: “Il regolamento d'aula del consiglio regionale va rivisto completamente, quello in vigore non è abbastanza dinamico". Sempre nel partito delle stelle alpine è poi il consigliere Ugo Rossi a prendere la parola, imputando l'assenza di dialogo e confronto tra i due governatori come causa primaria della condizione decisamente traballante in cui si trova l'autonomia: “Oggi Fugatti e Kompatscher si rapportano con il governo nazionale senza coordinarsi. La dimostrazione più evidente si è avuta nella partita dell'A22. Sulle grandi questioni Trentino e Alto Adige devono fare sinergia. Se poi consideriamo che il presidente della Provincia (Fugatti) ha deciso di salire sul palco per dire "liberiamo l'Emilia da Stefano Bonaccini", capiamo che c'è qualcosa che non va”.

 

E' poi lo stesso Fugatti, presente in aula, a prendere la parola, approfittandone per smentire le voci che parlano della presunta frattura tra lui e il governatore altoatesino, sostenendo invece vi sia un solido dialogo: "Ci confrontiamo continuamente". Dalle cui dichiarazioni, però, prende poi distanza: “Regione superata? Non credo. Se vogliamo difendere l'autonomia, non si può prescindere da essa. C'è però sempre spazio per migliorarsi, potenziando il dialogo reciproco tra i due mondi che rappresentiamo, quello italiano e quello tedesco. Anche su Medicina c'è l'accordo che torneremo presto a fare insieme dei ragionamenti su come coinvolgere l'Alto Adige”.

 

Tema, quello emerso in aula, che ha continuato a far discutere anche nelle ore successive. “Quello che è andato in scena ieri nell’Aula del Consiglio regionale ci conferma ancora una volta che non esiste una maggioranza regionale”, inizia Alessio Manica (Pd), in comunicato stampa. “Ne avevamo avuto una lampante dimostrazione con la norma sui Segretari comunali, voluta dalla Lega - e sostenuta dalla Svp - solo per la Provincia Autonoma di Trento; ne abbiamo avuto di recente dimostrazione con la vicenda della Facoltà di medicina, con due progetti lanciati quasi in contemporanea senza alcun dialogo tra le due Province; e ne abbiamo dimostrazione anche parlando di mobilità, con Fugatti impegnato – di fatto in solitaria – a portare avanti il progetto della Valdastico, sul quale Kompatscher si è sempre detto contrario perché incoerente con le strategie regionali ed euroregionali in tema di mobilità alpina”.

 

“E ne abbiamo avuto un'ulteriore conferma ieri – continua - con una maggioranza spaccata anche sul tema della rappresentanza di genere in seno alle Commissioni consiliari comunali. La spaccatura, a dimostrazione della totale assenza di dialogo, è emersa solo in Aula, costringendo la maggioranza a sospendere con un mix di arroganza e pressapochismo i lavori del Consiglio nel pieno del dibattito sul disegno di legge. 

 

"A fare le spese di questa spaccatura e assenza di dialogo tra le due maggioranze provinciali sono la Regione e l’Autonomia. Invece di investire in un rapporto sinergico tra i due territori si stanno costruendo le premesse per un completo svuotamento della Regione e un definitivo allontanamento tra Trento e Bolzano. Ma forse l’obiettivo della Lega trentina, più rivolta al Veneto che al Südtirol, è proprio questo”.

 

“L’Autonomia non è un fortino né una rendita di posizione. E’ una dimensione dinamica che va continuamente rafforzata e rinnovata. In questo quadro la Regione può e deve avere un ruolo importante”. Intervengono poi così i segretari di Cgil, Cisl, Uil del Trentino sul dibattito relativo al futuro dell’ente regionale. “Non si può ridurre la Regione ad una scatola vuota – dicono Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Alotti -. E non crediamo che l’Autonomia delle due Province sia alternativa all’ente regionale. Al contrario è rinnovando il ruolo della Regione che si rafforzano Trentino e Alto Adige”.

 

Un tema che secondo le tre sigle andrebbe tradotto in concreto all’interno di un ragionamento più ampio che deve coinvolgere anche il Tirolo per dare gambe all’Euregio e che non può non muoversi all’interno di una cornice di riferimento più ampia, quale l’Unione Europea. “Su molte partite strategiche, dallo sviluppo economico al welfare, dall’istruzione al lavoro, dall’energia alla tutela dell’ambiente, alla salute Trento e Bolzano devono imparare a dialogare e collaborare tra loro. Al contrario si assiste sempre più frequentemente a scelte portate avanti in solitaria".

 

"E’ assurdo chiudersi in una logica di autosufficienza, o peggio, come sembra di voler fare la giunta Fugatti, di sudditanza rispetto alle vicine regioni Veneto e Lombardia, accomunate al Trentino esclusivamente per il colore della maggioranza politica che le governa. In questo senso crediamo che chi siede al vertice della Provincia di Trento abbia la responsabilità di continuare ad alimentare le prerogative di Autonomia della nostra terra, non sottoponendosi a logiche di temporanea convenienza politica”, concludono i segretari.

 

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