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Merler non si dimette dal Cda di Patrimonio del Trentino: ''Al momento non sono incompatibile''. Zeni: ''Prima Bisoffi, ora lui. L'auto-sospensione sta diventando prassi?''

Il candidato sindaco della destra legista sembra quasi non credere, nemmeno lui, a un'eventuale vittoria e sceglie la strada dell'autosospensione per conservare la carica in caso di elezione a consigliere. L'ex assessore provinciale deposita un'interrogazione in Aula: ''Come può tale pratica sanare possibili conflitti di interesse e non si può configurare un danno per le società interessate?''

Di L.P. - 31 luglio 2020 - 18:47

TRENTO. Un segno di debolezza, senza dubbio, ma forse anche qualcosa di più. Il fatto che Andrea Merler non riesca a dimettersi dalla carica di membro del cda di Patrimonio del Trentino (società partecipata dalla Pat dove è stato paracadutato tre settimane fa dalla Giunta Fugatti) e spieghi che ha deciso solo di auto-sospendersi ricordando che ''come è noto, il ruolo di consigliere comunale e la candidatura a sindaco non costituiscono alcun motivo di incompatibilità o inconferibilità dell’incarico'' potrebbe significare che non ci crede nemmeno lui alla sua elezione a primo cittadino e preferisca, così, tenersi la possibilità di ricoprire anche quel ruolo dopo il voto.

 

Un comportamento certamente legittimo ma non proprio da politico coraggioso e votato alla causa (di fatto spiega già che sia da candidato che da consigliere potrà preservare l'incarico. Lo perderebbe nel caso diventasse sindaco ma l'opzione non è nemmeno ipotizzata). Il consigliere provinciale Luca Zeni, poi, ha depositato in Aula un'interrogazione per avere dei chiarimenti al riguardo.

 

''Prima Maurizio Bisoffi, capogruppo della Lega Salvini a Rovereto, si è autosospeso dal cda di Trentino Digitale - spiega l'ex assessore - per partecipare alla selezione di direttore generale della stessa società. Peraltro per ritrovarsi poi a essere nominato vicepresidente dopo le dimissioni del presidente Soj in seguito a una condanna penale, e a dover quindi gestire la fase di nomina del direttore generale, scelto tra una rosa di nomi emersa dalla selezione a cui lui stesso ha partecipato. Nomina che era stata annunciata dalla giunta “entro una settimana” dalle dimissioni di Soj, ma ancora non si è proceduto''.

 

''Ora è Andrea Merler - prosegue Zeni - ad autosospendersi dal cda di Patrimonio del Trentino, in attesa di sapere l’esito delle elezioni comunali di Trento, alle quali partecipa come candidato sindaco. Non si sa cosa farà una volta eletto in consiglio comunale, se manterrà il doppio ruolo, o se si dimetterà da consigliere comunale o dal cda della Patrimonio. Ho chiesto, quindi, alla Giunta in virtù di quali disposizioni normative i componenti dei cda delle società partecipate nominati dalla giunta provinciale abbiano adottato la prassi dell’autosospensione; in base a quali disposizioni normative tale pratica potrebbe sanare possibili conflitti di interesse; se non si possa configurare un danno per le società interessate, poiché la persona rimane componente in carica del cda, impedendo la nomina di un sostituto che possa esercitare con pienezza il proprio mandato, e al contempo priva lo stesso cda di un elemento e quindi incide sul meccanismo di funzionamento del massimo organo decisionale''.  

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