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Mezzi pubblici gratis per gli studenti: i soldi li mette lo Stato ma la Lega festeggia e si fa bella in campagna elettorale

I consiglieri leghisti rivendicano il provvedimento del trasporto pubblico gratis per gli studenti e ci costruiscono la campagna elettorale ma la decisione (e soprattutto le risorse) arrivano da Roma. Grosselli: “Così non si coprono i mancati ricavi dei servizi ferroviari Trento-Malè e Valsugana e dei servizi di trasporto pubblico locale di Trentino Trasporti”

Di Tiziano Grottolo - 08 September 2020 - 11:25

TRENTO. “Quest’anno, grazie a una decisione della giunta provinciale, il servizio di trasporto pubblico sarà gratuito per 50mila alunni e studenti trentini di ogni ordine e grado, dalla scuola dell’infanzia alle superiori”. Così la capogruppo leghista in consiglio provinciale Mara Dalzocchio attesta al suo partito la paternità della decisione. Una rivendicazione sottolineata anche con un banner su Facebook rilanciato persino dall’assessore all’istruzione Mirko Bisesti.

 

Se è vero che in campagna elettorale (e la giunta Fugatti in questi giorni è molto impegnata su questo fronte) spesso e volentieri si esaltano con eccessiva enfasi i propri meriti, forse, quando ci si è limitati a completare un passaggio di fatto esclusivamente formale sarebbe corretto spiegare bene come sono andate le cose, evitando i facili trionfalismi. In altre parole il tanto decantato “trasporto pubblico gratis per gli studenti” è un provvedimento varato da Roma che ha mandato anche le risorse per realizzarlo. Non solo, in realtà non si tratta di una concessione ma di un rimborso per quelle persone che non hanno potuto usufruire degli abbonamenti già acquistati nel 2019 a causa del lockdown.

 

In sostanza il governo provinciale si è limitato a scegliere il come: La Giunta – si legge in un comunicato della Pat del 7 agosto – ha stabilito le modalità attraverso cui saranno rimborsati gli utenti del trasporto pubblico, a seguito dell’emergenza sanitaria. A tal proposito, il Decreto rilancio del Governo (convertito in legge il 17 luglio scorso) prevede l’emissione di voucher o proroghe degli abbonamenti non sfruttati per via dell'interruzione anticipata del servizio. Le modalità di ristoro sono differenziate per categorie di utenti”. Tutto nero su bianco in un comunicato ufficiale. 

 

 

“Il decreto Rilancio del Governo Conte – conferma Andrea Grosselli segretario della Cgil – ha previsto all’articolo 200 il cosiddetto ‘Fondo mancati ricavi’ che stanzia risorse a favore di tutte le Regioni italiane e le Province autonome per garantire il rimborso agli utenti abbonati coinvolti nella sospensione dei servizi trasporto nonché a ristorare le aziende di trasporto pubblico locale dei mancati ricavi causati dall'emergenza Covid-19”. È lo Stato dunque che ha imposto la manovra, e non la Giunta come viene lasciato intendere in maniera maliziosa. La via scelta per rimborsare circa 30.000 famiglie trentine che avevano già acquistato un abbonamento per l’anno scolastico 2019/20, anziché procedere a forme di ristoro in denaro o in voucher, è stata quella di riconoscere un’estensione diretta dell’abbonamento per il 2020/21 emettendo quindi i titoli di viaggio gratuiti.

 

Con questa decisione a bilancio verranno a mancare circa 2 milioni di euro, mentre il ‘Fondo mancati ricavi’ statale, nel riparto ipotizzato a livello nazionale, garantisce alla Pat circa 2,3 milioni di euro. “Con questa cifra – commenta il sindacalista – si copre il rimborso degli abbonamenti ai lavoratori e la gratuità per gli studenti, ma non si coprono i mancati ricavi dei servizi ferroviari Trento-Malè e Valsugana e dei servizi di trasporto pubblico locale di Trentino Trasporti”. Una stima delle Cgil parla di un ammanco di circa 10 milioni. “Visto che la previsione legislativa è statale, la giunta Fugatti avrebbe quindi fatto meglio a chiedere un potenziamento del ‘Fondo mancati ricavi’ statale per coprire non solo il ristoro agli utenti e la gratuità agli studenti, ma anche i mancati ricavi registrati da Trentino Trasporti che oggi sono tutti a carico della Provincia e quindi indirettamente dei contribuenti trentini”.

 

Nel frattempo Roma ha rifinanziato il ‘Fondo mancati ricavi’ ma non a sufficienza per coprire tutti i mancati introiti trentino. “Per questo la questione rimane ancora irrisolta – afferma Grosselli – in un momento così delicato per la finanza pubblica trentina, poteva essere adottata una via mediana garantendo la gratuità del trasporto pubblico studenti solo alle famiglie trentine che registrassero una determinata soglia Icef da individuare in modo tale da fare rientrare una larga fetta dei nuclei con redditi medi, evitando però di offrire la gratuità a quelle con redditi elevati. Infatti con la misura adottata dalla Giunta il trasporto studenti sarà gratuito non solo per una famiglia di operai a basso reddito, ma per esempio anche per la famiglia del presidente Fugatti”.

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