Fugatti annuncia l'esenzione dall'Imis del settore turistico ma la misura è già stata decisa dallo Stato. Rossi: "Governo degli annunci"
In prima commissione è stato approvato un ddl proposto dall'assessore Gottardi con cui si esenta il settore turistico dal pagamento dell'Imis, la tassa che in Trentino accorpa Imu e Tasi. L'annuncio era stato dato via social nei giorni scorsi dallo stesso presidente Fugatti. La misura, però, non sarebbe altro che la fotocopia di un provvedimento del governo, fatto con soldi del governo. Il consigliere del Patt Ugo Rossi: "Bocciato il mio emendamento che amplia l'esenzione a categorie ristorazione e commercio. L'autonomia è ridotta a propaganda"

TRENTO. “Ancora una volta l'autonomia è ridotta a pura propaganda”. Commenta così, laconicamente, il consigliere provinciale Ugo Rossi. La scelta da parte della maggioranza in prima commissione di bocciare l'emendamento con cui la Pat esenta il settore turistico dal pagamento dell'Imis, l'imposta immobiliare semplice, ha prodotto il malumore delle minoranze. Presentata sui social come un'altra misura prodotta dalla giunta leghista, secondo Rossi non sarebbe altro che l'ennesimo tentativo di trasformare un provvedimento già adottato a livello nazionale “mettendo il cappello” del “governo del cambiamento trentino”.
Nei giorni scorsi, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti aveva infatti annunciato via social la decisione della giunta. “Esenzione in arrivo per edifici utilizzati a scopo turistico, culturale e ricreativo – aveva scritto in un post – il settore turistico risente in modo accentuato delle conseguenze dell'epidemia di Covid19 in termini anche di riduzione del fatturato. Considerata la sua valenza strategica, la Giunta provinciale, su proposta dell'assessore agli enti locali, ha deciso di approvare, in via preliminare, un disegno di legge che prevede l'esenzione dell'imposta immobiliare semplice per il periodo d'imposta 2020, per i fabbricati del settore turistico, ma anche per cinema, sale da ballo, centri termali e quant'altro”.

Nel giorno dell'approvazione in commissione, con i soli voti della maggioranza e l'astensione di quelli di minoranza, del ddl 66 proposto dall'assessore agli enti locali Mattia Gottardi, la bocciatura dell'emendamento con cui, sulla falsariga di ciò che è avvenuto in provincia di Bolzano, Rossi proponeva l'estensione dell'esenzione ai settori commerciali e della ristorazione, ha fatto scattare l'amara ironia dell'ex presidente della Provincia.
“In Trentino invece che cose concrete si fa solo uso dei social – ha commentato al nostro giornale – il presidente del governo del cambiamento, in peggio, del Trentino, ha annunciato via social che l'Imis sarebbe stata tolta alle strutture turistiche. Chi leggeva quel post avrebbe pensato 'bravi, una buona legge', ma poi in realtà si scopre che le decisioni e i soldi non sono della Provincia ma dello Stato. Si sta parlando di 24 milioni di euro”.
“A Bolzano l'esenzione per l'anno 2020 dell'imposta Imis al settore turistico è stata ampliata – continua – visto che lo Stato ha deciso di esentarlo, lì si è pensato che il settore turistico comprendeva anche altre 2 categorie, la ristorazione e il commercio, e per quello si sono stanziati 30-40 milioni di euro in più per esentare anche quelle categorie”.
“In terre turistiche come le nostre, dove commercio e ristorazione sono intimamente legati al settore turistico, si sarebbe potuta ampliare l'esenzione anche a quelle categorie, con criterio chiaramente. Dove avremmo potuto prendere i fondi necessari? Dai fondi di riserva su cui domani (cioè oggi, ndA) il presidente Fugatti spiegherà in aula. Ci sono 165 milioni di euro di riserva fermi. Ne sarebbero bastati 20, per un ammontare totale di 44 milioni di euro. Qui da noi, però, si pensa solo agli annunci sui social”, conclude.














