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| 27 set 2023 | 06:01

Al Trentino 468 milioni di euro da Roma? L'accordo firmato da Fugatti rischia di essere un flop per l'Autonomia. Rossi: ''Rinunciamo a quanto conquistato con il Patto di Milano"

E specificato nero su bianco nell'accordo firmato da Fugatti: "Lo Stato riconosce a ciascuna Provincia autonoma l’importo di euro 40 milioni nell’esercizio 2023 e si impegna a reperire le coperture finanziarie per l’erogazione, entro l’anno 2027, dei restanti importi ad esse spettanti (...) salvo diversa rimodulazione temporale connessa alla disponibilità di risorse".  Rossi: "In cambio di pochi soldi abbiamo rinunciato a un principio importante, i 9/10 delle accise sul gasolio. Un precedente pericoloso"

TRENTO. “L'Autonomia ha bisogno di trasparenza e credo che si debba andare oltre un comunicato stampa prodotto in periodo elettorale. Qui si maneggia lo Statuto, è un cosa importante, bisogna averne coscienza e rischia anche di diventare pericoloso”. L'ex presidente della Provincia, Ugo Rossi, spegne l'entusiasmo diffuso dal governatore Maurizio Fugatti sul nuovo accordo fra lo Stato, le Province autonome di Trento e Bolzano e la Regione sul tema degli arretrati delle accise sugli oli da riscaldamento.

 

Il messaggio che è stato fatto passare è che, grazie a questo accordo, alla Provincia di Trento da qui al 2027 arriverebbero 468 milioni di euro (267 per la Provincia di Bolzano). Si tratta di soldi di una partita aperta dal 2009 quando è stato firmato il Patto di Milano nel quale, Dellai e Durnwalder, riuscirono a far mettere nello statuto che le accise sul gasolio del riscaldamento sono un tributo di spettanza locale dell'autonomia.

 

Accanto a questo, però le due Province  hanno sottoscritto anche un secondo accordo che prevede uno sconto di 25 milioni, circa 15 milioni per il Trentino, che sono soldi in meno da versare allo Stato nella compartecipazione al risanamento del debito pubblico. Questo con la rinuncia delle Province autonome delle future accise e cioè di quella conquista che era stata messa nello Statuto.

 

“Io mi sono occupato direttamente di questi temi – spiega Ugo Rossi – e quando vedo questi accordi che vanno a modificare il nostro Statuto, quasi per deformazione mentale, cerco di approfondire per capire cosa succede veramente. E questa volta, davvero, non riesco a capire come si possa mistificare la realtà come abbiamo sentito da Fugatti e la Provincia”.

 

L'AMMINISTRAZIONE ORDINARIA

Sono diversi i punti che non vanno bene. Il primo riguarda la firma di un accordo in materia di finanza pubblica da parte di un Governo provinciale in amministrazione ordinaria.

 

“In Consiglio Provinciale – spiega Rossi – chiederò immediatamente al presidente Kasswalder una informativa su quello che è stato fatto. Un volta si lamentavano che gli accordi si facevano e poi venivano comunicati al Consiglio, ora, però, non è nemmeno prevista una comunicazione”.

 

Un accordo, spiega ancora l'ex presidente, che prende le sembianze di “una pura comunicazione di stampo elettoralistico”.

 

IL PATTO DI MILANO

Per capire bene quello che è stato firmato nelle scorse ore bisogna fare un passo indietro. Il tema sono le partite rimaste aperte in questi anni con lo Stato. Nel 2009 la Pat, grazie a Dellai e Durnwalder, riuscì a far scrivere sullo Statuto che le accise sul gasolio del riscaldamento sono un tributo di spettanza locale dell'autonomia.

 

“Lo Stato – spiega bene Rossi – giocando sul fatto che erano di difficile quantificazione ne aveva sempre rimandato il pagamento. Ma erano state riconosciute nello Statuto e questo era un punto fermo importante”. Con il Patto di garanzia, fra l'altro, successivamente era stato indicato anche il criterio da usare per calcolare queste accise nonostante non fosse condiviso dallo Stato.

 

“Fugatti – spiega ancora Rossi - è da anni che va dicendo come queste accise siano 'roba nostra' e adesso a poche settimane dal voto firma l'accordo. Nella carta, però, è bene chiarire che non c'è scritto che al Trentino danno 468 milioni di euro ma le parole messe nero su bianco sono ben diverse”.

 

AL TRENTINO 468 MILIONI DI EURO?

Basta leggere il punto numero 2 dell'accordo per capire le dichiarazioni di Ugo Rossi.

 

Nel documento sottoscritto è scritto: “Lo Stato riconosce a ciascuna Provincia autonoma l’importo di euro 40 milioni nell’esercizio 2023 e si impegna a reperire le coperture finanziarie per l’erogazione, entro l’anno 2027, dei restanti importi ad esse spettanti, da ripartire in parti uguali per ciascuno degli anni dal 2024 al 2027, salvo diversa rimodulazione temporale connessa alla disponibilità di risorse”.

 

Allora sono 468 o 40 i milioni di euro che vedremo?” dice Rossi. “Questo è un primo dato inoppugnabile. L'unico aspetto positivo e che siamo arrivati ad una quantificazione di queste accise che, vengono indicate come circa 36 milioni all'anno (468 milioni divisi su 13 anni a partire dal 2010). Questo è l'unico dato certo, gli altri no”.

 

LO SCAMBIO

Una concessione che ha avuto però delle conseguenze. “La 'concessione' che ci è stata fatta – spiega Ugo Rossi – ci porta a rinunciare per sempre alla compartecipazione al gettito delle accise. Quel gettito che avevamo conquistato con l'accordo di Milano sparisce. Stiamo parlando dai 30 ai 36 milioni all'anno”.

 

In cambio, come già detto, al Trentino vengono scontanti 15 milioni per il Trentino, che sono soldi in meno da versare allo Stato nella compartecipazione al risanamento del debito pubblico. “Già è chiara la situazione – spiega Rossi – in cambio di 15 milioni diamo 30 milioni, il saldo è negativo”.

 

Ma non ci si ferma a questo. “Quei 15 milioni di sconto non sono per sempre – spiega Rossi - il contributo al risanamento della finanza pubblica nei prossimi anni potrà essere tranquillamento ridiscusso”.

 

Ma non è l'unico effetto dall'accordo sottoscritto ieri da Fugatti. Nel documento, al punto numero 8 si capisce che il Trentino, purtroppo, rinuncia anche ad altro. “Vengono chiuse delle partite finanziarie davvero importanti – spiega ancora Rossi – una di principio che è quella sulla neutralità fiscale, c'è poi il gettito Imis, i tributi locali sui capannoni che valgono ben 52 milioni di euro e a cui noi rinunciamo”.

 

Il punto otto del documento dice: “Le Province autonome di Trento e di Bolzano rinunciano definitivamente alla rivendicazione delle restanti partite finanziarie oggetto del Tavolo tecnico di confronto tra lo Stato e le Province autonome di Trento e Bolzano, istituito a seguito dell’incontro tra il Ministro dell’economia e delle finanze e i Presidenti delle Province autonome del 16 marzo 2023 (compensazione del minor gettito Irpef conseguente alla riforma fiscale di cui all’articolo 1, comma 4, della legge n. 234 del 6 2021; IMIS sugli immobili di categoria D per la Provincia autonoma di Trento; ristoro della perdita di gettito IRAP derivante dall’articolo 1, commi 8 e 9, della legge n. 234 del 2021 per la Provincia autonoma di Bolzano), e, al tempo stesso, si impegnano a ritirare, entro sessanta giorni dalla sottoscrizione del presente accordo, tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi o di atti conseguenziali nelle materie riconducibili alle predette partite finanziarie oggetto del Tavolo, promossi prima del presente accordo, o, comunque, a rinunciare anche successivamente agli effetti finanziari positivi derivanti da pronunce di accoglimento di ricorsi pendenti presentati anche da altre regioni con riferimento alle stesse disposizioni. I contenuti del presente Accordo sono recepiti in specifiche disposizioni legislative per le parti in cui ciò sia necessario”.

 

Basta fare un po' di conti per capire che il Trentino rinuncia per sempre e ogni anno a 30 milioni (accise) e a 52 milioni (gettito Imis). In totale 82 ogni anno rinunciati per sempre in cambio di uno sconto di 15 milioni annuali che potrà sparire e di 40 milioni per il 2023 e poi forse altri 40 fino al 2027. “Non mi sembra un gran accordo. In cambio di pochi soldi abbiamo rinunciato a un principio importante: i 9/10 delle accise sul gasolio. Un precedente pericoloso" conclude Ugo Rossi.

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