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Failoni: ''La tassa di soggiorno la paga il turista, se non può permettersi 1-2 euro in più meglio che non venga in Trentino''

Nell'anno della pandemia mentre tutti i sistemi stanno cercando di ingegnarsi per ripartire e per attirare più turisti possibile l'uscita dell'assessore al turismo in Aula è parsa piuttosto incredibile. Una difesa a spada tratta della nuova tassa di soggiorno che vuole introdurre quando la Lega ai tempi di Dallapiccola l'ha sempre combattuta definendola ''patrimoniale'' ''imposta che andrà a discapito di ogni turista che pernotterà nelle strutture ricettive del Trentino ma soprattutto degli albergatori''

Di Luca Pianesi - 25 marzo 2021 - 19:08

TRENTO. ''Come si cambia'' cantava Fiorella Mannoia e la Lega di cambiamenti ne ha fatti tanti da quando è al Governo del Trentino rendendosi conto di quanta distanza ci sia tra il criticare da un gazebo e amministrare un territorio. Ma certo quel che si è visto ieri sera in consiglio provinciale ha davvero dell'incredibile. L'assessore al turismo Failoni che replica alle critiche dell'ex assessore Dallapiccola dicendogli: ''Come sappiamo la tassa di soggiorno viene pagata dal turista. E io credo che 1 euro o 2 euro se un turista non li può pagare è meglio che non venga in Trentino e vada da un'altra parte''. 

 

 

E pensare che quando era Dallapiccola a introdurre questo provvedimento l'attuale presidente Fugatti alzava le barricate: il 24 gennaio 2017 interrogava l'ex assessore chiedendogli ''se non si ritenga che l’imposta di soggiorno sia nei fatti una vera e propria tassa patrimoniale, che penalizzerà fortemente chi opera nel settore''. E nel 2014 lo stesso Fugatti invitava Dallapiccola e l'allora giunta Rossi ''a non introdurre la tassa di soggiorno in Provincia autonoma di Trento, dato che non soltanto la nuova imposta andrà a discapito di ogni turista che pernotterà nelle strutture ricettive del Trentino ma soprattutto degli albergatori che potrebbero veder ridotto il numero delle prenotazioni e conseguentemente gli introiti''.

 

Erano gli anni d'oro rispetto a quello appena vissuto e va riconosciuto a Dallapiccola di aver lasciato un comparto turistico in ottima salute. Prima che ci fosse il cambio di guida in Provincia, infatti, i numeri del Servizio statistica parlavano di 4,4 milioni di turisti nei primi undici mesi del 2018, +3% e +28% rispetto al 2017 e al 2013. Un trend in costante crescita da inizio millennio e un settore che è riuscito, meglio di altri, a resistere alla crisi per rinnovarsi e innovarsi più velocemente a tendenze e proposte. Il tutto per un comparto strategico per il Trentino che rappresenta circa l'11% del Pil provinciale. Nei 5 anni di Dallapiccola arrivi e presenze avevano registrato incrementi a doppie cifre, rispettivamente +24,3% e +14,3%, mentre il tasso di occupazione segnava un +8% nel quinquennio (QUI ARTICOLO).

 

Oggi il turismo trentino è all'anno zero, (ha perso 27 anni di competitività per il comparto alberghiero e extralberghiero e 35 anni nel complesso del sistema turistico QUI ARTICOLO) piegato da una pandemia che ha totalmente annullato la stagione invernale e fatto arrancare quella estiva. Ma se quanto accaduto in passato è drammaticamente noto il futuro è tutto da scrivere e presenta molte incertezze. Per la prima volta, infatti, tutto il mondo si ritrova a partire dai blocchi di partenza contemporaneamente dopo essersi fermato per la pandemia. Diventerà fondamentale essere attrattivi e competitivi, ci saranno sconti e offerte speciali ovunque, le compagnie aeree per far tornare le persone a volare faranno promozioni e gli Stati faranno a gara per intercettare più turisti possibile. 

 

Ecco che allora la strategia di Failoni di ''schifare'' quei turisti che non si possono permettere 1-2 euro in più al giorno (QUI APPROFONDIMENTO sulla tassa di soggiorno), tra l'altro su popolazioni piegate economicamente dal Covid anche nelle finanze personali, potrebbe non risultare strategicamente vincente. Ma al di là del risultato (ci auguriamo tutti come trentini che Failoni faccia centro) c'è il metodo che lascia allibiti: in tempi normali la tassa di soggiorno era vista come il male del turismo dalla Lega di Failoni e oggi in tempi d'emergenza, dove l'obiettivo numero uno dovrebbe essere il più snelli e attrattivi possibile, caricare sul turista 1 o 2 euro al giorno farebbe poca differenza. ''Come si cambia'', cantava Fiorella Mannoia.  

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