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Covid, scatta l'aumento della tassa di soggiorno per le vacanze in Trentino: ''All'opposizione erano contrari, ora alzano l'imposta''

Il provvedimento della Provincia a trazione leghista è stato quello di agire con due step. L'ex assessore Michele Dallapiccola: "Ora il sistema trentino voluto dalla Lega prevede cinque o sei livelli decisionali tra assessorato, tavoli vari, Cda di Trentino Marketing, Ata, Apt e Comuni. Fusioni e accorpamenti sono in fase di definizione e le azioni della politica appaiono poco chiare agli imprenditori"

Di Luca Andreazza - 03 dicembre 2021 - 21:10

TRENTO. "La Lega di opposizione era contro la tassa di soggiorno, quella di governo invece ha pure aumentato gli importi". A dirlo l'ex assessore Michele Dallapiccola. "Se il conto non è sbagliato, il valore è praticamente doppio rispetto alla prima introduzione nel corso della Giunta Rossi".

 

La modifica dell'imposta a carico dei turisti è tra le misure inserite nella più recente riforma del turismo targata Roberto Failoni. E se la Lega d'opposizione considerava la tassa di soggiorno un inutile balzello, una volta tra i banchi della maggioranza si è accorta che regge il sistema turistico, un meccanismo introdotto per compensare i cali di risorse dovute all'epoca al patto di stabilità e agganciata in via operativa alla Trentino Guest Card (Qui articolo).


"Da quando è stata istituita - dice Dallapiccola - il Trentino ha cercato di diminuire il disagio. Per questo è stata messa a disposizione di turisti e imprenditori proprio nella zona dove viene raccolta. Con la vecchia legge il gettito della tassa di soggiorno ritornava direttamente ai territori maggiorato del 40% circa attraverso un Fondo perequativo. Oggi invece gli albergatori si trovano a effettuare questa antipatica operazione con una prospettiva diversa rispetto al passato. L’introito finirà nel grande calderone provinciale, diviso tra mille confusi rivoli". 

 

Il provvedimento della Provincia a trazione leghista è stato quello di agire con due step (Qui articolo). Alzarla (per legge) e uniformarla in tutto il Trentino; quindi stabilizzare gli importi con un ulteriore ritocco al rialzo. Se il proposito è buono e corretto, questo non sembra tener conto delle differenze territoriali, così come delle diverse esperienze locali. Forse nel metodo sarebbe bastata in particolare una delibera. Quest'ultima più facile da regolamentare, se si vuole modificare questo aspetto, l'iter diventa invece adesso molto più farraginoso perché si deve andare a modificare una norma.


La stagione invernale è praticamente iniziata e il 1 dicembre ha segnato il passaggio della tassa di soggiorno agli importi superiori. Nel mirino del consigliere provinciale in quota Patt anche il momento, delicato tra fusioni dell'Aziende per il turismo e per l'emergenza Covid con i suoi effetti anche a livello di crisi economica e redditi in difficoltà delle famiglie.

 

"Ora il sistema trentino voluto dalla Lega prevede cinque o sei livelli decisionali tra assessorato, tavoli vari, Cda di Trentino Marketing, Ata, Apt e Comuni. Fusioni e accorpamenti sono in fase di definizione e le azioni della politica appaiono poco chiare agli imprenditori. Si ipotizza che le risorse dell'imposta vengano assegnate ai territori e al turismo ma c'è molta confusione e tanta incertezza", conclude Dallapiccola. 

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