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Muse, la Cgil rilancia: ''Bene le 30 assunzioni ma servono risposte anche per gli altri. Si deve affrontare tutto il problema dei precari''

Dopo mesi di battaglie sindacali e una tensione crescente con la dirigenza del museo, iniziano a prendere forma i bandi per internalizzare alcune professionalità oggi stipendiati con i fondi di appalti. Negli scorsi giorni piazza Dante ha confermato che si lavora ai concorsi. La Cgil: "C'è bisogno di capire la prospettiva per gli altri precari del Muse e per le centinaia che lavorano nell'intero sistema museale del Trentino"

Pubblicato il - 27 dicembre 2020 - 20:15

TRENTO. "Prendiamo atto, con prudenza, dell'annuncio dell'assessore Mirko Bisesti sul bando per assumere 30 persone al Muse, stabilizzando alcuni precari". Così Luigi Diaspro, segretario della Fp Cgil, che aggiunge: "Per l'ennesima volta ricordiamo alla Provincia che serve un tavolo sindacale per affrontare tutti i nodi della vicenda. La strada è quella giusta, ma manca sempre chiarezza e i numeri non tornano".

 

Dopo mesi di battaglie sindacali e una tensione crescente con la dirigenza del museo, iniziano a prendere forma i bandi per internalizzare alcune professionalità oggi stipendiati con i fondi di appalti. Negli scorsi giorni piazza Dante ha confermato che si lavora ai concorsi per internalizzare alcuni servizi (Qui articolo). 

 

"C'è bisogno di capire la prospettiva per gli altri precari del Muse e per le centinaia che lavorano nell'intero sistema museale del Trentino. Dobbiamo garantire le tutele per i lavoratori che possono accedere al concorso e per quelli che restano in appalto. Dobbiamo essere certi - aggiunge Diaspro - che si valorizzi l'esperienza maturata in questi anni e vengano stabiliti tempi certi con cui si intende procedere".

 

Il sindacato rivendica, inoltre, che questo primo risultato, che deve però trovare concreta e rapida attuazione con il coinvolgimento dei rappresentanti dei lavoratori, è frutto della mobilitazione degli operatori degli appalti, che si sono messi in gioco affiancati dalla Cgil.

 

"Sono stati contrastati tentativi di intimidazione e questo personale ha rischiato in prima persona. Siamo pronti a dare atto all'assessore di un cambio di direzione importante nella gestione del sistema museale trentino a condizione che apra la discussione con le rappresentanze dei lavoratori e spieghi il progetto. I numeri che leggiamo - prosegue il segretario della Cgil - sono insufficienti per gli interessati: occorre estendere la platea e guardare a un reale processo di internalizzazione di un settore culturale di pregio del territorio".

 

Le nuove figure che saranno assunte dal museo si occuperanno dei servizi di pilot (attività di mediazione, orientamento e animazione, oltre che del presidio delle sale espositive e il ruolo di addetto antincendio della squadra di emergenza della struttura), coach (attività educative per le scuole e per il pubblico, la cura degli allestimenti degli spazi dedicati alle attività educative) e mediazione culturale.

 

"Invitiamo inoltre la Giunta a proseguire su questa strada, quindi a recedere dal progetto di un bando di 2,6 milioni per la somministrazione di rapporti di lavoro con l'amministrazione provinciale. La strada maestra deve continuare a essere il rapporto di lavoro a tempo indeterminato per garantire qualità dei servizi e tutele contrattuali al personale. Stesso discorso deve valere per tutti i settori: necessario, infatti, scongiurare l’ipotesi di nuovi ricorsi a forme come quella che sta riguardando l’Agenzia del lavoro, dove la Provincia ha addirittura virato verso forme di lavoro somministrato", conclude Diaspro.

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