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Muse, Bisesti: ''In fase di definizione i criteri e i requisiti per assumere 30 figure e possono partecipare anche i precari''

Attualmente ci sono una trentina di persone che sono impegnate nel Muse e che lavorano nella ricerca, nella mediazione, nella digitalizzazione, con i social e nella progettazione culturale

Di Luca Andreazza - 23 dicembre 2020 - 21:26

TRENTO. "Sono in corso di discussione e approfondimento la definizione dei criteri per definire le competenze delle varie figure". Così l'assessore Mirko Bisesti per confermare che la Provincia lavora ai concorsi per l'assunzione di una trentina di unità al Muse.

 

Dopo mesi di battaglie sindacali e una tensione crescente con la dirigenza del museo, iniziano a prendere forma i bandi per internalizzare alcune professionalità oggi stipendiati con i fondi di appalti.

 

"Si prevede l'assunzione di 30 figure nuove. In questo momento - aggiunge Bisesti - vengono definite le competenze e i requisiti dei vari settori. Le commissioni sono in fase di approfondimenti dei criteri. Garantiamo ai lavoratori del Muse migliori condizioni lavorative e stabilità che, attraverso l’affidamento in appalto dei servizi, non era pienamente garantita". Questa soluzione garantisce una sostanziale invarianza della spesa.

 

Attualmente ci sono una trentina di persone che sono impegnate nel Muse e che lavorano nella ricerca, nella mediazione, nella digitalizzazione, con i social e nella progettazione culturale.

 

Il nodo dei lavoratori impiegati dal Museo delle scienze era emerso anche nell'ultimo Cda dell'ente museale, quando il presidente Stefano Zecchi si è reso protagonista di un'astensione nella votazione sulla variazione di bilancio, motivata con la “scarsa trasparenzanella gestione del personale (Qui articolo). L'obiettivo ora è quello di gestire dall'interno della struttura una parte dei servizi di mediazione, orientamento e animazione dei visitatori e delle attività connesse, attualmente svolte da personale esterno.

 

Ci sono le intenzioni di procedere alle assunzioni, ma sui tempi non c'è ancora chiarezza. Qualcosa comunque sembra muoversi in questa direzione e il Cda del Muse è stato informato. "Gli attuali precari hanno già molte competenze e possono partecipare ai concorsi. Adesso si cerca di individuare le figure. L'intenzione è quella di prevedere altri bandi ai quali le persone da stabilizzare possono partecipare", dice Bisesti.

 

Un altro nodo da risolvere è invece la partita per tutti quei servizi appaltati a cooperative esterne che offrono servizi come quello di guida, settori che coinvolgono un'ottantina di persone.

 

L’iniziativa viene intrapresa alla luce del consolidamento dei positivi dati legati al numero dei visitatori del Muse e delle attività promosse dalla struttura, soprattutto per quanto concerne la didattica e in vista del termine dell’affidamento all’esterno dei servizi legati a diverse attività, il prossimo 30 settembre. Si parla di oltre 505 mila visitatori ne 2019, pari al 105,43% in più del 2013 e a una crescita del 584,44% rispetto al 2012 (i dati comprendono le sedi minori di Arboreto di Arco, Riparo Dalmeri, Stazione limnologica del lago di Tovel e Terrazza delle stelle).

 

Le nuove figure che saranno assunte dal museo si occuperanno dei servizi di pilot (attività di mediazione, orientamento e animazione, oltre che del presidio delle sale espositive e il ruolo di addetto antincendio della squadra di emergenza della struttura), coach (attività educative per le scuole e per il pubblico, la cura degli allestimenti degli spazi dedicati alle attività educative) e mediazione culturale.

 

La Giunta ha incaricato il Dipartimento provinciale competente in materia di personale per la definizione, in accordo con il Muse, delle specifiche figure professionali da assumere per concorso pubblico e la programmazione del piano di inserimento nell’organico provinciale per la messa a disposizione del museo.

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