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Muse, Bisesti annuncia l'assunzione di parte del personale. Lanzinger: "Scelta opportuna. Sui contratti ai lavoratori esterni c'è da migliorare"

L'assessore alla Cultura Mirko Bisesti si è incontrato in videoconferenza con il presidente del Muse Stefano Zecchi e il Cda per annunciare la volontà della Provincia di assumere parte del personale esternalizzato. Soddisfazione da parte di Alberto Pacher e del direttore Michele Lanzinger: "Scelta quanto mai opportuna. Sui lavoratori delle cooperative auspichiamo contratti migliori"

Di Davide Leveghi - 04 dicembre 2020 - 19:11

TRENTO. La tribolata vicenda dei lavoratori del Muse, dopo mesi di battaglie sindacali e una tensione crescente con la dirigenza del museo, potrebbe avere un primo sviluppo positivo. Nell'ultimo confronto organizzato tra il Cda, il presidente Stefano Zecchi e l'assessore competente Mirko Bisesti, quest'ultimo ha espresso la volontà della Provincia di internalizzare alcuni lavoratori, fino ad oggi stipendiati con i fondi di appalti.

 

Sul tema Bisesti avrebbe incontrato la convergenza di Zecchi, protagonista lunedì 30 novembre di un'astensione nella votazione sulla variazione di bilancio, motivata con la “scarsa trasparenza” nella gestione del personale. Nell'ultima videoconferenza con i membri del consiglio di amministrazione Laura Strada e Alberto Pacher, e con lo stesso presidente del Museo delle scienze di Trento, l'assessore alla Cultura ha annunciato di voler sciogliere il nodo lavoratori organizzando un bando per le assunzioni. Sulle tempistiche, però, non c'è ancora chiarezza.

 

Riportare le funzioni all'interno è buona cosa – commenta Pacher, raggiunto al telefono dal nostro giornale – solo la Provincia poteva decidere in merito. È positivo perché consolidiamo le competenze. Le precedenti condizioni dipendevano da una scelta della giunta precedente, che in base a considerazioni di costi e flessibilità, aveva deciso per mantenere esterne le competenze. Questa amministrazione qua, invece, sembra aver recuperato le risorse, anche se l'assessore Bisesti ha detto di volerlo fare senza ricorrere a nuovi finanziamenti”.

 

“A breve dovremmo avere un incontro con il dottor Fedrigotti – continua – si tratta di strutturarlo tecnicamente. Il dirigente generale, poi, ci dirà se è possibile e come. Non siamo ancora al livello di aver determinato questo, ci entreremo più avanti”.

 

Sulle notizie di avvicendamento all'interno del Cda, invece, Pacher esclude ogni ipotesi del genere. “Non ha avuto sentore, non si è parlato di avvicendamento”. Concetto ribadito da uno dei diretti interessati, se non il diretto interessato per eccellenza, il direttore del museo Michele Lanzinger. “Non ho avuto alcuna indicazione in merito da parte dell'assessore. Il cambio ai vertici dell'istituzione non è all'ordine del giorno della Provincia”.

 

Raggiunto anch'egli dal nostro giornale, il direttore ha spiegato a chi si rivolge la misura annunciata da Bisesti. “Il provvedimento è una scelta quanto mai opportuna, risultato di un percorso iniziato in modo positivo già a luglio 2020, e che ha visto impegnati in un rapporto continuativo il dipartimento Cultura della Provincia e l'amministrazione del Muse. Stiamo parlando di personale che è stato assunto a tempo indeterminato e che lavora come dipendente, in sostanza, del museo. I loro stipendi sono finanziati con appalti vari, ma le funzioni che svolgono sono stabili e fondamentali. Si tratta di una trentina di persone che lavorano nella ricerca, nella mediazione, nella digitalizzazione, coi social e nella progettazione culturale”.

 

Diversa è la partita per tutti quei servizi appaltati a cooperative esterne che offrono servizi come quello di guida – conclude – in questo caso il problema risiede nel contratto d'appalto stipulato dalle cooperative, che sicuramente è da migliorare. Si tratta di un'ottantina di persone. Se per quanto riguarda i primi siamo nelle mani della Pat, in questo caso per i contratti deve esserci forte attenzione per migliorare le formule. Su ciò c'è pieno convincimento di tutti, dalla Pat al Muse, passando per i sindacati”.

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