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Paginate di articoli sessisti sulla candidata Pd di Trento: ''A tutte le donne dico di non farsi rallentare da questa melma. Non neghiamoci l’entusiasmo per cambiare tutto''

Vittoria De Felice era candidata in circoscrizione a Piedicastello ma in queste settimane è finita su giornali nazionali e locali esclusivamente per il suo corpo. Sono stati usati gli aggettivi più classici delle commediacce anni '80 e così è stata definita ''bombastica'', ''sexy candidata'', ''appariscente'', ''mozzafiato''. Lei ha atteso la fine del voto ed ecco cosa ha detto

Di Luca Pianesi - 25 settembre 2020 - 05:01

TRENTO. L'hanno definita ''bombastica'' (Dagospia), ''sexy candidata'' (il Messaggero e il Mattino), la candidata ''appariscente'' dalla ''scollatura generosa'' il Corriere del Trentino, ''bellezza mozzafiato, corpo da modella, scollatura da urlo, forme esplosive'' (il Giornale). Lei non ha replicato ed è andata avanti con la sua campagna elettorale in maniera seria e appassionata. E' rimasta in silenzio e intanto sui suoi social condivideva qualche ritaglio di giornale, anche di quelli locali, che pur di vendere qualche copia in più citavano il pezzo, tutto giocato sul corpo della candidata, di Dagospia

 

''L’ho fatto per mostrare a che livello di pochezza può arrivare l’informazione nel nostro Paese tralasciando tutti i commenti pesanti e sessisti che sono stati affibbiati alla mia persona e che ne sono seguiti''. Così ha spiegato Vittoria De Felice che ieri, a seggi vuoti e risultati acquisiti, ha preso posizione sullo squallido tamtam mediatico che è stato suonato sul suo corpo da parte della stampa nostrana. Candidata del Pd a Trento nella circoscrizione Centro Storico Piedicastello (dove ha preso 8 voti, più di tanti e meno di altri, ma si è impegnata, ha fatto la sua parte per sostenere Franco Ianeselli sindaco e ha vinto assieme a tutto il centrosinistra autonomista a Trento) ha preso posizione scrivendo di suo pugno un intervento intitolato ''non negatemi l'entusiasmo della politica'' pubblicato su Immagina uno spazio aperto dove si possono pubblicare interventi e prese di posizione. 

 

''In questi giorni - scrive De Felice - sui miei profili social ho esposto alcuni ritagli di giornale che si focalizzavano sul mio aspetto esteriore nonostante io fossi impegnata in una dura campagna elettorale nella città di Trento. Non li ho commentati perché si commentano da soli o almeno spero per il senso comune. (...) Ho preferito restare in silenzio durante la campagna elettorale perché ero impegnata a parlare con le persone al posto di rispondere a queste manifestazioni sessiste. Avrei preferito che si fosse parlato del mio trascorso politico, della mia battaglia per i diritti, del mio volontariato e il mio impegno per il sociale, per la legalità e del mio attivismo non solo per la città di Trento, ma anche per la mia città natale, Portici''.

 

Eppure tutto è passato in secondo piano e ad emergere sono state alcune delle sue immagini caricate su Facebook e sui social. E se a Dagospia tutto è concesso dal resto della stampa ci si aspettava qualcosa di diverso da un'esplosione di aggettivi rubati a titoloni di filmacci stile anni '80 buttati in pagina solo per poter pubblicare le immagini della candidata. ''Ringrazio le persone che mi hanno mostrato vicinanza e che conoscono la mia distanza da queste giornalate di bassa lega - prosegue De Felice -. In queste ore di riflessione il mio pensiero non è rivolto solo a me, che non mi lascio scalfire da questi commenti e da questo modo di fare giornalismo, ma il mio pensiero va alle tante ragazze che si impegnano in politica per la prima volta e che magari si vedono svilite da certi pregiudizi che non vanno ad approfondire la persona né i motivi per cui combatte una determinata causa''.

 

Poi la spiegazione di questo, più che giusto e sacrosanto, intervento: ''Ho pensato che le persone più fragili possono inibirsi o bloccarsi di fronte a questi approcci così superficiali ed offensivi, per questo ho sentito di rispondere a ciò che forse non meriterebbe risposta. Alle giovani donne come me (...) sento di dire di non farsi rallentare da questa melma che ti viene buttata addosso e di preservare sempre. (...) La politica è sacrificio per gli altri, movimento, azione, vita. Non facciamo smorzare da loro i nostri ardori giovanili. Una società che si rifiuta di cambiare in questo, è una società da cambiare! Sopportare questo a volte è difficile perché è inopportuno, perché non si viene presi sul serio e perché non si viene realmente ascoltati rispetto al proprio attivismo e alle battaglie quotidiane che si portano avanti. Sempre a loro e a me stessa, sento di dire di non negarci mai l’entusiasmo per cambiare tutto questo e di combattere anche per coloro che non danno rilevanza alle parole e le usano con pressappochismo e volgarità, perché è nelle parole che c’è la sostanza. Una cosa è certa: queste cose non mi piegano ed andrò avanti comunque nel mio intento''.

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