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Adunata di Rimini, l'assessora alle pari opportunità: ''Se mi fischiano dietro sono contenta. No a strumentalizzazioni come a Trento. Non gettare fango sugli alpini''

L'assessora (anche al lavoro) del Veneto Donazzan è uscita con una serie di dichiarazioni che hanno lasciato allibiti. La Cgil Veneto ha ricordato che molte delle vittime stavano svolgendo il loro lavoro mentre i parlamentari del M5S pari opportunità hanno chiesto le dimissioni: ''Zaia non può solo prendere le distanze altrimenti avalla certe considerazioni''. Intanto si torna a parlare di un'adunata alcol free

Di Luca Pianesi - 13 maggio 2022 - 16:28

VICENZA. ''Ci sono persone che nella giovialità scherzano, ridono e fanno qualche apprezzamento, qualche battuta che va presa nel contesto, E poi, perdonatemi, se uno mi fa un sorriso e mi fischia dietro io sono pure contenta". Questa l'assessora al lavoro e alle pari opportunità del Veneto Elena Donazzan sui fatti di Rimini e le testimonianze di centinaia di persone che sono state molestate (fisicamente e verbalmente) durante l'Adunata.

 

Dichiarazioni molto forti, quelle dell'esponente di Fratelli d'Italia che mostrano un'arretratezza di pensiero che non fa onore al ruolo ricoperto in quell'assessorato. Partire dal proprio sé e ragionare per concetti quali ''io, personalmente, non mi sento offesa'' generalizzandolo all'universo mondo, senza capire che altri ad essere palpeggiati o insultati o fischiati con annessi complimenti non richiesti possono non avere lo stesso piacere che ha lei e possono sentirsi offensi o molestati è quanto di più lontano dovrebbe fare una rappresentante istituzionale dei cittadini.  

 

Se poi si aggiunge che questa dovrebbe essere colei che si occupa in Veneto di pari opportunità e lavoro (molte delle molestie segnalate sono state fatte a ragazze e ragazzi che stavano lavorando nei bar, nei ristoranti, negli stand e che hanno dovuto sorridere ai commenti, accettare di malgrado epiteti e ''toccate'' moleste) il quadro è ancor più allarmante. Come ha spiegato anche la Cgil Veneto: ''Molte delle vittime erano lavoratrici che stavano svolgendo il loro lavoro, quindi non era neanche così facile per loro allontanarsi da chi gli rivolgeva parole sgradevoli, o peggio. Rimini non è un caso isolato. Basta rileggersi le cronache del Capodanno in piazza in molte città italiane per rendersene conto. Il problema dunque c'è e si ripete fin troppo spesso, e merita una reazione di indignazione forte e collettiva. (...) Da un'assessora che ha le deleghe alle pari opportunità e all'istruzione ci saremmo aspettate una presa di posizione di altro tenore''.

 

E infatti c'è chi oggi ne chiede le dimissioni come i parlamentari del Movimento 5 Stelle Gruppo pari opportunità. ''Le imbarazzanti parole dell'assessora al Lavoro e alle Pari Opportunità del Veneto Elena Donazzan sulle denunce per le molestie avvenute durante il raduno degli Alpini di Rimini dimostrano ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, quanto l'esponente di Fratelli d'Italia sia inadeguata al ruolo che ricopre. Non è sufficiente che il presidente della regione Luca Zaia prenda le distanze, è giunto il momento che chieda e ottenga le dimissioni della Donazzan. Se così non fosse vorrebbe dire che il governatore del Veneto avalla simili considerazioni''.

 

Donazzan ai microfoni di Tva Vicenza ha aggiunto che ''Chi getta fango sugli alpini dovrebbe vergognarsi. Ci sono state denunce? Vediamo chi si è macchiato di questo, sono quasi certa che non si tratta degli Alpini''. Ovviamente chi getta fango sugli alpini sono quegli stessi alpini e chi partecipa alla loro adunata compiendo quei gesti aberranti ed effettivamente dovrebbe vergognarsi. Ma il discorso è più ampio e esulano dal ''concetto'' di alpini. Che i molestatori siano alpini, calciatori, idraulici o professori universitari poco conta. Conta il fatto, conta che in certi contesti, con certe quantità di alcol e certe dinamiche di stampo ''cameratesco'' il rischio che i peggiori istinti e le più basse pulsioni emergano in qualcuno è più alto. 

 

L'assessora, però, riporta il problema agli Alpini e mentre il mondo indica alla luna (il problema delle molestie in un contesto del genere) lei guarda al dito (gli alpini) e in replica alle donne della Cgil dice: ''Ritengo che la strumentalizzazione fatta a danno degli Alpini, già fatta a Trento dalla stessa Associazione "Non una di meno", quindi una storia già vista, nel tentativo di dire che gli Alpini, per l'antimilitarismo di alcune associazioni, sono persone non perbene, va contestata''. E allora, visto che c'è chi sembra proprio non voler capire che non sono gli alpini il problema ma chi si comporta in maniera vergognosa e il contesto che si genera dai fiumi di alcol che scorrono in quei giorni, c'è già chi pensa di rilanciare l'ipotesi di Adunate future ad ''alcol'' ridotto (almeno non la vendita da parte dei locali del posto) come era circolato, come ipotesi, nel 2016, per l'adunata di Asti (poi non era stata fatta nessuna ordinanza perché, inutile negarlo, gli affari in quei giorni si fanno proprio così): il valore delle Penne Nere non si misura certo in bicchierini, l'evento sarebbe salvo e certamente più sobrio

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