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Sostegno all’imprenditoria femminile, tutte le consigliere sottoscrivono la proposta: “Gesto simbolico contro i freni al mondo delle donne”

Maggioranza e opposizioni unite per sostenere l’imprenditoria femminile nel post-covid: misure per facilitare l’accesso al credito e ai servizi per l’infanzia, ma anche sostegno ai progetti di welfare aziendale e 5 milioni al Fondo di garanzia per le Pmi. Ferrari: “Gesto simbolico vogliamo contribuire a superare i freni che rallentano il mondo femminile”

Di Tiziano Grottolo - 11 giugno 2020 - 20:21

TRENTO. È stata approvata all’unanimità la mozione proposta dalla consigliera del Partito Democratico Sara Ferrari per sostenere l’imprenditorialità femminile e le libere professioniste nella fase 2 dell’emergenza Covid-19. La mozione però, oltre a un impegno concreto sul tema, porta con sé un alto valore simbolico dal momento che è stata sottoscritta da tutte le consigliere provinciali, sia di opposizione che di maggioranza.

 

La mozione dunque è stata proposta in termini bipartisan da tutte le consigliere dell’assemblea legislativa: Sara Ferrari (prima firmataria) del Partito Democratico, per la Lega Alessia Ambrosi, Mara Dalzocchio e Katia Rossato, Lucia Coppola di Futura, Paola Demagri del Patt e Vanessa Masè del gruppo La Civica. “In Italia – ha osservato Ferrari – le imprese guidate da donne sono solo il 22% del totale, in Trentino il 18, un dato che rivela grande debolezza e il preoccupante freno al mondo dell’imprenditoria femminile, soprattutto in Trentino”. Se possibile la pandemia ha persino aggravato la situazione, con le donne troppo spesso chiamate a scegliere fra lavoro e maternità, oppure, costrette con grande difficoltà a conciliare il ruolo di madre con quello di lavoratrice. Proprio per far fronte a questi problemi accentuati dall’epidemia ed emersi con forza durante il lockdown il provvedimento impegna la Giunta ad agire in sette direzioni ben precise.

 

Secondo le consigliere è necessario assicurare ai genitori un’offerta di servizi per l’infanzia adeguata alla domanda, in sicurezza e con il sostegno pubblico per l’abbattimento delle tariffe. Non solo, sarà necessario assicurare e sostenere servizi per la non autosufficienza, ma anche riattivare il progetto co-manager per le imprenditrici che non possono delegare la cura dei figli. Allo stesso tempo andranno prorogati i tempi di realizzazione dei progetti presentati sul bando di imprenditoria femminile e giovanile in Trentino Sviluppo, prevedendo che l’accesso alle misure di agevolazione sia consentito anche ai professionisti e alle professioniste.

 

 

Inoltre si punta a promuovere e sostenere progetti di welfare aziendale, che prevedano orari flessibili per le attività produttive, per permettere turni e sicurezza a titolari e dipendenti, favorendo le nuove esigenze di conciliazione. Infine si è stabilito di sostenere l’imprenditoria femminile nell’accesso al credito, valorizzando gli strumenti concessi dal Fondo di garanzia per le Pmi, che è stato incrementato di 5 milioni di euro con risorse del Dipartimento per le pari Opportunità, nella sezione dedicata all’imprenditoria femminile. Contestualmente si promette di promuovere e assicurare informazione sugli interventi e strumenti specifici previsti.

 

“Una proposta più che opportuna – ha commentato Masè della Civica – ci sono situazioni in cui è necessario tenere il punto e farlo con fermezza, dal momento che il mondo dell’imprenditoria femminile rappresenta una grande ricchezza per il tessuto socio economico trentino alla quale non possiamo permetterci che il Covid dia il colpo di grazia”. Anche la leghista Katia Rossato è intervenuta sull’argomento: “Conciliare famiglia e lavoro – ha detto – è quasi un’utopia con costi occulti non indifferenti che la pandemia ha solo peggiorato, comprimendo sempre più i tempi dedicati alla famiglia che al contrario abbisognerebbe di maggiori attenzioni in questo momento delicato”.

 

Coppola, di Futura, ha sottolineato l’importanza che il tema sia stato condiviso da tutte le colleghe, “anche perché – ha aggiunto – le statistiche rivelano che in questa fase sono proprio gli under 35 e le donne a pagare le peggiori conseguenze. I numeri non fanno che confermare una realtà triste con il 42% dei giovani dai 18 ai 34 anni rivela già un peggioramento della propria situazione di vita, mentre il 55% delle lavoratrici si sente a rischio e il 61% dichiara che non potrà attuare i piani e i progetti che aveva prima della pandemia”.

 

La consigliera autonomista Paola Demagri ha ribadito come la mozione potrebbe fare da apripista a possibilità di orizzonti più ampi dal punto di vista imprenditoriale e di gestione famigliare. “Non è stato un gesto di esclusione verso gli uomini del Consiglio – ha affermato Ferrari – ma abbiamo voluto un gesto simbolico per rispondere al comitato dell’imprenditoria femminile che nei giorni scorsi ha chiesto aiuto, con questo provvedimento vogliamo contribuire a superare i freni che rallentano il mondo femminile”.

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