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Parità di genere, il Consiglio Regionale approva una mozione per garantire la presenza di donne nelle commissioni consiliari

Nelle commissioni dei consigli comunali si discute e si decide di problemi concreti dei cittadini. Per questo la mancanza delle donne da questi tavoli sarebbe dannosa perché non verrebbero rappresentate le necessità di una fetta importante della popolazione. Il Consiglio Regionale ha quindi approvato una mozione che d'ora in avanti garantirà "un'adeguata rappresentanza di entrambi i generi" anche nelle commissioni consiliari

Di M.Sartori - 20 gennaio 2021 - 18:51

TRENTO. Due anni di confronto e mediazione sono culminati oggi in Consiglio Regionale, quando è stata approvata una modifica al codice degli enti locali trentini e altoatesini. La modifica nello specifico prevede l’esclusione dall’articolo 1, comma 5 della legge regionale del 3 maggio 2018, n. 2 le parole “a eccezione di quelle consiliari” (riferito alle commissioni, ndr). L’obiettivo di questa variazione era quello di garantire la valorizzazione della presenza delle donne elette nelle commissioni di lavoro dei consigli comunali.

 

È fatto ormai riconosciuto che la differenza all’interno dei luoghi decisionali porti un enorme valore aggiunto. L'esperienza del vissuto quotidiano delle donne, diverso da quello maschile per motivi sociali e culturali nelle nostre città e nei nostri paesi, arricchisce la discussione nei luoghi decisionali dell’istituzione più vicina ai cittadini, come il comune.

 

Purtroppo però capita spesso che le donne, soprattutto perché elette in numero minore rispetto ai colleghi uomini, (sono circa il 30% nei nostri consigli comunali), siano assenti dalle commissioni consiliari, che sono il luogo in cui si discutono le questioni concrete che riguardano i servizi alle persone e le risposte ai loro bisogni. Dopo l’approvazione di questa modifica non sarà più così, in quanto sarà obbligatorio “garantire un’adeguata rappresentanza di entrambi i generi”.

 

Un successo arrivato anche grazie all’unione di forze che sono sempre state pregiudizialmente contrarie alla questione della rappresentanza di genere, ma in questo caso hanno riconosciuto l’importanza e la trasversalità della questione, che va ben oltre l’appartenenza politica. Assenti all’appello solo le donne del centro destra, che si sono dichiarate contrarie alla mozione, dicendo di preferire una parità naturale piuttosto che un’obbligazione di legge.

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