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| 13 lug 2022 | 14:42

Fra i sindaci dell’Alto Adige solo l’11% sono donne, mentre in Trentino rappresentano il 18,3%: ecco la guida per una rappresentanza politica paritaria

Qualcosa è stato fatto, ma la strada per ridimensionare il gap fra il numero di uomini e quello di donne in politica è ancora lunga. A stilare delle linee guida, la Commissione provinciale per le pari opportunità di Bolzano insieme a Eurac Research, che con un nuovo opuscolo mostrano le azioni da intraprendere per una politica altoatesina "più femminile"

Immagine dal sito della Provincia autonoma di Bolzano

BOLZANO. Non è la prima volta che si discute di pari opportunità e probabilmente non sarà nemmeno l'ultima. Discussione, questa, che a Bolzano ha recentemente portato all'elaborazione, da parte della Commissione provinciale per le pari opportunità in collaborazione con Eurac Research, di una guida che porta il titolo "Più donne in politica... prospettive e soluzioni", stilata per indicare la via verso una rappresentanza politica che sia davvero paritaria

 

Nonostante i segnali di un lento cambiamento, la differenza fra il numero di donne e quello di uomini che rivestono ruoli nella gestione del potere mostra infatti un gap che rimane tutt'oggi molto ampio. In Trentino, la presenza attuale delle donne nel Consiglio provinciale è del 25,7% (9 donne su un totale di 35 consiglieri) mentre nella Giunta sono presenti 2 donne su 7 membri. Nel Consiglio della Provincia di Bolzano, invece, le donne sono una su quattro.

 

A migliorare il quadro normativo generale era stata l'introduzione della cosiddetta “doppia preferenza di genere”, in base alla quale l’elettore aveva la possibilità di votare per non più di due nomi purché si trattasse di persone di sesso diverso, pena l’annullamento del voto. Una disposizione che era stata messa tuttavia in discussione dalla consigliera trentina Vanessa Masè, che lo scorso gennaio 2021 proponeva la reintroduzione della terza preferenza.

 

A guardare verso una politica più paritaria è oggi invece la Provincia autonoma di Bolzano, che ha recentemente presentato una guida titolata "Più donne in politica... prospettive e soluzioni" a seguito di un sondaggio condotto nel 2020 da un team di ricerca di Eurac Research che ha intervistato degli elettori "sulla questione della rappresentanza femminile nella politica locale altoatesina". Sulla base di tale indagine e su indicazione della Commissione provinciale per le pari opportunità, sono state così elaborate delle linee guida con le relative azioni da intraprendere per far sì che la politica altoatesina si dia la possibilità di avere più donne al potere.

 

L'idea dell'innovativo documento è quella infatti di andare a implementare la presenza femminile per quanto riguarda le cariche politiche in Alto Adige dove attualmente vi sono 13 sindache, rappresentanti l'11% su un totale di 116 Comuni. Nei Consigli comunali le donne costituiscono invece il 26,2%, cifre che potrebbero in futuro, grazie alla suddetta guida, lievitare. Non va meglio in Trentino dove le donne a capo di un'amministrazione comunale sono solo il 18,3%.

 

"Sebbene le donne costituiscano la maggioranza della popolazione con diritto di voto - sottolinea il presidente della Provincia Arno Kompatscher, commentando l'opuscolo - sono purtroppo ancora insufficientemente rappresentate negli organi decisionali della politica locale. Come società dobbiamo approfondire le ragioni di questo fenomeno per creare insieme condizioni migliori. Per una società socialmente sostenibile e adeguata al futuro è indispensabile dare più voce alle donne", aggiunge. 

 

Diverse proposte d'intervento, quelle raccolte in "Più donne in politica", che spaziano dall'intensificazione del confronto tra la politica comunale e le associazioni di volontariato locali alla sensibilizzazione sulle questioni politiche femminili attraverso iniziative scolastiche, fino all'organizzazione di incontri periodici tra donne.

 

Una lista di nuove misure che vuole quindi andare nella direzione di "donne politicamente più attive. La partecipazione delle donne in politica è un prerequisito per una democrazia viva, anche in Alto Adige - dichiara invece Ulrike Oberhammer, presidente della Commissione provinciale per le pari opportunità -. Un modo per far sì che le questioni che riguardano più da vicino la loro realtà quotidiana siano inserite nell'agenda politica: per ottenere questo è necessario tuttavia crearne le condizioni".

 

Le aree in cui sarà necessario intervenire "sono molteplici e spaziano dal piano legislativo ai media, fino al sostegno nell'ambito della conciliazione", si legge sulla guida. Nel sondaggio Eurac era infatti emerso che il 78% degli elettori e il 59% dei rappresentanti cittadini ritengono che per le donne sia più complesso ricoprire cariche politiche. Tra le varie ragioni, la scarsa presenza femminile viene imputata all'incompatibilità tra famiglia e lavoro, resa spesso complessa dall'assenza di servizi che vengano incontro alle madri o da orari di lavoro non compatibili, nonché la mancanza di fiducia nelle donne o, ancora, il fatto che la politica sia ancora appannaggio degli uomini: "Queste percentuali marcate sono dovute a diversi fattori - conclude Kurt Promberger, responsabile dell'Istituto per il management pubblico di Eurac Research -: da un lato non è facile per una donna conciliare famiglia e lavoro, ma è anche vero d'altra parte che il modello di ruolo culturalmente trasmesso in Alto Adige rende difficile per le donne farsi strada in politica. Nel sondaggio il 40% degli intervistati ha dichiarato che è opportuno che la responsabilità di casa e figli ricada principalmente sulla donna, anche nel caso in cui entrambi i genitori lavorino", sottolinea infine.

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