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Approvata la riforma delle Comunità di valle, Gottardi: ''Luogo dove fare insieme, discutere, pianificare con i Comuni e i sindaci al centro di ogni decisione''

La norma sulle comunità di valle è stata approvata in Consiglio provinciale quasi all'unanimità (solo un astenuto). Le minoranze hanno apprezzato la disponibilità al dialogo dell'assessore Gottardi ma Rossi evidenzia che "si tratta più di una modifica che di una riforma". Zanella: "Le volevano abolire ma hanno cambiato idea, meglio tardi che mai: non si governa con gli slogan da campagna elettorale"

Di Luca Andreazza - 30 giugno 2022 - 20:55

TRENTO. "Un provvedimento atteso da inizio legislatura e fondamentale per il riequilibrio degli assetti istituzionali del Trentino". Queste le parole dell'assessore Mattia Gottardi, nel commentare il semaforo verde alla riforma delle comunità di valle. "Dopo un lungo percorso, anche accidentato, si torna a dare una centralità straordinaria ai Comuni: si passa da un assetto iniziale che prevedeva le Comunità sostitutive dei Comuni, svuotati e lasciati privi di competenze, a questi enti che diventano strumento per pianificare la visione strategica e il futuro dei territori, una risposta capillare per l'erogazione dei servizi, un luogo di cooperazione e di sviluppo".

 

Nonostante i proclami della Lega in campagna elettorale, questi enti non sono stati eliminati ma sono stati modificati. Un iter lungo avviato a inizio legislatura, arrivato a compimento in queste ore con il via libero quasi unanime (30 voti a favore e l'astensione del solo Alex Marini del Movimento 5 stelle) in Consiglio provinciale. 

 

"Esprimo soddisfazione per l’approvazione del ddl - dice Gottardi - dopo un lungo confronto di merito con i territori e il Consiglio delle Autonomie. Un dibattito positivo e costruttivo anche in aula di Consiglio provinciale per il quale ringrazio i gruppi di maggioranza e opposizione. E' stato riconosciuto l’impegno al dialogo e il percorso aperto della riforma. Nel percorso di rafforzamento del ruolo dei Comuni e del riequilibrio dei poteri tra Provincia e territori si segna un passo davvero importante. I Comuni da oggi in poi troveranno infatti nelle Comunità di valle uno strumento operativo per pianificare visione strategica e offrire servizi capillari ai cittadini, non un ente che si pone in contrapposizione o volto alla sostituzione dei Comuni stessi. Un luogo dove fare insieme, discutere, pianificare con i Comuni e i sindaci al centro di ogni decisione. Si tratta di un risultato di tutti coloro che hanno contribuito a costruire, elaborare ed arricchire il testo della Riforma. In nome dell’Autonomia dei territori e delle loro peculiarità".

 

Subito prima si erano svolte le dichiarazioni di voto da cui è emersa registrare una larghissima condivisione dei consiglieri che hanno apprezzato soprattutto la disponibilità al dialogo dell’assessore che ha permesso di accogliere numerosi emendamenti proposti anche dalle minoranze

 

"C'è stato un percorso diverso per definire questo strumento normativo: il provvedimento non è stato calato dall'alto - dice Gottardi - ma ci siamo rivolti ai territorio e abbiamo incontrato tutti i sindaci. Nel Cal abbiamo delineato i primi step, siamo partiti da lì e abbiamo portato in Aula un disegno legge. Le modifiche sono state inevitabili e anche corrette perché questo ddl è di tutti e auspico che questa legge possa riequilibrare gli assetti istituzionali e possa essere utile".

 

Sono stati esaminati i 18 articoli del testo e le relative modifiche, molte delle quali precedentemente concordate da Gottardi con le opposizioni, e erano stati approvati gli ultimi due ordini del giorno rimasti da ieri. Maggioranza e minoranze, negli interventi, hanno apprezzato in particolare la condivisione mostrata dall'assessore: un iter positivo per Vanessa Masè (La Civica), Pietro De Godenz (Upt), Lucia Coppola (Europa Verde), Alex Marini (Movimento 5 stelle), Claudio Cia (Fratelli d'Italia) e Ivano Job (gruppo misto).

 

"Con il dialogo, la collaborazione e l’apertura - dice Giorgio Tonini (Pd) - si raggiungono risultati migliori che attraverso un confronto muscolare. Si è così arrivati a un accordo su un punto fondamentale dell’autonomia: il rapporto tra Provincia e Comuni che sono le due gambe della nostra specialità. Spesso in passato vi è stata divisione su questo rapporto mentre oggi arriviamo a una convergenza. Bene anche le rifiniture del testo apportate prima in commissione, attraverso il confronto con il Cal e in questi giorni in aula: il risultato è una governance più convincente, efficace e ragionevole. Infine è positiva l’idea che qui comincia un percorso di riforma, perché la vera riforma dovrà essere sviluppata per aiutare il sistema dei Comuni a diventare più moderno e capace di rispondere in modo efficacie ai bisogni dei cittadini".

 

Anche l'ex presidente Ugo Rossi (Azione) ha motivato il proprio voto favorevole a questa riforma, ricordando di aver fin dall’inizio messo in luce la contraddizione tra questo ddl e l’idea originaria della Giunta provinciale che voleva abolire le comunità di valle. A suo avviso questa riforma ha il merito di radicare la governance delle comunità ancor più nei comuni rappresentati dai sindaci.

 

Questa nuova legge sancisce, secondo l’ex presidente della Provincia, quel che è stato fatto nella scorsa legislatura, quando era stata eliminata l’elezione diretta delle comunità facendo in modo che la governance di queste comunità fosse maggiormente orientata sui comuni. Questi principi sono stati sanciti dalla riforma Daldoss nel 2015. Quindi il trasferimento del protagonismo ai comuni – ha ribadito il consigliere – era già avvenuto. Questo ddl per Rossi è frutto delle richieste dei sindaci che hanno aggiunto “qualcosina” rispetto a quel che già c’era anche se le modifiche della legge del 2015, quelle erano sostanziali.

 

Dunque questa riforma a suo avviso è “striminzita ma almeno non contiene strafalcioni”. E soprattutto apre la strada alla dimensione sovracomunale, fugando i timori che si vogliano favorire “gli amici degli amici”, fare i propri interessi economici e mantenere in vita tanti piccoli comuni con il pretesto di contenere in tal modo lo strapotere della Provincia. Per Rossi le comunità di valle devono essere luoghi della politica come i comuni, “perché politica vuol dire amministrare facendo delle scelte. Se l’autonomia speciale abbandona l’idea che amministrare e fare politica sono la stessa cosa - conclude - questo è un grave pericolo per il Trentino che diventerebbe in pochi anni una regione ordinaria o un comune di 500 mila abitanti. Siamo un piccolo Stato dentro il quale è obbligatorio avere una visione politica che si concili con la responsabilità amministrativa".

 

Anche per Futura il testo approvato è più una modifica che una riforma ma esprime soddisfazione per il recepimento elle osservazioni espresse dai rappresentanti delle autonomie locali da parte dell’assessore. 

 

"Le Comunità di valle, che il centrodestra ha sempre voluto abolire ritornano a essere riconosciute, anche da loro, come un ente importante  di raccordo e sostegno per i Comuni e centro di pianificazione per territori omogenei", spiega Paolo Zanella. "La scellerata decisione di commissariarle, proprio durante l’epidemia Covid, ha palesato a tutti quanto questi enti avessero un ruolo fondamentale nell’erogazione di servizi, ma anche nel coordinamento in settori chiave come l'urbanistica e le politiche sociali".

 

Le Comunità di valle non sono mai nate con l'intento di sostituire i Comuni, spiega Zanella, ma per  per supportare l’azione amministrativa, sgravando le amministrazioni comunali da servizi sempre più difficili da erogare per diverse ragioni tra cui la carenza di personale. E nelle loro funzioni pianificatorie hanno poi costruito negli anni un metodo di partecipazione tra i vari attori del territorio cercando di rispondere alle diverse necessità che, con la pandemia sono aumentate, specialmente nel settore del sociale.

 

"Ora nuove sfide attendono i Comuni. Penso ai bandi del Pnrr e ai troppi avanzi di amministrazione che non sono ricaduti sul territorio per carenza di personale per gestirli. Per affrontare queste sfide sarà indispensabile lavorare insieme e le Comunità di valle saranno il luogo idoneo per poter permettere alle amministrazioni, soprattutto le più piccole, di essere protagoniste del proprio futuro. Apprezziamo che se ne sia resa conto anche la Giunta. Meglio tardi che mai. Non si governa con gli slogan da campagna elettorale", conclude Zanella.

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