''Assessora'' e ''consigliera'', anche Verona ufficializza l'utilizzo del linguaggio di genere a livello istituzionale. Passo avanti della giunta Tommasi
In altre amministrazioni era già realtà (come a Trento anche se a livello provinciale la giunta leghista utilizza ancora il maschile anche per le cariche ricoperte da donne). Negli scorsi giorni l'amministrazione Tommasi si è messa al passo con la società. La consigliera Verzè: ''Utilizzare un linguaggio rispettoso del genere significa utilizzare in maniera più consapevole la lingua italiana e contribuire a un'adeguata rappresentazione pubblica del ruolo della donna nella società''

VERONA. A Trento l'ufficialità era già stata data quasi due anni fa (scatenando le polemiche delle donne della Lega che l'avevano definito un ''aggravio burocratico''). Lo aveva fatto il Comune, però, amministrato dal centrosinistra e dal sindaco Ianeselli non la Provincia a trazione leghista che ancora oggi utilizza il maschile anche per le cariche ricoperte da donne. Negli scorsi giorni anche il Comune di Verona ha adottato l'utilizzo del genere nel linguaggio amministrativo. Per le donne, dunque, sarà corretto dire e scrivere ''assessora'' e ''consigliera'' come è normale che sia e già di uso comune nella lingua italiana.
Insomma la macchina amministrativa veronese si mette in pari con l'avanzamento del sistema sociale, culturale ed economico del Paese che per la gran parte sta comprendendo quanto importante sia l'utilizzo del linguaggio per raggiungere quella parità uomo donna di cui tutti parlano ma non tutti attuano. Il processo è inarrestabile tolta qualche spinta retrograda certamente non ha aiutato, per esempio, la scelta della presidente del consiglio Giorgia Meloni di farsi chiamare il presidente causando dei cortocircuiti incredibili anche nel linguaggio istituzionale della presidenza del consiglio visto che ormai è assodato che esista ''la presidente'', se donna, e ''il presidente'', se uomo.

''Non ci sono dubbi sull'uso del maschile quando si parla di un uomo - il commento di Beatrice Verzè, consigliera con delega alle pari opportunità del Comune di Verona -. I dubbi ci sono solo sui termini riferiti alle donne, specialmente se ricoprono ruoli istituzionali. Si tratta di una mancanza di abitudine, perché non ci sono obblighi linguistici che vietino di usare la declinazione al femminile. In generale, utilizzare un linguaggio rispettoso del genere significa utilizzare in maniera più consapevole la lingua italiana e contribuire a un'adeguata rappresentazione pubblica del ruolo della donna nella società. In ambito amministrativo, in particolare, il linguaggio è importante anche per contrastare gli stereotipi''.
Il corretto utilizzo del linguaggio di genere, d'altronde, è sostenuto anche dalle istituzioni europee e da quelle nazionale (il Parlamento europeo, il Ministero dell'istruzione, dell'Università e della Ricerca) e dall'Accademia della Crusca.














