Inserimento lavorativo per persone con autismo: approvato all'unanimità il ddl del Partito democratico
Dopo aver incassato dalla Commissione il via libera alla proposta di legge, la capogruppo dem del Trentino Sara Ferrari ha presentato la scorsa settimana il ddl in Consiglio, dove è stato approvato all'unanimità. Ferrari: “Le problematiche delle persone affette da disturbi dello spettro autistico vanno affrontate con risposte personalizzate e integrate tra più servizi pubblici”

TRENTO. Prima il via libera della Commissione e poi, la scorsa settimana, l'approvazione all'unanimità in Consiglio: anche in Trentino in arrivo una legge per l'inserimento lavorativo delle persone con autismo. Il ddl, presentato dalla capogruppo del Pd Sara Ferrari e da tutto il gruppo consigliare dem, ha infatti incassato la soddisfazione di tutta l'aula.
Il provvedimento riconosce l'esistenza di azioni e servizi, alcuni già esistenti da anni, che vengono in questo contesto sistematizzati in norma, come la diagnosi precoce, il percorso di presa in carico multidisciplinare, gli interventi personalizzati, i servizi socio-sanitari, l'inclusione scolastica e l'offerta formativa, i servizi di sostegno alle persone e alle loro famiglie, i progetti abitativi. Si precisano meglio anche le modalità di un inserimento lavorativo, che miri a valorizzare le capacità di ciascuno, gli incentivi all’occupazione, il monitoraggio e la verifica sull'attuazione e l’efficacia delle misure messe in campo.
“La Provincia di Trento da tempo è attiva per quanto riguarda l'inserimento comunitario di queste persone attraverso misure all'avanguardia con percorsi scolastici, formativi e sociali – afferma Ferrari – tuttavia sono rimaste ancora questioni aperte, che questa legge prova ad affrontare in modo integrato tra sanità, sociale, scuola e Agenzia del lavoro. Molti aspetti problematici sono condivisi con l'ambito complessivo delle diverse fragilità, ma quello delle persone affette da disturbi dello spettro autistico è un gruppo che ha caratteristiche proprie nella variabilità di ogni esperienza personale che è diversa e va affrontata con risposte personalizzate e integrate tra più servizi pubblici”.
Le esigenze delle persone con disturbi dello spettro autistico, dice il Partito democratico, sono le più varie e, ovviamente, non possono essere conosciute a priori dai datori di lavoro e dai colleghi. Di qui la necessità di informazione e formazione specifiche, perché un ambiente di lavoro che accolga, anche involontariamente, nel modo sbagliato una persona con Asd rende estremamente difficoltoso, se non impossibile, l'inserimento lavorativo che, invece, poggia su tre pilastri stabiliti per legge: un programma di interventi personalizzato, l'individuazione di un responsabile del programma che ne coordini e curi la realizzazione, la formazione sul posto di lavoro, sia della persona coinvolta che dei datori di lavoro e colleghi.














