Decreto flussi, via libera definitivo in Senato. Coldiretti: “Passo avanti, reperire manodopera è sempre più difficile. Ora rivedere click day”
Le parole del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi dopo il via libera al Decreto Flussi: “Il tema della manodopera in agricoltura è da sempre una delle priorità per il nostro territorio. È fondamentale mantenere aperti il maggior numero possibile di canali d'ingresso”

TRENTO. Decreto flussi, via libera definitiva in Senato per il provvedimento, che prevede una serie di disposizioni in materia di ingresso regolare di lavoratori e cittadini stranieri – oltre che di gestione del fenomeno migratorio. “Il nuovo decreto flussi – è il commento del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi – è un passo avanti importante per rendere più fluida la procedura degli ingressi, soprattutto stagionali, unendo gli interessi delle imprese agricole alla disponibilità di manodopera a quelli dei cittadini extra Ue di garantirsi un'occupazione regolare”.
Il testo, dice l'associazione di categoria, riprende molte delle richieste di Coldiretti verso la semplificazione e il rispetto dei tempi di ingresso dei lavoratori.
“In attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di conversione – continua Barbacovi – che consentirà l'operatività delle misure già con l'invio delle istanze previsto per il prossimo 12 gennaio, non resta ora che superare definitivamente l'ultimo ostacolo che si frappone ad una gestione più semplice e veloce delle procedure, cioè il sistema del click-day (la giornata nella quale, in pratica, si assegnano le quote previste nei vari comparti ndr)”.
Un sistema, ribadisce Coldiretti, che non risponde alle esigenze di far incontrare la domanda e l'offerta occupazionali: “Capita spesso, infatti, che il lavoratore arrivi quando le attività di raccolta per le quali era stato chiamato sono già terminate. Una situazione che, di fatto, rischia di aprire le porte a fenomeni di illegalità”.
“Il tema della manodopera in agricoltura – aggiunge Barbacovi – è da sempre una delle priorità per il nostro territorio. Il Trentino necessita ogni anno di circa 20.000 lavoratori stagionali per le diverse attività agricole, in particolare durante il periodo della raccolta frutticola, che rappresenta il momento di maggiore intensità. Tuttavia, reperire manodopera sta diventando sempre più difficile. Circa 1/3 dei lavoratori stagionali provengono dai Paesi dell’Est Europa e il 20% sono extracomunitari, e per questo è fondamentale mantenere aperti il maggior numero possibile di canali d’ingresso”.
A livello nazionale, conclude Coldiretti: “Le imprese che assumono dipendenti in agricoltura sono oltre 185.000 ed occupano circa di 1 milione di lavoratori, per oltre 120 milioni di giornate di lavoro, di cui circa 1/3 è rappresentato da occupati provenienti da altri Paesi, con rumeni, indiani, marocchini, albanesi e senegalesi in testa alla classifica delle nazionalità più presenti”.












