Artigianato, riforma della legge quadro: via libera dal Senato. Imprese soddisfatte: "Fondamentale ridurre la burocrazia e valorizzare le competenze dei giovani"
Via libera dal Senato alla delega al Governo per la riforma della legge quadro sull'artigianato. Soddisfatte le organizzazioni artigiane, tra le quali anche Appia Cna Belluno, il cui presidente Andrea Cerentin parla di “un ulteriore tassello per contrastare lo spopolamento della montagna”

BELLUNO. Plaude all'avvio della riforma sull’artigianato il presidente di Appia Cna Belluno Andrea Cerentin, che definisce una nuova legge che sia attuale, moderna e inclusiva “un ulteriore tassello per contrastare lo spopolamento della montagna”.
Il Senato ha infatti dato oggi (mercoledì 15 ottobre) il via libera alla delega al Governo per la riforma della legge quadro sull'artigianato. “Si va a rinnovare una legge che ha quasi la mia età - sottolinea Cerentin, classe 1981 – e che in quarant’anni ha visto cambiare il mondo intorno a sé: il valore dell’artigianato e dell’artigiano non si è mai perso, ma abbiamo assistito a evoluzioni e novità dei mercati e a un’accelerata nel campo della tecnologia e delle innovazioni che non possono vedere ferma al palo la piccola e media impresa”.
Il Dolomiti ha già affrontato questi temi con Cerentin, che con l’occasione aveva sottolineato come tale valore rimanga purtroppo oggi perlopiù sconosciuto ai giovani, vittime di una visione forse stereotipata dell’artigiano e, dunque, spesso inconsapevoli delle potenzialità che il settore può offrire (Qui l’intervista). “Svecchiare una legge - aggiunge oggi - vuol dire togliere burocrazia, aprire il settore ai giovani imprenditori, valorizzare sui territori quelle competenze che altrimenti rischierebbero di essere fagocitate dai grandi gruppi e dalle grandi città. Una nuova legge permette dunque di dare alle terre alte nuovi strumenti per contrastare l’abbandono dei territori”.
Ed effettivamente l’artigianato sta risentendo di questo crescente abbandono: nel Bellunese molte imprese faticano a trovare dipendenti, e sempre più spesso sono costrette a rinunciare a lavori e cantieri per mancanza di personale e di giovani disposti a imparare la professione. Un tema a cui in particolare Confartigianato Belluno ha replicato al nostro giornale, sottolineando la necessità di lavorare su un cambiamento culturale a 360 gradi (Qui l’articolo).
Nel frattempo, con la decisione di oggi si interviene finalmente sul piano legislativo. L’emendamento che dà avvio alla riforma legislativa vede come primi firmatari il senatore bellunese Luca De Carlo, presidente della 9 Commissione del Senato, e Giorgio Salvitti, e ha raccolto il plauso di tutte le organizzazioni del settore. Secondo Confartigianato, Cna e Casartigiani, infatti, il Senato ha riconosciuto la centralità dell’artigianato come asse portante della crescita economica, della coesione sociale e dello sviluppo dei territori.
“Non possiamo poi non sottolineare – aggiunge il direttore di Appia Cna Belluno Cristian Sacchet – alcuni passaggi tecnici della proposta di riforma che sicuramente porteranno a un’evoluzione del comparto artigiano: penso ad esempio alla promozione di aggregazione fra imprese artigiane, perché ‘piccolo è bello’ ma allo stesso ci vogliono forza e unità per partecipare a bandi regionali ed europei, e al rafforzamento dei controlli sull’utilizzo dei riferimenti all’artigianato, tutelando così il saper fare dei nostri artigiani di fronte alla concorrenza sleale di prodotti di bassa qualità, senza storia né cultura artigiana”.












