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Belluno
12 novembre | 08:45

"Passaggio generazionale, welfare di comunità e infrastrutture", le tre priorità di Confartigianato nel paper inviato ai candidati: "Servono risposte dalla politica"

A pochi giorni dalle elezioni regionali, Confartigianato Imprese Belluno ha inviato ai candidati locali un position paper con i temi cruciali per lo sviluppo del territorio. Sei le aree strategiche, tra le quali non c’è solo il lavoro: si parla anche di temi sociali, urbanistica e ambiente. “Invitiamo le forze politiche a un impegno comune per l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto, per definire insieme un nuovo progetto per il futuro del bellunese"

BELLUNO. Sono molti i temi che Confartigianato Imprese Belluno cerca di portare all’attenzione dei candidati al prossimo Consiglio regionale del Veneto: si va dalla lotta allo spopolamento anche tramite serie politiche migratorie alla tutela della sanità pubblica, dalla formazione per i giovani ai sostegni alle imprese, dalla viabilità alle politiche abitative.

 

Tutto ciò (e molto altro) è contenuto nel position paper che l’associazione ha inviato ai candidati con una lettera firmata dalla presidente Claudia Scarzanella e il direttore Michele Basso, un vero programma pluriennale per mettere a fuoco le esigenze del territorio e dell’artigianato. Il settore si trova infatti in difficoltà: in provincia di Belluno, nell’ultimo decennio, le imprese artigiane sono calate del 16,7% (10,5% in Veneto) e, al 31 dicembre 2024, ne sono registrate 4.355, con un calo del -0,5% nell’arco dell’anno.

 

Per questo, nell’anno del 70esimo della sua fondazione, Confartigianato Imprese Belluno ha voluto realizzare quello che definisce un “contributo concreto e propositivo al dibattito elettorale, nella convinzione che il futuro delle imprese artigiane e dell’intero sistema economico bellunese passi attraverso politiche capaci di sostenere crescita, innovazione e sostenibilità”.

 

Sei le aree strategiche: infrastrutture, urbanistica e crescita economica; lavoro e formazione; innovazione nel comparto artigiano; ambiente ed energia; turismo e cultura; territorio, salute e sociale. E, all’interno di tutto ciò, spiccano tre priorità: passaggio generazionale, welfare di comunità e infrastrutture.

 

Temi che in parte Il Dolomiti ha già affrontato con l’associazione, a fronte del grave problema di reperimento di personale per molte piccole medie aziende (qui l’intervista). “Vanno create le condizioni - ribadisce ora Scarzanella - affinché i giovani possano restare o venire sul nostro territorio. Inoltre, sul tema del passaggio generazionale bisogna regolare le iniziative di age-management negli accordi collettivi, sostenere linee di finanza agevolata per la continuità aziendale e garantire una fiscalità agevolata per le imprese che avviano tali percorsi”.

 

Ma non basta. Nodo cruciale è poi la formazione, tema trasversale alle varie associazioni di categoria, dall’industria (che punta sull’università) all’artigianato (che fa leva sull’innovazione). “La Regione deve concentrare la sua attenzione sulla formazione. Il saper fare - prosegue Scarzanella - è un pilastro che va valorizzato e innovato attraverso strumenti formativi aggiornati, rivalutando innanzitutto le scuole professionali”.

 

Non mancano però anche le necessità sociali, perché se senza impresa non c’è territorio, quest’ultimo è fondamentale perché l’impresa possa crescere. Indispensabili quindi politiche per garantire tutela del sistema sanitario pubblico, governance dei territori e sviluppo locale, ma anche regolazione degli ingressi e accoglienza dei migranti, per contrastare lo spopolamento e rispondere alla domanda di manodopera, e politiche abitative mirate, in particolare con il recupero del patrimonio esistente tramite i crediti edilizi.

 

“Infine il grave ritardo delle infrastrutture – aggiunge Basso - necessita interventi per risolvere definitivamente le criticità, come il conflitto tra sviluppo economico e tutela ambientale, la mancanza di uno sbocco autostradale verso nord, lo sviluppo delle piste ciclabili, l’interconnessione dei poli logistici e delle fiere e i problemi nei principali nodi di Comelico, Agordina, Val di Zoldo, Feltrina e San Vito. Per farlo, serve una strategia regionale accompagnata da un coordinamento tra comuni e una visione a livello triveneto, oltre a un ruolo attivo alle organizzazioni di rappresentanza degli interessi”.

 

“Nel concreto – concludono Scarzanella e Basso – invitiamo le forze politiche a un impegno comune per l’istituzione di un tavolo di lavoro congiunto, quale luogo di dialogo e collaborazione. Solo attraverso un rinnovato partenariato tra istituzioni e corpi intermedi sarà infatti possibile definire insieme un nuovo progetto per il futuro del bellunese e del Veneto”.

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