Potenziare la connettività e sviluppare la sede universitaria: le priorità dei candidati Luciani e Cestaro (Lega) per il Bellunese
A margine dell’incontro di sabato 8 novembre sulla legge per la montagna tenuto dal ministro Roberto Calderoli, abbiamo chiesto a due dei candidati del partito quale dovrà essere la priorità per la provincia di Belluno nella prossima legislatura regionale. L’intervista a Paolo Luciani e Silvia Cestaro

BELLUNO. Revisione dei Comuni classificabili come montani, più dignità alla montagna, agevolazioni per il personale sanitario e scolastico che lavora in quota, welfare per le famiglie e le giovani coppie su asili nido e fiscalità per la casa. C’era tutto questo nel discorso che il ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli ha tenuto a Belluno sabato 8 novembre: ma come declinarlo per la provincia di Belluno?
Specificità e identità sono state infatti le due parole chiave dell’incontro (qui l’articolo), promosse non solo dal ministro ma anche dal candidato alla presidenza del Veneto per il centrodestra Alberto Stefani. Abbiamo allora chiesto agli aspiranti consiglieri bellunesi della Lega quale deve essere la priorità per il territorio.
Potenziare i collegamenti telematici
“La legge sulla montagna - afferma Paolo Luciani, assessore a Belluno - è un obiettivo raggiunto dal governo e dalla Lega e parlare di identità in montagna è un valore positivo. Noi chiaramente ci facciamo portatori di quella bellunese, e personalmente lo faccio con lo slogan ‘una montagna di idee’ proprio per sottolineare l’insieme delle proposte da costruire con i nostri concittadini. Abbiamo un programma regionale condiviso con il centrodestra nel quale mi riconosco, ma è chiaro che per il territorio montano dobbiamo fare qualcosa di più e non essere al pari delle province di pianura. Per la nostra specificità, dunque, i candidati della provincia e i futuri eletti dovranno portare avanti il baluardo del Bellunese”.
Da dove partire? “La priorità per la provincia - risponde - sono i collegamenti. Rispetto alla pianura siamo in una situazione di svantaggio e dobbiamo lavorare sulle infrastrutture, come già si sta facendo sulla scia delle Olimpiadi, ma anche dopo ci sarà molto da fare. Assieme agli investitori locali, la Regione può allora dare la svolta: da amministratore credo che insieme potremo fare la differenza per dare migliori collegamenti alle nostre vallate e in sinergia con esse”. Quindi strade e ferrovie? “Sì, ma soprattutto collegamenti telematici: come ribadito da Calderoli - conclude - con i collegamenti digitali possiamo affrontare le sfide del futuro, a partire dalla telemedicina, che abbasserà il gap sul costo della sanità e potrà dare più servizi a tutti”.
Attrattività per i giovani, a partire dall’università
“Prima di tutto sarà essenziale fare squadra per mantenere i principi cardine della legge sulla montagna, a partire dal fatto - afferma Silvia Cestaro, consigliera regionale uscente - che i comuni classificati come montani lo siano davvero. Inoltre, quanto inserito negli articoli della legge dovrà essere applicato da Regioni e Comuni, perché si tratta di un’opportunità che non abbiamo mai avuto in questi termini e che tocca tutti gli aspetti della vita di chi vive in montagna”.
Da dove partire per il Bellunese? “La priorità è essere attrattivi per i giovani - risponde - e questo porterà a prospettive migliori anche per il resto della popolazione. Parlo di welfare per le famiglie, istruzione, attenzioni alle professioni, in particolare quelle più deficitarie, borse di studio per chi decide di impegnarsi per il territorio e incentivazione fiscale per l'acquisto o l’affitto della casa e l’avviamento di nuove imprese”.
Siamo dunque sulla giusta strada con le politiche per l’alta formazione (qui un’analisi)? “Abbiamo certamente bisogno dell’approfondimento nel comparto informatico - conclude la candidata - perché le nostre aziende, dalle più grandi a quelle artigiane, chiedono competenze mirate. L’idea sulla quale abbiamo lavorato, nata con Confindustria, è portare qui la sede effettiva di informatica, non quindi una distaccata che si è già dimostrata fallimentare. Poi sarebbe interessante approfondirne le varie applicazioni, ad esempio in ambito agricolo dove la meccanizzazione va verso un approfondimento dell’Intelligenza artificiale. Si tratta quindi di un work in progress, ma intanto portare il triennio a Belluno è un grande valore aggiunto: parliamo sia di un’opportunità professionale di docenza per i ragazzi laureati sia di nuove competenze per le imprese, che possono a loro volta compiere un salto di qualità e diventare più competitive. Diventa quindi un circolo vizioso, che comprende l’aumento dei giovani che vivono la città e fanno comunità, cambiando così il sistema”.












