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Trento
26 novembre | 06:00

Il Trentino (finalmente) riconosce che c'è un problema del vino tra divisioni, calo dei consumi e ora dazi? Via libera alla mozione di de Bertolini (Pd) per ridisegnare il futuro

Il mondo del vino del Trentino è chiamato a fare i conti con un presente caratterizzato da molte incertezze e un futuro da scrivere. Il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità la mozione di Andrea de Bertolini, con una modifica concordata con l'assessora Giulia Zanotelli, per istituire un tavolo paritetico e affrontare alcune questioni che non possono essere più rimandate. Il consigliere provinciale del Pd: "Solo così possiamo rendere il vino trentino ancora di più un'eccellenza, oltre i nostri confini"

TRENTO. I dazi degli Stati Uniti sono solo l'ultimo scossone a un settore chiamato a fare i conti con un presente caratterizzato da incertezze sempre più pressanti e un futuro forse da ridisegnare. Non è ancora crisi, i numeri raccontano di un comparto che regge seppur tra tante difficoltà, ci sono i margini di intervento ma il tempo delle decisioni e dei correttivi può essere più vicino di quanto si pensi. E allora via libera alla mozione sul tavolo paritetico in Trentino a firma di Andrea de Bertolini (Partito Democratico). Il Trentino riconosce che forse c'è un problema.

 

C'è un costante calo dei consumi tanto che anche Coldiretti del Trentino Alto Adige parla di una campagna di sensibilizzazione per un consumo consapevole delle bevande alcoliche. "Una bottiglia è il risultato finale del lavoro di un’intera filiera che parte dai campi", dice a il Dolomiti il presidente Gianluca Barbacovi. "Dietro ogni prodotto agricolo c’è molto di più: c’è il lavoro delle nostre aziende, la qualità del territorio e il valore delle comunità che lo custodiscono".

 

Emergono talvolta anche alcune difficoltà sul fronte del mercato, sul posizionamento e sull'appeal - come riportato da il Dolomiti da tempo - tanto che i raffronti con il vicino Alto Adige sono praticamente a senso unico (Qui approfondimento). La crisi climatica, il vino dealcolato, prodotti a bassa gradazione, la "competizione" tra bianchirossi bollicinevitigni resistenti o ibridi, nuovi ettari in quota sì o no e come (Qui approfondimento - Qui approfondimento). Sembra arrivato anche il momento di aprire le discussioni per non trovarsi spalle al muro. Un mondo che talvolta soffre le mode e che invece dovrebbe aprire un confronto il più possibile laico. E insomma dazi sì ma fino a un certo punto perché pure il prodotto di punta, le bollicine, faticano a penetrare - per esempio - il mercato americano tra proposte in ordine sparso, prezzi variabili e dinamica delle bottiglie. Il mondo del vino paga a caro prezzo divisioni e diversità di vedute che si fatica spesso a ricomporre. Ecco che si cerca un po' di fare un po' di ordine. Luce verde all'unanimità - in forma emendata - alla mozione di de Bertolini.

 

Un documento che "scaturisce dalla preoccupazione condivisa da molti sul presente e soprattutto sul futuro del nostro settore vitivinicolo", dice il consigliere provinciale del Pd. "Se purtroppo sono note le difficoltà che il mondo del vino vive a livello nazionale, il Trentino non fa eccezione in questo contesto. Una generale sofferenza del mercato con una contrazione di consumi, oggi ancor più messa a dura prova dell’incertezza dei dazi americani".

 

A questo si aggiunge "l’evidenza di divisioni e tensioni interne a questo importante settore, maturate, temo cronicizzatesi negli ultimi anni, che hanno ormai indebolito anche il Consorzio vini del Trentino stesso rispetto alla capacità di rappresentare tutti i protagonisti della filiera vitivinicola. Un Consorzio che però resta strategico e con ruoli pubblici fondamentali". Scenari che preoccupano e che sollecitano anche la politica nell'analizzare il quadro e accompagnare un settore importante non solo per il Pil provinciale.

 

Per questo la mozione - emendata dall’assessora Giulia Zanotelli, approvata dall’Aula - si propone l’obiettivo di istituire un gruppo di lavoro “rappresentativo dei principali attori del settore per analizzare, condividere e sviluppare linee strategiche di medio lungo periodo attinenti la produzione, la promozione e la ricerca con la collaborazione preziosa della Fondazione Mach". 

 

E' passata una forma alleggerita rispetto al documento originale, anche per non riversare tutte le responsabilità in capo al Consorzio che negli ultimi 10 anni ha perso quasi tutte le aziende vitivinicole trentine a filiera verticale – che svolgono tutte le fasi della produzione – convogliate nel Consorzio Vignaioli del Trentino ma che raggruppa 80 realtà e rimane il player di riferimento, anche e non solo con Trentino Marketing. Infatti Zanotelli ha specificato che l’emendamento richiama l’attività dell’assessorato in questo campo e la necessità di proseguire nel solco di un percorso di dialogo già tracciato e che il confronto deve andare in questa direzione con la consapevolezza che tutti devono fare la propria parte.

 

A ogni modo viene riconosciuto - questa forse la novità - un problema generale tra criticità, sfide, governance del Consorzio vini del Trentino, una rappresentanza non equilibrata tra i diversi attori della filiera e un quadro ulteriormente aggravato dal calo dei consumi e dagli effetti dei dazi.

 

"Nell’esprimere soddisfazione e apprezzamento per la convergenza di intenti condivisa dall’assessora Zanotelli, l’auspicio è che questo gruppo di lavoro sappia e voglia affrontare temi importanti, delicati e complessi come il contenimento produttivo, la zonazione viticola, la valorizzazione di vitigni autoctoni e tradizionali", evidenzia de Bertolini. "Anche attraverso la declinazione e la messa in campo di proposte concrete che a livello comunitario riescano a individuare misure compensative e di promozione".

 

Il tavolo dovrebbe coinvolgere tutti gli attori del sistema per definire un piano pluriennale di sviluppo, riformare la rappresentanza del Consorzio di tutela rendendola più democratica e proporzionale e orientare la produzione verso qualità, contenimento produttivo e valorizzazione dei vitigni autoctoni.

 

"Il mondo del vino è un settore fondamentale per il Trentino in termini economici, sociali e culturali. Questo tavolo però può agire non solo nell'interesse del comparto vitivinicolo ma della comunità nella sua interezza. Si devono superare le distanze per affrontare in modo unitario e coeso le sfide che non si possono più evitare e che ingombrano il nostro presente e soprattutto il futuro. Solo così possiamo rendere il vino trentino ancora di più un'eccellenza, oltre i nostri confini", conclude de Bertolini.

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