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Trento
01 novembre | 06:00

Decreto flussi, via libera a più lavoratori extracomunitari: ''Cruciali per l'agricoltura ma servono i voucher. Molti che 20 anni fa venivano a lavorare ora tornano in vacanza”

Intervista a Paolo Calovi, presidente Cia Trentino: "La mancanza di manodopera c'è, e c'è per tutti i settori. A maggior ragione questo problema incide ed ha impatto nel settore agricolo, dove serve tanta manodopera a tempo determinato, anche per brevi periodi. Quindi l'aumento dei numeri di lavoratori extracomunitari del decreto flussi è certamente una buona notizia, ma non possiamo pensare che basti questo a chiudere la questione"

TRENTO. Il nuovo decreto flussi per il triennio 2026-28 apre le porte a un numero maggiore di lavoratori extracomunitari, con un incremento di 50 mila unità rispetto al periodo precedente.

 

Si tratta del provvedimento governativo italiano che stabilisce annualmente il numero massimo di lavoratori stranieri non comunitari che possono entrare nel Paese per motivi di lavoro: per il Trentino, per il Nordest ma diciamo pure per tutta l'Italia si tratta di una vera e propria boccata d'ossigeno per un mercato del lavoro sempre più affamato di manodopera a tutti i livello

 

Il decreto pubblicato solo qualche giorno fa fissa quote complessive di 164.850 ingressi per il 2026, 165.850 per il 2027 e 166.850 per il 2028, per un totale di quasi mezzo milione di cittadini non comunitari autorizzati a entrare in Italia per motivi di lavoro

 

Per il lavoro stagionale, cruciale ad esempio per l'agricoltura trentina, le quote salgono a 88 mila nel 2026, 89 mila nel 2027 e 90 mila nel 2028.

 

Eppure nonostante questi numeri in crescita, le difficoltà persistono: la mancanza di manodopera qualificata, i problemi linguistici e la burocrazia continuano a ostacolare le aziende grandi e piccole. 

 

"IL DECRETO AIUTA, MA SERVONO I VOUCHER E PIU' FORMAZIONE"

 

Del momento che attraversa l'agricoltura trentina e delle tante sfide all'orizzonte per il settore, il Dolomiti ha parlato con Paolo Calovi, presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori del Trentino).

 

"Partiamo da un presupposto fondamentale - dice Calovi -: la mancanza di manodopera c'è, e c'è per tutti i settori. A maggior ragione questo problema incide ed ha impatto nel settore agricolo, dove serve tanta manodopera a tempo determinato, anche per brevi periodi. Quindi l'aumento dei numeri di lavoratori extracomunitari del decreto flussi è certamente una buona notizia, ma non possiamo pensare che basti questo a chiudere la questione, anzi. I lavoratori comunitari sono sempre meno, penso a quelli che fino a qualche anno fa erano risorse importanti anzi fondamentali come romeni, polacchi, slovacchi. Chi 20 anni fa veniva in Trentino per lavorare come stagionale, oggi spesso da queste parti ci viene in ferie, nel frattempo ha comprato casa ed ha migliorato il proprio tenore di vita. Insomma, per molti di loro il lavoro stagionale nell'agricoltura locale ha rappresentato un aiuto importante e questo è senz'altro positivo. Però ha fatto 'saltare' gli schemi per aziende e imprese, perché se fino a qualche anno fa più o meno sapevi di poter contare ogni volta sulle stesse persone, oggi è tutto più difficile". 

 

"Tanti lavoratori - prosegue il presidente della Cia Trentino - vengono da Pakistan, India, Nordafrica: ci sarebbe bisogno di persone non dico qualificate, ma che arrivino già con una piccola formazione sulla lingua, perché a volte comunicare è davvero molto complicato e questo ha un impatto diretto anche sulla qualità della sicurezza dei lavoratori che qui devono fare corsi e aggiornamenti. Guardo con grande interesse al percorso intrapreso con l'Argentina, da dove 'importiamo' camionisti e meccanici che si formano nel proprio Paese e poi arrivano qui più pronti per inserirsi nel mondo del lavoro. Lo trovo uno strumento molto utile, anche se presupporrebbe una serie di accordi bilaterali con i Paesi di provenienza dei lavoratori. Insomma, cose da fare per migliorare il sistema ce ne sarebbero tante".

 

Una su tutte, dice Calovi, la reintroduzione dei voucher: "E' uno strumento di cui sentiamo moltissimo la mancanza, specialmente durante i periodi della raccolta: si tratta di una soluzione più che utile, indispensabile. Permette un lavoro più agile, allenta la tensione dagli eccessi della burocrazia e allo stesso tempo è uno strumento prezioso di legalità perché regolarizza il lavoro, permette di pagare le tasse, ha un ruolo importante anche dal punto di vista assicurativo. I voucher sono stati tolti per abusi commessi da altri settori, non certo da quello agricolo, speriamo di convincere i sindacati della loro bontà e di lavorare con la parte politica per reintrodurli al più presto". 

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