Autonomia differenziata, il Bard: "Ora non ci sono più scuse". La Provincia: "Pronti gli emendamenti per un trattamento omogeneo dei territori montani"
Nelle scorse ore è stato votato definitivamente il disegno di legge sull'Autonomia differenziata. Il presidente della Provincia di Belluno: "Si pensi anche al ddl montagna". Il Bard: "Questo è solo il primo passo ma bene essere arrivati a questo momento"

BELLUNO. "L'approvazione della legge sull'autonomia differenziata deve essere solo il primo passo". Queste le parole del Bard-Belluno Autonomia Regione Dolomiti. "Non possiamo infatti dimenticare come si sia sempre detto che l'autonomia della Provincia di Belluno sarebbe diventata realtà solamente dopo quella regionale. Bene, ora siamo arrivati a questo momento".
Il disegno di legge sull'autonomia differenziata prevede la concessione di maggiori poteri e prerogative alle Regioni su materie a oggi di competenza principalmente dello Stato. Dopo il via libera al Senato a inizio anno, il provvedimento è stato approvato anche alla Camera con 172 voti favorevoli, 99 contrari e un astenuto.
Il percorso parlamentare si è chiuso e ora si passa all'attuazione ma i tempi si annunciano ancora lunghi perché per arrivare alle trattative con il governo per attribuire le competenze si devono definire i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep), i servizi economici e sociali che Roma deve garantire su tutto il territorio nazionale in alcuni settori ritenuti fondamentali.
Sono ancora molte le incertezze e l'incognita ruota anche attorno al finanziamento dell'autonomia. E il Bard chiede di accelerare. "Per quasi sette anni, la questione autonomistica bellunese è stata scientemente accantonata dalla politica in attesa dell'autonomia regionale, sulla quale tutti si sono scontrati e si scontrano per propaganda", aggiunge il movimento. "Ora che quella questione è chiusa, va data risposta a quelle migliaia di cittadini bellunesi, elettori italiani e veneti, che il 22 ottobre 2017 hanno sostenuto il referendum per l'autonomia provinciale e regionale. Deve essere un'autonomia reale, con competenze e risorse, che sarà il preludio al ritorno dell'elettività diretta per la presidenza e il consiglio provinciale: è finito il tempo della 'melina', da oggi non ci sono più scuse".
La possibilità di poter ottenere maggiori competenze viene vista, naturalmente, con interesse a maggiori competenze. "Garantire maggiori forme di autonomia amministrativa alle Regioni è snodo importante anche per gli enti Provincia, valorizzandone la capacità gestionale sul territorio di riferimento", dice Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno. "Nella filiera dell’autonomia, per noi, diventa fondamentale che vada avanti spedito il Ddl montagna, che fa il paio con l’autogoverno, perché serve a riconoscere l’importanza strategica delle terre alte, dando loro gli strumenti concreti per andare avanti con le loro gambe e per essere soggetti erogatori di servizi ecosistemici per la pianura (penso all’acqua, all’ambiente, al paesaggio e così via). In questo senso abbiamo preparato la richiesta di alcuni emendamenti perché il riconoscimento delle aree montane sia omogeneo sul nostro territorio".












