Il Consiglio regionale approva la riforma dello Statuto di autonomia. Kompatscher:"Un passo significativo in un processo condiviso e responsabile"
Il procedimento, ora che ha ottenuto i pareri positivi di tutte le istituzioni coinvolte, proseguirà a livello statale. I tre pareri saranno infatti inviati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, che convocherà la Commissione paritetica per acquisirne il parere

TRENTO. Con 54 voti a favore, il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige ha dato oggi il via libera al disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto di autonomia, un passo che segue l'approvazione delle Province autonome di Bolzano e Trento. Con questo voto si conclude il ciclo delle consultazioni regionali, consolidando l'ampia convergenza istituzionale per una riforma che punta a rafforzare e aggiornare l'autonomia speciale della regione.
"Si tratta di un ulteriore passo in un processo condiviso e responsabile – ha commentato il presidente della Regione, Arno Kompatscher – che conferma l’intenzione di proseguire con un'evoluzione ordinata dello Statuto, rispettando le garanzie internazionali".
Il procedimento, ora che ha ottenuto i pareri positivi di tutte le istituzioni coinvolte, proseguirà a livello statale. I tre pareri saranno infatti inviati alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, che convocherà la Commissione paritetica per acquisirne il parere. In parallelo, la Commissione per gli Affari Istituzionali della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome esprimerà il proprio giudizio.
Una volta raccolti tutti i pareri, il Consiglio dei Ministri approverà il disegno di legge in via definitiva, per poi inviarlo all’Austria, come previsto dagli accordi internazionali. Solo dopo la risposta di Vienna, il testo sarà trasmesso al Parlamento italiano per l’iter di approvazione finale.
Kompatscher ha concluso: "Questo processo, complesso ma necessario, dimostra la volontà di garantire un'evoluzione del nostro Statuto che rispetti le norme internazionali e rifletta l'unione delle istituzioni su un tema fondamentale per il nostro futuro".












