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''Tutti a Casa'' con Baracetti, quelle ore di caos totale nel quale Bisesti ha gettato il centrodestra dopo sei mesi di ''abbiamo scherzato''

Prima qualcuno ha pensato che il profilo del candidato sindaco fosse stato hackerato, poi si è scoperto che nessuno sapeva niente, gli alleati di governo non erano stati avvisati e il caos era totale e così parafrasando una mitica battuta di Sordi c'è mancato poco che qualcuno ci dicesse che ''Baracetti si è alleato con Ianeselli''. Ma se il piano era ricompattare al momento non si capisce chi si ricompatta e l'unica certezza è che il segretario della Lega ha regalato solo una brutta figura a tutti quei militanti cui fino a ieri diceva di credere nell'avvocato, compreso il suo ignaro braccio destro

Di Luca Pianesi - 23 luglio 2020 - 05:01

TRENTO. ''Signor colonnello, sono il tenente Innocenzi, è successa una cosa straordinaria, i tedeschi si sono alleati con gli americani''. Diceva così al telefono Alberto Sordi in ''Tutti a Casa'' riassumendo, con questa frase, perfettamente, lo spaesamento totale vissuto da tutto il Paese all'indomani dell'Armistizio dell'8 settembre. Il proclama di Badoglio aveva lasciato tutti senza indicazioni, in totale stato di confusione e ieri l'annuncio di Alessandro Baracetti su Facebook ''faccio un passo di lato'' ha scatenato un caos assoluto in casa centrodestra.

 

E così ieri, appena fatta l'uscita sui social, è cominciato un tam-tam telefonico con tutti gli attori in campo che, in qualche modo, ha ricordato proprio quella telefonata di Sordi. La prima domanda che tutti si sono posti è stata: ma sarà vero, o al povero Baracetti hanno hackerato pure il profilo Facebook (solo il giorno prima i domini che rispondevano al suo nome e cognome rimandavano al sito del candidato del centrosinistra Ianeselli quindi il dubbio era più che fondato)? Poi è cominciata una vorticosa serie di telefonate a tutti i rappresentanti del centrodestra per capire qualcosa di più e ci è mancato poco che qualcuno arrivasse a dire che ''Baracetti si è alleato con Ianeselli'' tanta era la confusione per la mossa del ''nostro''.

 

Forza Italia, per esempio, non era stata minimamente avvertita della decisione presa dal ''fu'' candidato sindaco della Lega (e degli altri movimenti di destra) e addirittura Claudia Povoli, già responsabile organizzativa di Forza Italia Trentino, sotto il suo post commentava così:

 

 

Lo stesso Baracetti, raggiunto telefonicamente, non ha saputo (o voluto ma non cambia il risultato) dire chi dovrebbe prendere il suo posto. Lui si è fidato sin dall'inizio del segretario Mirko Bisesti che, da vero responsabile del disastro fin qui realizzato in chiave amministrative (non solo a Trento il segretario provinciale ha dato pessima prova di sé), come un concorrente della Corrida di Corrado per ''dilettanti allo sbaraglio''si è lasciato trascinare dai campanacci suonanti di una fantomatica base e dopo sei mesi di ''è l'uomo per me, fatto apposta per me'' cantato ogni giorno a Baracetti, a venti giorni dalla presentazione delle liste lo ha scaricato ''per ricompattare il centrodestra'' (come riportato nell'epigrafe, pardon, nel post dell'ex candidato sindaco).

 

 

Un ricompattare che, nei fatti, non ricompatta nessuno. Riporta a casa Grisenti, forse, per quel che conta (conta in chiave di equilibri provinciali sicuramente), ma allontana quelle persone che hanno creduto nelle altre liste, se qualcuna di queste dovesse essere assorbita dal futuro candidato leghista (Merler? Condini? Ma non era meglio Baracetti?). Al momento, se stiamo ai fatti, Silvia Zanetti non molla e con il segretario del suo movimento ''Si può fare!'' Agnoli specifica in una nota che ''la politica delle furbate, dei machiavellismi, dei trabocchetti non solo è disdicevole, ma neppure paga, nel lungo periodo. Coerenza significa che ci siamo presentati ai nostri candidati ed ai nostri potenziali elettori con un progetto e con un candidato sindaco: Silvia Zanetti. Lì rimaniamo. Dalla curva di Si può fare, un solo grido (scherzoso): "Zanetti forever!''.

 

E dal canto suo anche Marcello Carli e Agire (con Claudio Cia) restano al loro posto: ''L'incredibile decisione della Lega di scaricare il candidato sindaco quando mancano meno di due mesi al voto, oltre ad essere evidentemente poco rispettosa nei confronti di Baracetti (cui va la nostra sincera solidarietà personale) testimonia e certifica un livello di improvvisazione e di pressapochismo non adeguato alla nostra comunità. L'intera città è stata incredibilmente presa in giro per mesi in un dibattito virtuale con un candidato che in realtà non lo era''. Ed effettivamente non si può non pensare a quei poveretti che per mesi, nonostante le bordate della stampa quasi quotidiane, con Baracetti hanno girato i territori o più semplicemente si sono esposti per lui a casa, al bar o al lavoro cercando di spiegare a familiari, amici e colleghi che ''no, guarda, Baracetti non è male. Non lo conoscono in tanti ma è uno in gamba''. 

 

Tra loro anche quel Daniele Demattè che molti consideravano tra i fedelissimi proprio del segretario Bisesti il quale, però, evidentemente domenica o non era a conoscenza nemmeno lui del suo stesso incredibile piano o lo ha mandato avanti in solitaria senza avvisarlo di quel che sarebbe successo. Il risultato è questo qui. Roba che, a leggerla oggi, fa quasi tenerezza e che alla mente, tanto per restare su Alberto Sordi, riporta il dialogo di quell'Oreste ''pizzardone'' de il Vigile di Zampa che al figlio dice: ''È meglio che ti ci abitui da piccolo alle ingiustizie, perché da grande non ti ci abitui più''. Siamo in piena commedia all'italiana. 

 

 

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