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Abbattere l'Iva sugli assorbenti e distribuirli gratuitamente nelle scuole. Anche il Pd altoatesino scende in campo contro la "tampon tax"

Il consigliere provinciale dem Sandro Repetto ha depositato in assemblea una mozione che impegna la giunta ad abbattere l'Iva sugli assorbenti, a indagare sulla "period poverty" e a distribuire gratuitamente i dispositivi igienici femminili essenziali nelle scuole

Di Davide Leveghi - 30 marzo 2021 - 16:24

BOLZANO. Abbassare l'Iva sugli assorbenti e garantire la fornitura a chi non se li può permettere. E ancora: renderli disponibili e gratuiti nelle scuole. Sono queste le proposte lanciate dal consigliere provinciale del Partito democratico Sandro Repetto. Mentre in tutto il mondo si stanno infatti prendendo delle misure per garantire un accesso più agevole ad un bene di prima necessità, in Italia la questione non è ancora stata affrontata.

 

Per questo la Coop ha lanciato nella seconda settimana di marzo un'iniziativa per abbassare l'aliquota sull'Iva dal 22 al 4% (QUI l'articolo). Nel Consiglio comunale di Bolzano, invece, i consiglieri Matthias Cologna e Thomas Brancaglion hanno presentato una mozione in cui domandano che il Comune si assuma l'impegno ad applicare uno sconto (QUI l'articolo).

 

Nella penisola, infatti, i prodotti igienici femminili essenziali, come assorbenti interni, esterni e coppette mestruali, è pari al 22%. Si legge nella mozione: “Si stima che ogni mese, in Italia, circa 21 milioni di donne acquistino i prodotti igienici di cui sopra, per un totale di circa 2.6 miliardi di prodotti venduti. Calcolando il prezzo medio di 4 euro a confezione, il totale annuo per donna è di circa 126 euro di cui 22,88 di Iva”.

 

A fronte della dichiarazione fatta dall'Ue nel 2006 – quando con la direttiva 2006/12/Ce del 28 novembre 2006 sull'imposta di valore aggiunto stabilì per gli Stati membri la possibilità di applicare una o due aliquote a 'prodotti farmaceutici normalmente utilizzati per le cure mediche, per la prevenzione delle malattie e per i trattamenti medici e veterinari, inclusi i prodotti utilizzati per fini di contraccezione e di protezione dell'igiene femminile” - e delle tante iniziative analoghe, messe in pratica dalla Francia alla Scozia, dall'Irlanda al Belgio, dalla Spagna alla Nuova Zelanda, e così via (passando pure per Canada, Australia, India e Kenya), la sezione dem altoatesina e il suo rappresentante in Consiglio chiedono una sollecitazione da parte della Provincia di Bolzano a governo e parlamento per “prevedere un'immediata riduzione dell'aliquota attualmente al 22% per i prodotti igienico-sanitari femminile”, così da “arrivare poi alla totale detassazione dei beni essenziali alla salute e all'igiene femminile”.

 

Un altro problema riguarda poi il fenomeno della “period poverty”, cioè dell'impossibilità di potersi permettere i dispositivi igienico-sanitari adeguati a superare il ciclo mestruale in modo agevole e igienico. Questo, nella maggior parte dei casi, riguarda le fasce meno abbienti della popolazione, che non possono permettersi l'acquisto nel tempo di assorbenti e coppe mestruali. La tassazione, chiaramente, non fa che approfondire il problema.

 

“Uno studio dell'Istat rivela che vi sono circa 2 milioni e 227mila donne indigenti in Italia”, si legge nel documento. Per questo Repetto chiede alla giunta che si avvii “uno studio di approfondimento sul fenomeno della povertà mestruale, sulle fasce economicamente a rischio sul nostro territorio, considerando che in Provincia di Bolzano si stima che il 17,6% delle persone siano a rischio povertà”.

 

Ultima questione, in parte collegata alla precedente, è lo stigma sociale nei confronti delle mestruazioni. E proprio per questo, oltre che per permettere alle donne che lo necessitino, il consigliere dem chiede alla Provincia di “prevedere l'installazione di distributori automatici e gratuiti di assorbenti igienici, utilizzabili tramite tessera sanitaria, nelle scuole”. E ancora: “azioni di formazione per ridurre lo stigma sociale legato ancora al ciclo mestruale, che produce senso di vergogna nelle ragazze e forme di bullismo nei loro confronti”.

 

 

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