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Accolte le dimissioni di Cia dall'assessorato regionale, l'esponente di Fratelli d'Italia accusa Svp e Patt: ''Un'istituzione che anno dopo anno è stata ridotta all'insignificanza''

C'è da risolvere la matassa interna al centrodestra per la sostituzione dell'esponente di Fratelli d'Italia. Il posto di Cia potrebbe essere preso da Kaswalder in Regione. A quel punto Roberto Paccher (Lega) potrebbe diventare presidente del Consiglio provinciale in piazza Dante. A livello regionale non sembra ancora tramontata l'ipotesi di far sedere in assessorato Lorenzo Ossanna del Patt, ma sempre molto vicino alla maggioranza del governo provinciale

Di L.A. - 11 febbraio 2021 - 14:50

TRENTO. Le dimissioni di Claudio Cia da assessore regionale sono state accolte dal Consiglio. Ora si deve procedere alla sostituzione ma i tempi potrebbero essere lunghi. La prossima seduta è prevista indicativamente per fine mese e in quelle sede verrà deciso se procedere a nuova nomina oppure votare la proroga dell'attuale assetto e aspettare la staffetta di maggio tra il presidente Arno Kompatscher e Maurizio Fugatti

 

C'è da risolvere la matassa interna al centrodestra per la sostituzione dell'esponente di Fratelli d'Italia. Il posto di Cia potrebbe essere preso da Kaswalder in Regione. A quel punto Roberto Paccher (Lega) potrebbe diventare presidente del Consiglio provinciale in piazza Dante. A livello regionale non sembra ancora tramontata l'ipotesi di far sedere in assessorato Lorenzo Ossanna del Patt, sempre molto vicino alla maggioranza del governo provinciale, ma questa eventualità sembra non trovare riscontri internamente alle Stelle alpine. 

 

"E' stato un piacere promuovere e onorare l’istituzione più importante della nostra Autonomia, la Regione. Un'istituzione che anno dopo anno è stata ridotta all'insignificanza, privata della visibilità che le è dovuta e non certo per mano di chi ci lavora, ma per scelte politiche infelici che di fatto l'hanno portata a non essere più riconosciuta come la pietra angolare che sostiene l'intero edificio dell’Autonomia. Non meravigliamoci dunque se oggi la vediamo spogliata di tutto, senza che si sappia se, e quando, le verrà data una nuova identità e a quale prezzo. Una miopia che di fatto ci nega un futuro da condividere per essere più forti".

 

Nel corso del dibattito e della discussione per approvare le dimissioni, non sono mancate infatti le frecciate, anche piuttosto dure, di Cia verso Svp, Patt e la destra altoatesina. "Sulla Regione si è consumata la politica del 'fin quando posso, prendo tutto quello che posso'. E’ prevalso un egoismo che ha innalzato un muro di progressiva incomunicabilità tra il Trentino e l'Alto Adige dove la Regione, ridotta a sportello bancomat, da istituzione che riuniva i popoli delle due province valorizzando adeguatamente i gruppi linguistici presenti all'interno di esse, ora è vista come un problema, un ostacolo da minimizzare, per raggiungere il tanto auspicato divorzio tra la provincia di Trento e quella di Bolzano. E' evidente la volontà di archiviarla al più presto e di sostituirla con un'entità simbolica priva di qualunque peso politico e che non possa prevedere legami e condizionamenti di sorta".

 

In questa direzione, si sono fatti progressi anche in questa legislatura con la regia della Svp che, per i suoi scopi, non disdegna di mettere in difficoltà i suoi alleati, che rimangono tali solo finché funzionali alla sua strategia e alle sue aspirazioni. Questo sì che non si può tacere e “non si può fare come se nulla fosse”. D'altronde anche a Roma l’Svp non rinuncia ad acrobazie e fantasiose alleanze, purché queste soddisfino ogni sua richiesta. Per Trento e Bolzano non c'è prospettiva solitaria di successo fuori da una logica regionale".

 

A fine gennaio, Cia aveva formalmente presentato le dimissioni da assessore regionale. Una rinuncia che segue quanto dichiarato alla presentazione dell'ex leader di Agire nel gruppo del partito di Giorgia Meloni (Qui articolo). L'ingresso di Fratelli d'Italia sulla scena politica trentina e regionale aveva, infatti, fin da subito creato alcuni malumori nelle forze di maggioranza, soprattutto in quota Svp (Qui articolo). 

 

"La Regione, per come l'ho sempre vissuta e per come la continuerò a vivere in futuro, è l'ente del confronto. L'ente che può favorire il dialogo tra le due Province autonome, tra queste e lo Stato, e che può dare impulso ad un'Autonomia che non sia solo strumento di conservazione, ma soprattutto strumento di sviluppo per il bene del nostro territorio".

 

Ora parte l'iter di accoglimento delle dimissioni e la successiva nomina del nuovo assessore regionale. A raccogliere il testimone di Cia ci potrebbe essere Walter Kaswalder, finito da tempo nel mirino delle minoranze per il suo ruolo di presidente del Consiglio provinciale non ritenuto super partes nell'atteggiamento. Un passaggio che potrebbe risolvere anche l'attuale stallo sulla nomina della vice presidenza, bloccata dopo le dimissioni di Alessandro Olivi

 

"Lascio la poltrona di assessore regionale spontaneamente e non perché qualcuno me l'abbia chiesto o imposto, e lo faccio per essere coerente con il mio modo leale di fare politica, con le mie idee, che non sono ispirate da qualsivoglia ideologia, men che meno pre o post fascista, a differenza di quanto dichiarato da personaggi superficiali e intellettualmente disonesti, schiavi del loro pregiudizio. E' un segno di rispetto nei confronti della maggioranza che mi aveva nominato", conclude Cia.

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