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Dalla "crisi d'identità" di Cia a Zanotelli che (questa volta) si siede tra i consiglieri e "scaccia" Fratelli d'Italia. Il balletto dei posti fotografa la confusione del centrodestra

Intanto gli assessori di Fratelli d'Italia rinunciano alle indennità per il ruolo, Gerosa: "Non si può ricevere un'indennità per qualcosa che non si è mai accettato. Se la Provincia farà un versamento, auspicando che ciò non accada, l'accredito verrà subito restituito". Tonina si era appellato ai 4 meloniani per "superare l'influenza romana", ma Urzì: "Non c'è da preoccuparsi"

Di Luca Andreazza - 01 dicembre 2023 - 05:01

TRENTO. Spostamenti di qua e di là alla ricerca di un posto. C'è un balletto delle poltrone in tutti i sensi in piazza Dante, scatenato dal tradimento di Fugatti rispetto a quell'accordo sulla vice presidenza sancito con Fratelli d'Italia pochi mesi prima delle elezioni. E la disposizione dei consiglieri provinciali fotografa la grande confusione di questo momento nella maggioranza. Sistemata quella partita, la 17esima legislatura partirebbe più o meno in discesa. Una situazione arrivata fino a Roma, un'aria tesa perché la Lega ha disatteso il patto.

 

Alla prima seduta Giulia Zanotelli  aveva trovato spazio tra i posti della Giunta, forte della promessa del posto di assessora tecnica del Fugatti bis, l'ultimo Consiglio provinciale invece l'ha trascorso tra i banchi dei consiglieri semplici, accomodata vicino a Stefania Segnana. E questo ha fatto partire un teatrino alla ricerca di un posto con la necessità di Fratelli d'Italia di dimostrare unità e compattezza dopo la spaccatura in Regione e crisi rientrata in 48 ore con il richiamo all'ordine del partito.

 

A far le spese di questo spostamento è stato inizialmente Claudio Cia, già in "crisi di identità" nel mattina per il dubbio di dove sedersi tra i consiglieri o gli assessori?, come si è chiesto sui social con emoticon che ride.

E ci sarebbe anche da ridere in effetti, se non ci fosse da piangere con il secondo rinvio della nomina dell'ufficio di presidenza del Consiglio, lavori d'Aula bloccati e una Giunta ancora a ranghi ridotti e Dipartimenti senza guida politica. Si ironizza per una situazione ormai surreale innescata dal colpo assestato da Fugatti al partito di Giorgia Meloni nella composizione della squadra di governo, mentre a pagare sono i trentini che aspettano la risoluzione dello stallo a oltre un mese dal voto e dopo due settimane dall'ufficializzazione dell'esecutivo.

A ogni modo la pattuglia meloniana (escluso Cia in seconda fila nel primo Consiglio provinciale) ha cercato un posto per riuscire a restare tutti uniti. Inizialmente si sono accomodati nei banchi centrali dell'Aula. Tutto bene? Non proprio perché quelle sedie erano occupate da Degasperi (Onda), Demagri (Casa Autonomia) e Masè (La Civica).

I Fratelli d'Italia sono stati quindi invitati a ripiegare altrove, un altro ritiro (certo, per i 4 consiglieri Biada, Cia, Daldoss e Girardi meno "doloroso" dell'ultimo dietrofront) per trovare collocazione in terza fila. Tutti compatti, anche se l'assessore in pectore poi seduto è stato ben poco, forse ancora alla ricerca della sua identità o forse perché i rapporti si sono rasserenati ma non completamente. Però è questione di interpretazione.

 

"Nessuna presa di distanza dal Gruppo consiliare né dalla Giunta", commenta Cia. Un po' "Mezzo destro mezzo sinistro" per citare la pellicola di Sergio Martino. "In riferimento al fatto che il sottoscritto non sarebbe stato seduto né tra i banchi della Giunta provinciale, né accanto ai colleghi del Gruppo Consiliare, è stato erroneamente interpretato come una presa di distanza dal Gruppo consiliare di Fratelli d’Italia. "Ci tengo a sottolineare come tutto ciò non corrisponda minimamente alla realtà; tant’è vero che il sottoscritto, durante la votazione sul rinvio dell’elezione del prossimo presidente del Consiglio provinciale, si è recato presso il proprio posto, tra i banchi riservati ai consiglieri di Fratelli d’Italia, con i quali c’è sintonia e fiducia. Il mio comportamento nel corso della seduta del Consiglio provinciale odierno è conseguente a un grande disagio e alla difficoltà, per il sottoscritto, di conciliare la mia nomina da assessore provinciale alle politiche per la casa, disabilità, mobilità e trasporti e l’impossibilità di poter svolgere serenamente e pienamente il mio ruolo – alla luce delle grandi sfide che mi aspettano, nell’ottica di poter rispondere ai bisogni e alle esigenze dei trentini in questi particolari ambiti – a causa della situazione di stallo venutasi a creare nel corso delle trattative tra Fratelli d’Italia e il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, in merito al rispetto dell’accordo pre-elettorale".

Ma gli assessori non assessori comunicano inoltre di rinunciare all'indennità di carica "spettante agli assessori provinciali (depositata e protocollata in data odierna) fino a quando la situazione non si sarà risolta, intendendo confermare l’impegno a contribuire a rasserenare il confronto tra le parti e superare tutti i motivi di contrasto affinché – nel solo e unico interesse dei trentini – si addivenga quanto prima a una soluzione in grado di dare alla nostra Provincia una Giunta stabile e operativa".

 

Stesso discorso ma iter diverso per Gerosa. "Non penso neanche lontanamente di ricevere un’indennità per qualcosa che non ho mai accettato". E ribadisce quanto già espresso nelle scorse settimane. "Nel firmare i documenti per il Consiglio provinciale e nel comunicare l'Iban ho autorizzato a versare esclusivamente quanto spetta per il ruolo di consigliere. In caso ci fosse un versamento diverso, l'impegno è di restituire i soldi accreditati per errore".

 

Filtra più ottimismo rispetto agli scorsi giorni sulla trattativa per la Giunta ma intanto è stato un nulla di fatto sul fronte dell'ufficio di presidenza del Consiglio provinciale. Una fumata nera o meglio un rinvio. Le opposizioni hanno evidenziato la grave situazione di un'autonomia commissariata sulle decisioni di Roma mentre Tonina si è appellato ai 4 meloniani "dissidenti" in Regione "per superare l'influenza romana" (Qui articolo). Ma in casa Fratelli d'Italia la crisi interna appare alle spalle. "Non credo che ci sia molto da preoccuparsi. La quadra sarà trovata con la soddisfazione di tutti", le parole a il Dolomiti di Alessandro Urzì, commissario provinciale del partito di Giorgia Meloni in Trentino.

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