Crisi di Giunta, "Un mercato delle poltrone con ingerenze romane", il Partito Democratico: "Il centrodestra annaspa in totale disprezzo dell'Autonomia"
Non si sblocca lo stallo Lega-Fratelli d'Italia nella composizione della Giunta provinciale. Il Partito Democratico: "C'è il silenzio imbarazzato e imbarazzante, ma comunque complice, delle componenti territoriali e di quell’autonomismo che, per qualche immeritato posto di potere, ha svenduto la propria storia e una dignità politica costruita in anni di oneste battaglie ideali e politiche"

TRENTO. "Basta con le ingerenze romane in questo mercato delle poltrone". A intervenire il Partito Democratico con riferimento alla crisi di Giunta. Un terremoto iniziato dopo poche ore dall'ufficializzazione della squadra di governo con la tensione che si è alzata tra Lega e Fratelli d'Italia. "Davanti all’incredibile e sempre più inestricabile garbuglio nel quale si sta avvitando la composizione della nuova Giunta provinciale, stiamo assistendo sbigottiti a due comportamenti che, per quanto opposti, hanno in comune il più totale disprezzo per l’Autonomia e per questa terra"
Una questione trentina con ripercussioni a livello nazionale per il patto disatteso tra le due forze politiche di maggioranza. Un accordo trovato da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia con il placet delle segreteria politiche nazionali. "L’arroganza di un centralismo che, dopo essersi autonominato garante dell’Autonomia, pretende adesso di imporre schemi attraverso nebulose trattative condotte solo sui tavoli romani dove tutto entra in gioco, tranne l’interesse del Trentino".
Gli assessori del partito di Giorgia Meloni per ora hanno compiuto un passo indietro. In attesa di ridefinire la questione, il centrodestra è in stallo. "Il silenzio imbarazzato e imbarazzante, ma comunque complice, delle componenti territoriali e di quell’autonomismo che, per qualche immeritato posto di potere, ha svenduto la propria storia e una dignità politica costruita in anni di oneste battaglie ideali e politiche e oggi annaspa di fronte all’innegabile scempio al quale questa comunità è costretta a dover assistere, suo malgrado".
Un momento importante è atteso per venerdì quando sono previste diverse scadenze. "In mezzo a questo disastro annunciato, rimane immobile la serafica irresponsabilità di chi ha causato tutto questo, per appagare interessi di parte e per regolare pendenze d’altra natura, portando le istituzioni, ancor prima che la politica, a toccare fondali di pochezza e di irrilevanza mai conosciuti prima. Non è accettabile che ci si stia avviando verso la prima seduta del nuovo Consiglio provinciale con questo indecente stallo di posizioni e di caparbietà; non è possibile assistere alle forzature, ai limiti della legittimità, attorno alla figura dell’assessore esterno, che tale diverrebbe dopo le dimissioni da consigliere in sprezzo della volontà degli elettori e all’abolizione della cosiddetta 'porta girevole' e, infine, non è credibile questo mestare nel torbido, spacciato per difesa della specialità. Pensavamo di aver assistito a ogni contorsione possibile e forse non abbiamo ancora visto tutto, mentre ci troviamo a doverci misurare solo con un volgare mercato di poltrone, con un ingerenza romana che umilia l’Autonomia e qualifica la compagine di centrodestra tutta. Umiliazioni che, onestamente, il Trentino non merita", conclude il Partito Democratico.













