Covid, ''Il Trentino non è abituato a partecipare ai bandi nazionali: una task force anche per gestire la carenza di personale e gestire le risorse del Pnrr''
Un nodo è legato anche alla carenza di personale a vari livelli nella pubblica amministrazione che rischia di mandare fuori giri il motore: "Una sessantina di Comuni hanno meno di mille abitanti e quindi diventa fondamentale sapersi coordinare per accedere alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e non perdere nemmeno un euro"

TRENTO. "Nell'ultimo anno si è iniziato nuovamente a procedere con le assunzioni ma una sessantina di Comuni hanno meno di mille abitanti e quindi diventa fondamentale sapersi coordinare per accedere alle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza". A dirlo Paride Gianmoena, presidente del Consorzio delle Autonomie locali e sindaco di Ville di Fiemme. "L'intenzione è quella di puntare sulla formazione del personale e sulla capacità di fare sistema per intercettare i finanziamenti ma attraverso una logica integrata per pianificare azioni mirate in grado di generare ricadute sostenibili sul territorio".
L'intenzione dell'Italia è quello di puntare forte sul Pnrr per rilanciare il sistema Paese. Ma il nodo è legato alla carenza di personale a vari livelli nella pubblica amministrazione che rischia di mandare fuori giri il motore. Gli enti locali rivestono un ruolo fondamentale per spendere le risorse, un'opportunità fondamentale per rilanciare i territori ma molte amministrazioni si confrontano con organici particolarmente ridotti.
"Anche i Comuni trentini - aggiunge Gianmoena - hanno partecipato negli ultimi 20 anni alle operazioni per mantenere in equilibrio il Paese. Abbiamo contribuito per circa 30 milioni e abbiamo subito il blocco delle assunzioni per affrontare il periodo della crisi finanziaria. Tutto fermo fino al 2017 e solo nel 2018 qualcosa è tornato a muoversi. Si è tornati a pubblicare bandi e concorsi con una certa continuità solo l'anno scorso".
Un trend valido per tutta Italia, solo il Friuli Venezia Giulia è andato in controtendenza, mentre il Trentino ha retto il colpo attraverso l'Autonomia ma fino a un certo punto. Secondo i dati della Ragioneria dello Stato pubblicati dal Sole 24 Ore, oggi i Comuni hanno 320.304 dipendenti. Nel 2010 erano 392.856, mentre nel 2001 451.878: in dieci anni i dipendenti sono diminuiti del 18,5%, in 20 anni del 29,1%, quasi un terzo. A causa del ricambio limitato, l’età media si è alzata dai 45 anni del 2001 fino ai 53 del 2021. L’economista Carlo Cottarelli, su Repubblica, ha parlato di "imbuto degli enti locali".
E la coperta è corta, senza gli uffici tecnici si rischia di non accedere ai fondi e quindi alle risorse messa a disposizione dal governo. Non a caso il ministero della Pubblica amministrazione ha pubblicato gli avvisi per il reclutamento di mille tecnici per aiutare gli enti locali a gestire i progetti del Pnrr: ingegneri, architetti, biologi, chimici, fisici, esperti giuridici, digitali e gestionali, informatici, statistici, agronomi, geologi, geometri. Anche la Provincia di Trento è chiamata a far parte del progetto. Il Trentino può avvalersi di un pool fissato in 19 unità, con il compito di affiancare gli uffici provinciali e comunali con l’obiettivo di velocizzare in primis le gare d’appalto.
"Il discorso infatti non si limita alla carenza del personale - evidenzia Gianmoena - perché servono poi figure molto tecniche e specializzate. Una situazione resa ancora più particolare per l'elevata presenza di Comuni molto piccoli. Per questo è ancora più importante riuscire a coordinarsi e pianificare attentamente il territorio per restare competitivi su questo fronte. In questo senso il Consorzio dei Comuni propone dei corsi di formazione per preparare il personale, certe attività degli enti locali vengono supportate in back office: penso agli appalti e ai servizi finanziari. La prossima settimana abbiamo un incontro con gli Ordini professionali per capire più in dettaglio le differenze di progettazione tra i bandi Pnrr e quelli provinciale. La Pat inoltre incentiva le assunzioni attraverso il ricorso alle Gestioni associate per fare massa critica perché è fondamentale non perdere nemmeno un euro del Piano".
Un'altra difficoltà è la scarsa dimestichezza del Trentino in termini di regole e di procedure a partecipare ai bandi pubblicati da Roma. "Questo - continua il presidente del Cal - complica in effetti un po' le procedure, storicamente il nostro territorio ha fatto leva sull'autonomia e così ci si è confrontati poco con queste modalità. Ma ci siamo organizzati per sopperire a queste criticità: abbiamo previsto una task force composta da Consorzio dei Comuni, Pat e tecnici delle amministrazioni più grandi come Trento e Rovereto per lavorare in modo coordinato".
Professionisti e competenze per presentare i progetti, affidare i lavori, eseguirli e controllarli nei tempi richiesti. "Oggi - prosegue Gianmoena - lo Stato finanzia, tramite il Pnrr, soprattutto opere già in attesa e quindi si può dire che smaltisce un po' di arretrati. Ma il Trentino è attento e monitora tutte le opportunità tramite la task force e i Comuni. Il Cal ha predisposto una piattaforma: i sindaci prendono visione dei bandi aperti, valutano criteri, scadenze e procedure per poi eventualmente segnalare un intervento che viene ritenuto interessante. E' fondamentale coordinarsi e pianificare le strutture in maniera coerente con il territorio. Per esempio ora si possono attivare risorse per la costruzione degli asili, però si deve valutare il contesto e la prospettiva di saper gestire e mantenere l'infrastruttura, abbattere i costi, le rette alle famiglie e fornire un servizio di qualità".
Si ragiona di sistema. "Qui - dice il presidente del Consorzio delle Autonomie locali - mettiamo a frutto la nostra esperienza di autonomia. Si va a caccia, per così dire, di soldi nazionali ma poi ci deve essere quello spirito di assicurare sostenibilità degli eventuali interventi. Il dialogo tra amministrazioni limitrofe, Comunità di valle e Provincia è oggi un metodo di approccio imprescindibile per fare scelte lungimiranti. Non basta intercettare finanziamenti, bisogna spendere bene. Un'altra direttrice è quella di presentare i progetti già pianificati per ottenere le risorse e liberare gli stanziamenti dal bilancio provinciale con piazza Dante che così può destinare quei soldi agli altri obiettivi ritenuti strategici".
Intanto si guarda con preoccupazione alla crescita del contagio e, soprattutto, alle ripercussioni sui tassi di ospedalizzazione. "Abbiamo condiviso la maratona vaccinale e gli enti locali hanno sostenuto questa iniziativa con la messa a disposizione dei volontari delle associazioni e dei vigili del fuoco. I dati sono in evoluzione e c'è una certa incertezza. Si continua a valutare la situazione con la Provincia, l'Azienda provinciale per i servizi sanitari e con il Commissariato del governo per verificare costantemente la situazione: la salute pubblica è prioritaria ma questa si allaccia anche a quella economica e sociale perché il turismo invernale per la montagna è una fetta importante del Pil", conclude Gianmoena.














