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Crisi di Governo, con Draghi populismi al capolinea. Biancofiore: ''Da Forza Italia un sì convinto. L'uomo giusto al posto giusto''. Anche Maturi (Lega) possibilista

Prima con la caduta del Conte uno è stato messo all'angolo Salvini ora con la caduta del Conte due è l'M5S che si trova a terra (se si vota finisce malissimo e se si dà l'ok a Draghi scompare all'ombra del governissimo). Renzi è stato protagonista di entrambe le operazioni politiche uscendone con le ''ossa rotte'' per la spregiudicatezza mostrata e per l'arroganza nei modi ma rischia di consegnare l'Italia, nel momento più importante (per gestire il Recovery Fund e il disegno dei prossimi 30 anni), alla persona più adatta di sempre 

Di Luca Pianesi - 03 febbraio 2021 - 17:12

TRENTO. Fino a ieri sembrava impossibile e invece Mario Draghi ha accettato l'incarico da Mattarella e ora tutto il Paese può cominciare a sperare che si arrivi alla conclusione con un esecutivo guidato da una delle figure più stimate del panorama internazionale. E gli effetti già si vedono in poche ore con una borsa che corre e lo Spread che scende sotto quota 100 a dimostrazione che il mondo saluta con grande soddisfazione l'arrivo dell'ex presidente della Bce alla guida dell'Italia. E chi meglio di Draghi per gestire l'enorme quantità di denaro che dovrebbe arrivare proprio dall'Ue con il Recovery Fund per cercare di assicurare al Paese crescita e fiducia? La partita giocata da Renzi, sin dall'inizio puntava a questo, e ora sta arrivando a conclusione. L'ex presidente del consiglio ne è uscito distrutto mediaticamente e politicamente catalizzando rabbia e disprezzo per una politica che è apparsa troppo politicante e poco vicina ai cittadini.

 

Ma se il futuro del Paese si costruisce da adesso in poi e l'arrivo di questi 200 e più miliardi di euro dall'Europa sono, come si sente ripetere continuamente, l'ultimo treno per l'Italia per tornare a crescere questo era il momento del ''non ritorno'' per cercare di assicurare all'Italia la migliore guida possibile. Preso atto che i populismi hanno fallito, l'M5S è riuscito a non governare sia con la destra che con la sinistra, perdendo mese dopo mese pezzi, elettori e dignità (rimangiandosi praticamente ogni principio e facendo il contrario di tutto quello che professava fino a pochi giorni prima) e che Meloni e Salvini non sono ritenuti un'alternativa credibile, essendo totalmente incompatibili con il progetto di salvataggio dell'Italia da parte dell'Europa dopo aver passato gli ultimi 10 anni a minacciare l'uscita dall'Euro, a rievocare la Lira, a sparlare dei burocrati di Bruxelles e a studiare una Italexit sull'esempio Inglese, l'operazione di ''rimozione'' di Conte è diventata necessaria. Ora, però, la strada è tutta da costruire e non è chiaro cosa potrà accadere.

 

La paura di andare a votare di tutti (tolta la destra), dall'M5S al Pd, passando per Forza Italia e Italia Viva rappresentava e rappresenta la migliore garanzia per la buona riuscita di un'operazione politica spregiudicata e complessa e allora ecco il governo del Presidente. Ora i giochi sono aperti. Se l'M5S deve capire, di fatto, di che ''morte morire'', se con il voto degli italiani dopo aver anche detto no al ''migliore in campo'' o scomparendo nei prossimi due anni all'ombra del governo tecnico, il Pd deve decidere se tornare partito di centrosinistra o restare stampella del populismo grillino (sembra impossibile che il Partito democratico possa dire di ''no'' a una figura come Draghi).

 

Sembra certa la posizione di Fratelli d'Italia, che, anche per coerenza con la sua storia, dirà un convinto ''no'' al ''burocrate di Bruxelles'', meno certa appare la compattezza della Lega perché l'area Giorgetti potrebbe avere il suo peso in quadro che altrimenti sarebbe di opposizione a Draghi. Forza Italia, invece, sembra orientata al ''sì'' come spiega Michaela Biancofiore: ''Si a Draghi circondato dai leader politici. E' l'ora dei coraggiosi che cancella i ricattatori. Sono convinta che Mario Draghi farà il miglior governo politico di salvezza e pacificazione nazionale. Personalmente, da indubitabile esponente del centro destra unito, sono orgogliosa della scelta fatta dal Presidente Sergio Mattarella di affidare l’incarico all’italiano più stimato nel mondo. Si può dire, semplificando, che è l’uomo giusto finalmente al posto giusto, che avrà la capacità di spendere i soldi del Recovery Fund per opere e azioni concrete che faranno ripartire il Paese. Una scelta alta - spiega in un post su Facebook - che però per essere anche granitica avrà bisogno di essere accompagnata da una Squadra Italia dei migliori campioni politici italiani, dai leader che hanno a cuore l’Italia e allo stesso tempo non vogliono il funerale della politica. E’ il momento dei coraggiosi che cancella, per altro, la annosa logica dei piccoli ricattatori che ha caratterizzato tutti gli ultimi governi italiani. Draghi avrà il mio modesto voto in Parlamento e mi auguro che questo sarà l’orientamento di tutto il centro destra visto che il premier farà politiche di buon senso, specie in economia, comuni al nostro schieramento. Non c’è Nazionale politica italiana, senza i campioni del centro destra a partire da Silvio Berlusconi che ebbe l’intuito di mandarlo alla Bce. Aaa Draghetti cercasi''. 

 

E possibilista appare anche il parlamentare leghista bolzanino Filippo Maturi. ''Il governo Conte Bis è nato e morto su veti e ragionamenti personalistici: nasceva per impedire a Salvini di andare al governo - spiega - ed è morto per i veti ad personam che di bene del Paese hanno davvero poco. In questo momento l’Italia ha bisogno di idee e progetti concreti, quindi, pur apprezzando l’indiscutibile levatura della figura del Professor Draghi, occorre confrontarsi anzitutto sui temi.  È necessario parlare di taglio delle tasse, un piano vaccinale serio, riforma della giustizia e sburocratizzazione. Queste sono le priorità per gli italiani e di questo dobbiamo parlare. Credo che chiunque voglia portare avanti seriamente queste tematiche, sia un possibile compagno di strada e un interlocutore con il quale ragionare in modo costruttivo. Prima che vi sia un confronto sui temi, quindi, ritengo che ogni speculazione sia superflua. Aspetteremo senza preconcetti che la delegazione del centrodestra incontri il Professor Draghi e possa confrontarsi sui temi sopracitati, seppur ricordando che in democrazia in caso di mancanza di una maggioranza solida di governo la via maestra resta comunque quella delle elezioni”. 

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