Mattarella bis, Cia: “Nonostante 'l'incidente di percorso' nessuna tensione con la Lega in Trentino”. Rossi: “Asse per superare il populismo che ci ha portato qui”
Il panorama politico in Italia è mutato radicalmente dopo la rielezione di Mattarella al Capo dello Stato, che ha portato alla frammentazione a livello nazionale del centrodestra. Cia: "In Trentino 'l'incidente di percorso' non porterà da parte nostra a tensioni all'interno della coalizione". Rossi: "C'è un'idea di autonomia speciale che deve superare quella stortura che è il populismo che Lega e 5Stelle hanno spinto ai massimi livelli, portandoci in questa situazione"

TRENTO. All'indomani della rielezione a Capo dello Stato di Sergio Mattarella le reazioni del mondo politico, tanto a livello nazionale che locale, non si sono fatte attendere. La frammentazione del centrodestra infatti e la bagarre interna al Movimento 5 Stelle aprono a nuovi possibili scenari in vista delle prossime politiche e mai come ora i protagonisti dell'arena politica sembrano in cerca di una nuova direzione. Se da una parte a livello provinciale il consigliere di Fratelli d'Italia Claudio Cia ribadisce che nonostante “l'incidente di percorso” non ci saranno “tensioni” all'interno della coalizione di maggioranza, dall'altra l'ex presidente della Provincia e consigliere di Azione Ugo Rossi guarda al futuro e immagina il Trentino come un possibile “avamposto” per “un'idea di autonomia che superi la stortura del populismo di Lega e 5Stelle”.
“Considero il comportamento di Salvini un tradimento di un intero popolo di centrodestra” è stato negli scorsi giorni il commento, senza mezzi termini, della consigliera provinciale di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi, che ha sottolineato come alla luce degli ultimi avvenimenti consideri giustissima (“anzi sacrosanta!”) la sua scelta di lasciare la Lega e aderire al partito di Giorgia Meloni. A questo punto però la domanda è doverosa: puntando su Mattarella anche Fugatti ha “tradito” il centrodestra? “Il presidente Fugatti – risponde Cia – ha ovviamente un dovere nei confronti del suo partito e non credo che da parte sua ci sia stata la volontà di creare situazioni di tensione. Per quanto riguarda la politica nazionale esistono certamente logiche diverse, ma nei rapporti possiamo vantare la stessa autonomia che caratterizza il nostro territorio”.
Insomma, nonostante le parole dure di Giorgia Meloni (che ha parlato di un centrodestra “polverizzato” e “da rifondare”) per quanto riguarda il Trentino, continua Cia, “l'incidente di percorso non porterà da parte nostra a tensioni all'interno della coalizione”. Sicuramente però a Roma, sottolinea il consigliere provinciale: “E' emersa in maniera importante la mancanza di gioco di squadra. È questo che succede quando si interpreta la politica come uno sport: può capitare che il singolo si creda in grado di condizionare da solo una partita, e può certo essere, ma l'importante è vincere il campionato e per quello c'è bisogno di lavorare come una squadra”. Il centro destra insomma “va migliorato” dice Cia, e “rifondato per essere in grado di interpretare veramente la collegialità delle scelte, che è poi ciò che è mancato a Roma, dove le decisioni non sono state prese insieme”.
Se l'elezione di Mattarella, conclude Cia: “Dovesse portare a ad un miglioramento di queste dinamiche all'interno della coalizione, allora ben venga. La politica non può essere una 'caserma', serve più collegialità nel centrodestra”. E per quanto riguarda il 'nuovo' presidente? “Nessuno può mettere in discussione lo spessore umano, valoriale e politico dell'uomo. Credo che alla fine Mattarella si sia trovato a dover supplire all'incapacità della politica di interpretare un'Italia al passo coi tempi”. E proprio parlando di Mattarella, Fugatti negli ultimi giorni si è espresso con parole lusinghiere nei confronti del Capo dello Stato, parlando di “una scelta di garanzia” e di una personalità con un “alto profilo istituzionale per il futuro delle nostre autonomie speciali”. Solo pochi anni fa però la Lega e lo stesso Fugatti avevano accusato Mattarella di voler “depotenziare” le autonomie, disertando insieme a Forza Italia il primo appuntamento con lui in Trentino (Qui Articolo).
“Quello su cui bisogna riflettere – commenta Rossi – non è tanto il cambiar idea che, come in questo contesto, può essere un'evoluzione positiva. La riflessione da fare deve riguardare il futuro: il Trentino non può permettersi ancora di avere un'Amministrazione che è espressione di una raccolta di consenso fatta di social e sensazionalismo e che poi, alla prova dei fatti, dimostra di non essere in grado di amministrare l'autonomia, esattamente come non riesce a dare un contributo positivo alla politica nazionale”. In questo senso, dice l'ex presidente della Pat, la rielezione di Mattarella “è la sconfitta del populismo e di questo modo di fare politica”. Purtroppo, dopo quanto si è visto a Roma negli scorsi giorni, il rischio ora è che la popolazione “faccia di tutta l'erba un fascio” dice Rossi e che si disaffezioni ulteriormente alla politica. “Da questa vicenda – continua il consigliere di Azione – deve nascere un impegno ancora maggiore da parte di chi ha avuto dei ruoli di responsabilità e che ora deve aiutare a far nascere una nuova generazione di amministratori su presupposti di contenuti veri e serietà. Io sono a disposizione (Qui Articolo) senza avere un ruolo attraverso una rappresentanza elettorale”.
E parlando proprio delle prossime elezioni provinciali, dice Rossi: “Io credo che la storia politica del Trentino dimostri che il percorso fatto dall'autonomia sia sempre stato nel solco di saper unire sensibilità laiche, socialiste e progressiste da un lato con quelle di un'area popolare ed autonomista che, al netto degli errori che possono esser stati fatti, ha sempre rappresentato una garanzia per questo territorio e per una relazione positiva con Bolzano. Per quanto mi riguarda, noi come Azione siamo impegnati su questo fronte, sapendo che dobbiamo essere noi i primi a metterci a disposizione. Io credo che questo spazio ci sia. Da una parte c'è un partito nazionale strutturato come il Pd. A breve ci sarà anche il congresso del Patt, in cui spero emerga una linea condivisa. Poi c'è il progetto di Campo Base, realtà come Azione e Italia Viva che possono fare un ragionamento tra di loro, individuando quote d'innovazione basate su fondamenta solide".
In questa fase poi, conclude Rossi: “C'è un'idea di autonomia speciale che deve superare quella stortura che è il populismo che Lega e 5Stelle hanno portato ai massimi livelli, portandoci in questa situazione. Da questo punto di vista, il Trentino potrebbe essere un piccolo 'avamposto' di questo ragionamento. È necessario far capire ai cittadini che essersi fatti illudere da chi urlava più forte degli altri e che attraversava le valli del Trentino gridando 'stop ai migranti' non è la nostra soluzione per il futuro”.














