Grisenti: ''Scontro Lega-FdI? Scaramucce. Tonina parlamentare? Bloccato da Roma ma nessun pregiudizio verso Meloni. Pensiamo a costruire un percorso col Patt''
Il presidente di Progetto Trentino, Silvano Grisenti: "A oggi Fugatti ha governato bene in un periodo drammatico. Non ci sono elementi per un candidato presidente diverso ma i partiti nazionali hanno logiche diverse dalle quali dobbiamo difenderci per fare il bene dell'autonomia"

TRENTO. "Le scaramucce non mi interessano". Così Silvano Grisenti, leader e presidente di Progetto Trentino sulle tensioni tra Lega e Fratelli d'Italia nella maggioranza provinciale. "C'è in questo momento il forte impegno e la volontà di costruire un percorso politico con il Patt che sia in grado di rappresentare i bisogni del territorio e sia capace di interpretare il Dna dell'autonomia".
Da un lato il Patt che perde i pezzi. I consiglieri provinciali Paola Demagri e Michele Dallapiccola hanno lanciato "Casa Autonomia.eu" (Qui articolo), movimento che ha accolto in queste ore anche Luigi Panizza, ormai ex presidente onorario delle Stelle alpine (Qui articolo), dall'altro lato i botta e risposta tra Lega e Fratelli d'Italia con nodo sul prossimo candidato presidente (Qui articolo).
Archiviate le tensioni post elezioni nazionali, ritornano le fibrillazioni nel centrodestra. Il vertice Urzì-Fugatti è finito subito nel cassetto. Il passaggio di Bruna Dalpalù dal carroccio al partito di Giorgia Meloni ha riaperto la contesa e sono riemerse alcune distanze e posizionamenti in vista del 2023 (Qui articolo).
"Queste scaramucce non mi appassionano - aggiunge Grisenti - ci si siederà a un tavolo e si troverà una sintesi. A oggi Fugatti ha governato bene in una situazione drammatica. Non ci sono elementi per un candidato presidente diverso. Poi ci sono logiche nazionali che sovrastano quelle locali, il centrodestra ma anche il centrosinistra a questo dovrebbe ribellarsi. La decisione dei candidati va presa a Trento e non a Roma, altrimenti l'autonomia resta solo sulla carta".
E proprio un "Niet" da Roma ha disinnescato la corsa di Mario Tonina alle ultime elezioni nell'alleanza Progetto trentino-Patt. "Le dinamiche dei partiti nazionali sono diverse - prosegue Grisenti - sarebbe stato un ottimo parlamentare per esperienza e per competenza, ma c'è stato un cabotaggio di basso livello a Roma, che ha reso il Trentino piccolo e ha portato a eleggere altre figure. E da queste logiche ci si deve difendere, si difende l'autonomia".
Legato alla maggioranza di governo con un accordo programmatico, Progetto trentino si muove per le provinciali. "Siamo e restiamo assolutamente leali" ,dice Grisenti. "Naturalmente abbiamo un sentire politico e abbiamo anche a cuore la volontà di costruire un percorso con le Stelle alpine. Anche per rafforzare la Regione, svuotata e indebolita negli anni, ma un ente forte è un beneficio per il Trentino e per l'Alto Adige".
Resta da capire se ancora in coalizione con il centrodestra oppure nella formula blockfrei. "La legge elettorale costringe a trovare alleanze e correre da soli è l'extrema ratio. Noi ci abbiamo provato e creduto nel 2013, abbiamo lavorato con grande senso di responsabilità in Consiglio provinciale ma si rischia di contare troppo poco. Intanto studiamo il governo nazionale. In questo primo periodo la premier Giorgia Meloni è stata coerente e corretta in materia autonomia. Non ci sono pregiudiziali a lavorare con Fratelli d'Italia e aspettiamo i prossimi mesi. Se ci sono conferme o passi indietro rispetto alla salvaguardia dell'autonomia. Avremo il coraggio di assumere altre e determinate decisioni, se dovesse esserci un cambio di rotta che mette a rischio la specialità".
Difficile un'alleanza con il centrosinistra, mai nominato. "Magari se offrono Progetto trentino la presidenza, la possibilità di guidare il percorso e di vincere le elezioni", conclude Grisenti.


















