Fugatti sulla riconferma di Mattarella: "Alto profilo istituzionale per il futuro delle nostre autonomie speciali", ma nel 2016 lo accusava: "Vuole depotenziarle"
Il presidente Fugatti, a Roma in questi giorni per le elezioni del presidente della Repubblica, si è espresso in modo favorevole alla riconferma di Sergio Mattarella alla presidenza, definendolo "una scelta di garanzia". Dal 2015 però la Lega e Fugatti lo avevano accusato di voler "depotenziare le autonomie speciali"

TRENTO. “La decisione di riconfermare il presidente Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica è una scelta fortemente istituzionale che mette d'accordo la gran parte delle compagini del Parlamento. È una scelta di garanzia, perché i sette anni che ha svolto da presidente della Repubblica sono stati anni importanti e difficili svolti in modo attento a tutte le diverse sensibilità presenti nel nostro Paese.
Da parte nostra ci eravamo augurati fin dall'inizio che ci fosse una figura di alto profilo istituzionale a cui stavano a cuore le autonomie speciali e i territori”. Sono queste le parole del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti riguardo la riconferma di Sergio Mattarella come presidente della Repubblica.
Nessun dubbio quindi sulla figura della prima carica dello Stato: “Sulla conoscenza delle particolarità della nostra autonomia speciale – così Fugatti – da parte di Mattarella non abbiamo alcun dubbio, come peraltro già dimostrato dallo stesso in questi sette anni. Pertanto ci sentiamo, sotto il profilo istituzionale, in un percorso di garanzia per lo sviluppo e il futuro delle nostre autonomie. Nell'incontro al Quirinale con i presidenti di regione ho ringraziato il Capo dello Stato per la disponibilità dimostrata nel ricoprire nuovamente l'incarico di presidente della Repubblica, garantendo inoltre la continuità dei corretti rapporti istituzionali con la nostra Regione e la nostra Provincia autonoma”.
Nel febbraio 2015 però, alla prima elezione di Mattarella al Quirinale, la Lega e Fugatti in primis, non si erano espressi a suo favore, anzi un anno dopo addirittura lo avevano accusato di voler “depotenziare” le autonomie speciali, disertando insieme a Forza Italia il primo appuntamento con lui in Trentino.
“L’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica – scriveva l’allora segretario nazionale Lega Nord Trentino Fugatti in un post su Facebook datato 2 febbraio 2015 – certifica la nascita della democrazia cristiana 2.0 tanto cara a Matteo Renzi. Purtroppo lo spettro della Prima Repubblica torna ad aleggiare su questo Paese. Non possiamo far finta di dimenticare che il neo capo dello Stato era uno dei giudici della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il referendum promosso dalla Lega Nord per abolire la legge Fornero, calpestando di fatto un diritto sacrosanto dei cittadini. Se il buongiorno si vede dal mattino, allora per i trentini e gli italiani si prospettano tempi molto bui”.
Poco oltre un anno dopo, la Lega e Forza Italia dichiaravano di non volersi presentare all’appuntamento con il neo eletto presidente della Repubblica a Pieve Tesino il 18 agosto 2016. Fugatti sosteneva: "Mattarella ha avallato una riforma costituzionale centralista che vuole depotenziare le autonomie speciali. Se il presidente Mattarella avesse voluto dire qualcosa sulle autonomie regionali avrebbe avuto tutto il tempo di farlo invece fino ad oggi non ha mai detto nulla”. L’ex segretario leghista aveva poi attaccato l’europeismo del presidente: “Questa Europa delle banche – concludeva – e della finanza non è certo quella che voleva De Gasperi”.


















