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| 30 gen 2022 | 09:50

Mattarella bis, Sgarbi: “Una vittoria di Berlusconi. Il 2029? Magari un derby fra me e Draghi”

Sgarbi pensa al post-Mattarella: “Avendo fatto queste prove generali ho deciso candidarmi quando saranno tutti morti mentre io avrò 76 anni. Sarò il solo a metà strada tra la politica e la vita civile, magari ci sarà un derby fra me e Draghi”

Mattarella bis, Sgarbi: “Una vittoria di Berlusconi
di Tiziano Grottolo

ROMA. Alla fine, come avvenne per Napolitano, il Parlamento ha scelto di affidarsi nelle mani del presidente uscente Sergio Mattarella riconfermato con 759 voti, il secondo margine più alto di sempre dopo quello ottenuto da Sandro Pertini nel 1978 con 832 consensi. Quest’ultima una circostanza prevista dall’onorevole Vittorio Sgarbi, sentito da Il Dolomiti poco prima della votazione decisiva. “Questa è comunque una vittoria di Berlusconi – afferma il presidente del Mart e del Mag – che è stato fra i primi a sostenere la rielezione di Mattarella”.

 

La candidatura del leader di Forza Italia, che aveva in Sgarbi uno dei principali sostenitori, non ha mai avuto solide basi ed era riuscita a catalizzare il consenso di una manciata di parlamentari. A quel punto l’ex presidente del Consiglio si è fatto da parte. “C’era un margine troppo stretto si doveva iniziare prima, dopo aver perorato la candidatura di Berlusconi ho portato avanti quella Draghi ma c’erano veti e contro veti, stando così le cose alla fine la rielezione di Mattarella era l’unica strada percorribile”.

 

Con la rielezione di Mattarella però si aprono diversi scenari. “Abbiamo avuto due anni di Covid e il settennato del presidente della Repubblica è diventato di fatto un quinquennio così si può ipotizzare di recuperare due anni di piene funzioni che prima non poteva svolgere”, spiega Sgarbi. Il punto è proprio questo: quanto rimarrà in carica il riconfermato Mattarella?

 

Probabile che come il suo predecessore Napolitano anche l’attuale presidente scelga di non portare a termine tutti e 7 gli anni. “C’è anche un’altra questione – sottolinea il critico d’arte – con le prossime elezioni ci sarà un Parlamento diverso, con meno parlamentari. A quel punto anche se non sono auspicabili le dimissioni sarebbero una possibilità nella logica dell’elezione del nuovo Parlamento, con un nuovo Governo e un nuovo presidente”. E qui potrebbe rientrare in gioco la candidatura di Mario Draghi.

 

Se invece si andasse a votare il nuovo presidente della Repubblica nel 2029 Sgarbi, scherzando (ma forse non troppo), non esclude una sua candidatura: “Avendo fatto queste prove generali ho deciso candidarmi quando saranno tutti morti mentre io avrò 76 anni. Sarò il solo a metà strada tra la politica e la vita civile, magari ci sarà un derby fra me e Draghi”.

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