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Congresso Azione, Rossi: “Non mi candiderò ma lavorerò per creare una classe dirigente giovane e preparata sul territorio”

Secondo l’ex presidente della Pat in questo momento “è questa la direzione in cui andare”. Durante il congresso provinciale di Trentino in Azione anche Mario Raffaelli, proclamato segretario provinciale, ha ribadito la necessità di creare una nuova classe dirigente: “La mia, da questo punto di vista, è una segreteria di transizione”

Di Filippo Schwachtje - 16 January 2022 - 14:34

TRENTO. “Io non mi candiderò, ma lavorerò per creare una nuova classe dirigente giovane e preparata sul territorio”. Queste le parole del consigliere provinciale di Azione (ed ex presidente della Pat) Ugo Rossi nel giorno del primo congresso provinciale di Trentino in Azione. Da un punto di vista politico insomma, in vista del 2023 la linea del partito è di guardare al futuro per portare innovazione nel mondo della politica trentina e non solo, lasciando spazio ai giovani che andranno a formare una nuova classe dirigente.

 

“Il Trentino – spiega a il Dolomiti Rossi – ha bisogno anche ai massimi livelli di persone che abbiano capacità riconosciute, di forze giovani in grado di intercettare il futuro e l’innovazione. È questa la direzione in cui andare e io per primo devo rendere credibile quest’idea, impegnandomi su questa strada piuttosto che a favore di una mia presenza personale. Attenzione però, lasciare spazio ai giovani in maniera forte e convinta non vuol dire disimpegnarsi: nel tempo che resta prima delle prossime provinciali in Consiglio continueremo a fare opposizione come abbiamo sempre fatto”.

 

A ribadire quale sia la prospettiva politica di Azione per il 2023 è anche il coordinatore Mario Raffaelli, che durante il congresso di oggi (che ha visto la partecipazione anche del sindaco di Trento Franco Ianeselli e del coordinatore di +Europa Alexander Schuster) è stato proclamato segretario provinciale ed ha ricordato quanto il partito sia cresciuto, sottolineando come l’obiettivo sia “creare una nuova classe dirigente partendo dal territorio”. “Lo scopo del nostro partito è quello – ha detto Raffaelli – e da questo punto di vista la mia è infatti una segreteria di transizione”. Parlando della visione politica di Azione, Raffaelli ha sottolineato come l’idea del partito sia puntare a “coniugare pragmatismo e idealismo”, per “unire la spinta ideale e le risposte concrete ai problemi”. 

 

Al di là poi del tema politico, dice Rossi, nel corso del congresso sono stati molti gli argomenti discussi a livello territoriale, dalla critica all’ipotesi Valdastico (“una follia tecnica oltre che politica e strategica”) al concetto di autonomia (“con la Giunta attuale i rapporti con Roma solo legati solo alla vicinanza politica e all’affinità con qualche leader nazionale, l’asse con Trento e Bolzano si è frantumato”) fino alla sfida demografica, alle dinamiche migratorie, alle difficoltà nel mondo del lavoro e alla sanità “in disfacimento”. 

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