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La delegazione bellunese al congresso nazionale di Forza Italia. Scopel: "Trattati temi fondamentali, come la formazione dei giovani nei territori decentrati"

Il coordinatore provinciale ha guidato il gruppo composto da Michele De Bacco, Tiziana Martire, Matteo Toscani, Lorenzo Bortoluzzi. "Due giorni interessanti: tra i temi affrontati anche quello della formazione dei giovani nei territori decentrati e le ricadute sul tessuto sociale ed economico. Ci attendono alcuni anni cruciali per il futuro del Bellunese per la costruzione del quale proporremo con convinzione il patrimonio di valori ed esperienze che ci contraddistinguono”.

Di Antonio Gheno - 25 febbraio 2024 - 18:47

ROMA. Si è concluso nelle scorse a Roma, presso il palazzo dei congressi dell’Eur, il Congresso Nazionale di Forza Italia che ha visto la partecipazione di un migliaio di delegati e l’elezione di Antonio Tajani quale segretario e di Roberto Occhiuto, Alberto Cirio, Deborah Bergamini e Stefano Benigni come vice segretari, mentre Renato Schifani è stato proclamato presidente del consiglio nazionale del partito.

 

L’obiettivo che si è dato Tajani è quello di raggiungere la percentuale del 10% alle prossime europee e raddoppiare questo risultato alle prossime politiche. La previsione del leader azzurro è che il Ppe sarà la prima forza politica nel parlamento europeo e perciò tutto lascia pensare che il prossimo presidente della Commissione e del Parlamento europeo saranno esponenti popolari. La collocazione all'interno dei popolari europei è tanto radicata che questa volta, alle urne gli elettori troveranno proprio il Ppe al centro del simbolo azzurro.

 

Tra le delegazioni presenti vi è stata anche quella bellunese composta da Michele De Bacco, Tiziana Martire, Matteo Toscani, Lorenzo Bortoluzzi oltre che dal coordinatore provinciale Dario Scopel che ha raccontato che "si è trattata di una due giorni estremamente interessante dove sono stati affrontati numerosi temi alcuni dei quali molto significativi anche per la nostra realtà territoriale, ovvero quella della montagna bellunese, come la formazione dei giovani nei territori decentrati e le ricadute che questa comporta sul tessuto sociale ed economico. Nel nostro caso la questione va declinata su due fronti diversi, ma contigui: da un lato la necessità di fornire ai nostri ragazzi nuove opportunità di studio per far sì che non debbano lasciare il proprio territorio di appartenenza; dall'altra l’impegno a garantire a chi va a studiare fuori sede opportune soluzioni abitative a costi calmierati e compatibili con i bilanci familiari. Sono due facce della stessa medaglia, legate all’importanza di garantire ai giovani delle aree montane opportunità formative di alto livello e combattere, al contempo, il fenomeno-madre di tutte le incertezze legate al permanere dei servizi nelle nostre vallate, ovvero lo spopolamento".

 

La delegazione bellunese al congresso nazionale di Roma ha avuto modo di confrontarsi anche sulle possibili azioni da intraprendere.

 

“Ci faremo carico della questione nel Bellunese - prosegue Scopel -, coinvolgendo anche altri soggetti interessati alla questione, come - primi fra tutte - le categorie economiche e le imprese, con l’obiettivo di potenziare e ampliare ulteriormente la rete dell'offerta universitaria o para universitaria presente nel nostro territorio. Usciamo da questo congresso con rinnovata forza e fiducia nell’importanza del ruolo centrale di un polo moderato per l'agenda politica non solo a livello nazionale e internazionale, ma anche a livello locale. Ci attendono alcuni anni cruciali per il futuro del Bellunese per la costruzione del quale proporremo con convinzione il patrimonio di valori ed esperienze che ci contraddistinguono".

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