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| 09 mag 2022 | 17:00

Un nuovo contenitore politico per il Centro, l’idea del sindaco di Borgo: “Non puntiamo alle Provinciali, guardiamo già oltre”

Fra pochi giorni sarà lanciato il “Laboratorio Paritario Trentino” un “contenitore politico da costruire” per l’area di Centro. Il indaco di Borgo Valsugana Galvan: “Non è un ragionamento legato alle Provinciali del 2023, non dobbiamo cadere nella trappola di costruire qualcosa per soli fini elettorali”

Un nuovo contenitore politico per il Centro, l’idea del sindaco di Borgo
di Tiziano Grottolo

TRENTO. “Questo vuole essere un ragionamento che va oltre e non è legato alle Provinciali del 2023”, così il sindaco d Borgo Valsugana, Enrico Galvan, commenta l’ormai prossima presentazione del “Laboratorio Paritario Trentino”, un “contenitore politico da costruire” per l’area di Centro.

 

Un laboratorio, si legge nel comunicato “che vuole parlare di politica e fare politica in modo attivo dandosi una prospettiva e partendo da basi solide e costruttive”. I nomi che interverranno per la presentazione del Laboratorio Paritario Trentino (sabato 14 maggio alle 10.15 nella sala incontri della circoscrizione di Cognola) sono per lo più volti noti della politica trentina, oltre al sindaco di Borgo Valsugana ci saranno: Ilenia Gretter con delle riflessioni sul ruolo “donne e giovani al centro”; Gianfranco Postal che parlerà di autonomia e istituzioni; Geremia Gios con un intervento sull’economia e Isabella Iandarino che prenderà parola sul ruolo della formazione e ricerca. La conclusione dei lavori è stata affidata a Ivo Tarolli, mentre a moderare gli interventi saranno Alberto Vinzio e Andrea Brocoli.

 

L’obiettivo, spiega sempre il sindaco di Borgo Valsugana è quello di provare a “forzare la mano per ricostruire un’area di Centro che sia rappresentativa e inclusiva cercando di superare le singole esperienze di questi anni”. Insomma un modo per mettersi attorno a un tavolo e fare massa critica e dare “dei riferimenti politici ad una grande fascia di popolazione moderata che è disorientata e sta perdendo un legame che è storia, democrazia e futuro”. D’altra parte, come sottolinea il comunicato lo scollamento fra la società civile e la politica “è evidente – ed è legato – ad anni di comportamenti e scelte che hanno avuto il solo risultato di accentuare questo divario”.

 

Tutto ciò nella consapevolezza che il percorso non sarà semplice, soprattutto alla luce della frammentazione dell’area del Centro moderato, che si vorrebbe superare unendo in un unico contenitore le tante esperienze politiche esistenti, dall’area riformista a quella solidarista da quella liberaldemocratica fino a quella popolare. “Per quanto mi riguarda – conclude Galvan – non è un ragionamento legato all’appuntamento elettorale delle Provinciali del 2023. Guardiamo già oltre, con l’ambizione di porre le basi per un’articolazione molto più strutturata altrimenti si rischia di cadere nella trappola di costruire qualcosa per soli fini elettorali”.

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