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Governo Draghi, il Bellunese esulta per la nomina di due ministri. Trentino Alto Adige a bocca asciutta dopo la mancata riconferma di Fraccaro

Nessun trentino o altoatesino ha ottenuto delle cariche di governo. Diversa la questione per la provincia di Belluno, che ne potrà contare due. Esulta il presidente Roberto Padrin: "Per noi avere due ministri che conoscono il territorio, le sue peculiarità, le criticità, ma anche i punti di forza del Bellunese è un vantaggio"

Di Davide Leveghi - 13 febbraio 2021 - 12:36

TRENTO. Per chi esulta c'è qualcuno che rimane con in mano un pugno mosche. Al di qua o al di là delle Dolomiti il sentimento è infatti differente rispetto alle scelte operate dal nuovo primo ministro incaricato Mario Draghi nella formazione del governo. Se la provincia di Belluno potrà infatti contare su ben 2 ministri, di cui uno in un ruolo chiave, il Trentino non esprime nessuna figura di governo.

 

Niente riconferma al sottosegretariato del governo per Riccardo Fraccaro, pentastellato che a Trento ha studiato e messo radici, prima di sbarcare in Parlamento a Roma nel marzo 2013. Ministro per i rapporti con il Parlamento nel governo Conte I, quello “giallo-verde”, è stato poi sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri dal 5 settembre 2019, nell'esecutivo sempre guidato dal giurista Giuseppe Conte ma in cui ad avvicendarsi sono stati la Lega e il centrosinistra – tanto che cromaticamente è stato ribattezzato il governo “giallo-rosso”. Fraccaro passerà il testimone al magistrato pugliese Roberto Garofoli, già capo gabinetto del Ministero dell'economia e della finanza nel governo Renzi.

 

Niente cariche, almeno per ora, per la roveretana di Italia viva Donatella Conzatti. Tra tutti i partiti presi a bordo nella nuova esperienza di governo, che dovrà traghettare l'Italia in questa difficile fase, tra pandemia, arrivo degli aiuti europei e “semestre bianco” per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, quello di Matteo Renzi è tra i meno premiati. Nonostante il ruolo decisivo svolto dall'ex presidente del Consiglio ed ex segretario del Partito democratico nel far cadere il Conte II, Italia viva ottiene solamente la riconferma di Elena Bonetti alle Pari opportunità.

 

Una squadra di alto livello per la rinascita italiana. Buon lavoro presidente”, ha commentato sui social Conzatti, che da parte sua ha espresso la volontà di proseguire al meglio il proprio lavoro in commissione bilancio.

 

Nessuno dei leghisti trentini viene invece incluso in incarichi di governo, che per il Carroccio sono affidati a Giancarlo Giorgetti (Ministero dello sviluppo economico), Erika Stefani (Ministero della Disabilità) e Massimo Garavaglia (Ministero del Turismo).

 

Se la classe dirigente trentina non riesce a esprimere nessun incarico di governo, diversa è la questione per la vicina provincia di Belluno. “La lista dei ministri del nuovo esecutivo Draghi apre prospettive quanto mai allettanti per il nostro territorio. È la prima volta nella storia della Repubblica che la provincia di Belluno può esprimere due ministri – esulta il presidente della Provincia Roberto Padrin – è un'occasione unica per agganciare il rilancio post-Covid e anche per programmare il futuro della montagna a lungo raggio”.

 

Le due figure di governo provenienti dalla più settentrionale delle province venete sono Federico D'Incà, a cui è stato affidato il Ministero per i rapporti con il Parlamento, e Daniele Franco, nuovo ministro delle Finanze. In uno dei ruoli chiave, specie in questa fase, è stato posto l'ex capo della Banca d'Italia e Ragioniere generale dello Stato.

 

“Esprimo grande soddisfazione per la conferma a ministro di Federico D'Incà, con cui abbiamo iniziato un percorso di condivisione delle politiche territoriali che ci ha permesso di affrontare in maniera concreta diverse problematiche recenti e annose – ha continuato Padrin – con lui potremo proseguire su questa strada. Sono molto contento anche della nomina di Daniele Franco, una figura di altissimo profilo, che in passato ha già ricoperto incarichi di prestigio; il ministero dell'economia, in un momento così delicato, rappresenta una sfida che sicuramente saprà condurre con autorevolezza. Per noi avere due ministri che conoscono il territorio, le sue peculiarità, le criticità, ma anche i punti di forza del Bellunese è un vantaggio”.

 

“La provincia di Belluno spesso ha pagato la perifericità e la distanza dai centri decisionali – ha concluso – oggi invece guardiamo con rinnovato ottimismo al futuro, forti del nostro orgoglio montano e della forza delle nostre imprese, per superare anche questa crisi. Buon lavoro ai ministri D'Incà e Franco. E buon lavoro a tutto il governo Draghi”.

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